Chi è ufficialmente autorizzato ad usare il simbolo 5 stelle in Lombardia?

Chi è ufficialmente autorizzato ad usare il simbolo del MoVimento 5 Stelle ? Su Milano o in tutta la Lombardia ?

Anna Ricci: Argomento Tabù :cool

Chi ha l’autorizzazione ufficiale per utilizzare il simbolo del MoVimento 5 Stelle qui in Lombardia ?

Nel meetup 888, per esempio, tra tutti gli iscritti,
c’è qualcuno che è in possesso dell’autorizzazione ufficiale ?
E su quello di Milano 1 ?
Ed in giro per la Lombardia ?
(mica contiamo solo noi meetappari ! C’è un sacco di gente che è iscritta al MoVimento 5 Stelle e non è iscritta ai Meetup)
 
Vito Crimi: La risposta ci sarebbe, molto semplice, allos tato delle cose:
NESSUNO…. ma nessuno nessuno nessuno….. ma dovremmo chiudere gruppi facebook, toglierlo dai nostri profili, dalle foto che mettiamo su facebook, dai video che producioamo, da tutti i meetup….. in sostanza DOBBIAMO SEPPELLIRE IL MOVIMENTO per qualche anno, e poi andare lì a resuscitarlo in tre mesi per la campagna elettorale…..

Ovviamente il mio intervento era IRONICO… ma introduce la mia rispsota:
– per le elezioni, cioè per l’inserimento del simbolo nella scheda elettorale, solamente i candidati possono essere autorizzati dietro espletamento della procedura prevista sul blog di certificazione

– al di fuori delle eleizoni, essendo il movimento un movimento, quindi non un partito/gruppo chiuso, essendo il movimento una risorsa di tutti, un luogo virtuale/reale in cui qualunque cittadino attivo possa ritrovare un modo diverso di fare politica, non ci possono essere limiti ne al suo utilizzo ne alla sua diffusione, mentre ci sono limiti alla rappresentatività ufficiale… limiti sui quali, purtroppo, vige il buio più totale.

Ecco la mia considerazione.

 

Vito Crimi: Carissimi, io non mi sono mai agitato sul punto… ma figurarsi….
Giusto per chiarezza, oltre a Paolo anche io sono in possesso di delega all’utilizzo del simbolo firma da Giuseppe Grillo.
Poi credo che abbiano questo tipo di delega, ma non vorrei sbagliarmi, verificherò… Dino Alberti di Brescia, Claudio Scotti di Milano, Luis Orellana di Pavia, Gianmarco Corbetta di Monza, Ivan Catalano di Varese, Alessandro Tegagni di Cremona, Luigi Gaetti di Mantova, Rossella Lezzi di Bergamo…

NESSUNA DI QUESTE PERSONE SI E’ MAI AGITATA, HA MAI AVANZATO PRETESE DI ESCLUSIVA O DI ALTRO TIPO… o sbaglio? 

 

Vito Crimi: sono deleghe UHT a lunga conservazione 

 Vito Crimi: Ora che ho rivisto questa foto, mi ricordo che la mia autorizzazione addirittura mi autorizzava a sub delegare…
e infatti le deleghe all’autorizzazioen del simbolo di cui parlavo sopra, in realtà le ho firmate io…
guardate questa che era la delega che feci a Dino per Brescia…

 

Meglio attivi oggi che radioattivi domani!



 

        Dieci buoni motivi per non fare le centrali nucleari:

  1. Le centrali nucleari non sono convenienti economicamente, dal 1978 nessun privato investe sul nucleare in nessun paese, lo stato italiano garantisce ai privati il ritorno dell’investimento con i cip6 (soldi presi da un apposito aumento delle nostre bollette)
  2. Le centrali costeranno 30 miliardi di euro (e non 15), l’Italia ne ha investiti solo 2,6 sulle energie rinnovabili 
  3. Le centrali di quarta generazione saranno possibili solo fra trent’anni, in Italia si parla di centrali di terza generazione (che non garantiscono sicurezza)
  4. Le centrali nucleari offrono la base tecnica per fare bombe atomiche
  5. Produrre 1 Kw con una centrale nucleare costa 6.000 euro, con il fotovoltaico 4.000
  6. Smantellare una centrale costa in proporzione con quanto prodotto dalla stessa 6.ooo euro al Kw 
  7. Terna ha fatto un progetto per sistemare le linee di alta tensione  per risparmiare 4.800 Mw che è quanto produce una centrale nucleare
  8. E’ possibile produrre altrettanta energia elettrica con il fotovoltaico, la si può mettere in rete ed utilizzare quando si vuole
  9. L’Italia investirà 30 miliardi di euro per 4 centrali da 1.600 Mw l’una mentre in solo un anno il fotovoltaico in Italia è aumentato di 1.600 Mw
  10. Il fotovoltaico non necessita dei grandi elettrodotti che causano leucemie perché le reti sono locali inoltre le abitazioni, gli uffici etc… diventano autosufficienti

 

Senza inceneritori si può!

 

Il dott. Montanari, ricercatore sulle nanopatologie (gli inceneritori producono nanoparticelle) commenta le dichiarazioni di U. Veronesi, oncologo, la cui fondazione è finanziata da Veolia (società francese che produce inceneritori), Enel, Eni…. “E’ un vero businessman” dice Montanari le cui affermazioni non hanno nessun fondamento scientifico dice l’Isde (International Society of Doctors of the Environment, Associazione dei Medici per l’Ambiente)

 


 

 

La dottoressa Patrizia Gentilini spiega perché gli inceneritori sono un “pacco”…. producono veleni


 

 

L’alternativa c’è! La graduale diminuzione dei rifiuti e la raccolta Porta a Porta


 

 

Centro Riciclo Vedelago, qui si ricicla tutta la frazione secca comunemente non riciclabile


 

 

Distribuzione della diossina in Italia ed in Europa (clicca sull’immagine per ingrandire)

Diossina-eruopa (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un progetto ben fatto

Rho.php
 

Questa foto è stata scattata la settimana scorsa, durante un temporale, nella nuova stazione ferroviaria di Rho Fiera Milano, aperta da poco più di un anno; una stazione importante, dato che dovrebbe costituire l’interscambio con la metropolitana e i treni suburbani per chi arriva a Milano da ovest, anche con l’alta velocità, nonché la stazione per la fiera e per i visitatori dell’Expo 2015.

 Era buio e si vede male, ma adesso vi spiego: siamo al primo binario, e in alto a destra intravedete l’ampia, moderna e costosa tettoia che lo protegge dalle intemperie. Sulla sinistra tuttavia, la striscia più scura per terra vicino al muretto non è un’ombra, ma una fascia allagata ed esposta alla pioggia, perché evidentemente la tettoia non arriva a coprirla. Esattamente al centro di questa fascia, poco visibile perché di ferro nero, c’è la panchina che dovrebbe servire a chi aspetta il treno.

 In altre parole, nonostante la stazione progettata ex novo, sono riusciti a mettere le panchine nell’unico punto non riparato dalla pioggia, o, se preferite, a fare la tettoia troppo piccola rispetto alle dimensioni del marciapiede.

Questo non è l’unico problema della stazione: gli spazi commerciali sono deserti, e non vi è nemmeno una biglietteria, se si eccettua una macchinetta che vende solo biglietti regionali. Le scale mobili sono spesso rotte, così come i tappeti mobili che portano alla metropolitana, e non è raro vedere l’acqua che scende dentro il sottopassaggio. Come ascensore c’è un costoso modello con le porte su entrambi i lati, caratteristica di cui non c’era assolutamente bisogno – ma, per un errore di progetto, a livello del binario la cima della scala mobile finiva troppo vicino all’ascensore, per cui si è dovuto far aprire le porte sul retro dello stesso.

Questa non è nemmeno una vera stazione; tecnicamente lo è solo perché è seguita dal bivio con cui l’alta velocità si stacca dalla linea storica, ma di fatto sono tre linee a doppio binario parallele accanto a cui si sono limitati a mettere marciapiedi e tettoie per permettere la fermata dei treni, scendendo poi nell’ampio sottopassaggio che porta verso la fiera e la metropolitana. Non vi è alcun edificio, se non gli spazi ricavati nel sotterraneo. Eppure, l’intera opera è costata 80 (ottanta) milioni di euro, e funziona così.

di Vittorio Bertola

Manovra economica proposta dal PD . Non si puo’ fare di meglio ?

  Inceneritori1
  Bersani1

Smettendo di regalare soldi (delle nostre bollette maggiorate) ai padroni dei cancrovalorizzatori si risparmierebbero 2 miliardi di euro. 

La sera del 10 ottobre Bersani , ospite di Fabio Fazio , era nel suo ambiente più familiare . Ha potuto dare il meglio di se , riscuotendo approvazione persino dalla sempre critica Luciana Littizzetto.

Messaggi efficaci : il nemico numero 1 è Berlusconi : votate per il PD cosi' abbiamo risolto tutti i problemi.

Naturalmente non poteva entrare troppo nei dettagli , il tempo era quello che era, ma mentre sulla roforma elettorale e sul federalismo è entrato un pò più nello specifico , sull'economia reastiamo sempre un pò sul vago . Allora sono andato a cercare un pò su google per cercare cosa vuole fare esattamente Bersani in tema di politica economica.

Ho trovato questo:http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/pdf/FINANZIARIA_2010_PD.pdf .

Benissimo , leggendolo quello che salta subito agli occhi è : incentivi.

Praticamente il buon Bersani elargisce soldi a tutti come se lo stato italiano ne avesse a palate

E non è che invece a un elettore sveglio interesserebbe sapere dove troviamo i soldi ?

E a questo punto vediamo un bel documento scritto da un'altra persona, che ci dice che di soldi se ne possono trovare eccome :

http://www.perilbenecomune.net/index.php?p=24%3A6%3A2%3A119%3A292 .

Addirittura Fernando Rossi , riesce a trovare un modo atraumatico per trovare la bellezza di 170 miliardi di euro !

A questo punto ci chiediamo . Ma come mai Bersani non riesce a fare altrettanto ?  Non c'è nel PD un economista in grado di fare due conti?

In realtà credo che non sia cosi' : vediamo infatti qualche punto :

– una buona fetta delle entrate potrebbero arrivare da un ulteriore tassazione dei capitali rientrati dall'estero per cui l'anno scorso

 è stato votato in parlamento il rientro con una ridicola tassazione del 5%  grazie anche all'astensione dal voto da parte dei parlamentari del PD.

– un altro punto è la fine dei regali fatti a politici-lobby con i soldi presi dalle tasche degli italiani attraverso l'aumento delle bollette dell'ENEL con la scusa che l'investimento sarebbe stato usato per le fonti di energia alternativa mentre invece è stato usato per la costruzione degli inceneritori , rinominati termovalorizzatori, che provocano il cancro ma fanno guadagnare molti soldi ai politici e agli imprenditori.

– anche per quanto riguarda la confisca di soldi alla mafia il PD va con il freno a mano leggermente tirato: vedi le vicende che hanno coinvolto , per esempio il presidente del parco delle 5 terre Bonamini , o , per esempio , le alleanze tra PD e UDC ( il partito con maggiori infiltrazioni mafiose) in alcune regioni tra cui la Liguria.

– autoblu e finanziamento ai partiti , ne usufruisce anche il PD.

Ecco spiegato il motivo per cui una bella manovra come si deve il PD non puo' farla per i troppi legacci che lo intrappolano.

Naturalmente lo stesso discorso vale per tutti gli altri partiti della casta .

E allora tornando al buon Bersani che , con l'avvallo della coppia Fazio-Littizzetto approfitta per dichiarare agli italiani che l'unica alternativa è lui , direi : sì , piuttosto che scegliere uno che ruba di più scegliamo uno che ruba di meno …. onesti no ???

Ma chi si salva ? E' semplice chi ha detto chiaramente ed ha dimostrato di non avere nessun interesse nei punti sopra elencati:

il movimento perilbenecomune appunto e il movimento a 5 stelle di Beppe Grillo

di Gian Paolo Cavallaro

Siamo tornati dall’assessore Masseroli per parlare ancora di PGT

Venerdì scorso siamo tornati da Masseroli per approfondire alcuni punti del Pgt e non solo. Come l'altra volta l'assessore è stato molto disponibile ed ha risposto a tutte le nostre domande spiegando tutto con parole semplici come gli avevamo chiesto. Si è creato un dialogo aperto e l'assessore si è mostrato disponibile a valutare eventuali proposte che vengono da cittadini volenterosi e soprattutto volontari, perfettamente in tema con i principi dell'ascolto e della sussidiarietà del PGT.  

 Perequazione: la compravendita delle volumetrie



 

D > veramente sto capendo pian piano dei punti che non mi erano così chiari, quindi ci sarà la possibilità di vendere le volumetrie delle aree che verranno destinate a verde, infrastrutture ed anche qualcosa del parco sud però non abbiamo parlato di come varrà gestito questo mercato quindi a che prezzo sarranno vendute, se è già stato stabilito un prezzo e chi gestirà questo mercato

Assessore > l'oggetto diritto volumetrico è un oggetto che potrà essere venduto tra due interlocutori un acquirente ed un e venditore. Sarà tutto registrato attraverso un registro pubblico. La possibilità che il volume che viene comprato da una parte della città possa essere edificato altrove ha come condizione che il servizio o l'area destinata a verde sia: l'area data al comune e il servizio effettivamente realizzato destinato a verde o infrastrutture., quindi, io ho del volume che risiede su un'area che il comune ha detto che deve essere verde o infrastrutture oppure lì si può fare un servizio, la vendo a te, voglio venderlo a te che hai un'area su cui vuoi costruire

D > privatamente?

Assessore > la cosa può accadere in questo modo, primo caso: accade privatamente, lo vendo a te. Quando tu puoi usarlo? Solo nel momento in cui viene registrato in un registro pubblico, comunale ed il comune registra questo passaggio che diventa edificabile solo se l'area di origine diventa pubblica o nell'area di origine viene realizzato un servizio, quindi lo spostamento delle volumetrie è possibile a condizione che l'interesse pubblico sia reso efficace.

D > il prezzo?

Assessore > il prezzo è quello del mercato

D > lo stabiliamo io e lei quando facciamo la trattativa

Assessore > esatto

D > qualche giorno fa sono stata al convegno di Rinenergy e ho incontrato Paola Santeramo che è presidente dell' ISTVAP Istituto Valorizzazione Agricoltura Periurbana e lei mi ha spiegato questa cosa, spero di averla capita bene io però. A Milano ci sono circa 3.000 ettari di aree agricole divise in due categorie, su di una c'è esplicito divieto di edificare mentre sull'altra no. L'altra area corrisponde alla cintura periurbana, quindi il dubbio che può nascere è: non è che le volumetrie di cui parlavamo adesso quindi che vengono da queste aree che poi sono destinate a servizi, possano andare a finire nell'area periurbana che adesso è verde?

Assessore > l'area periurbana sono i cosiddetti piani di cintura cioè sono quegli ambiti della città all'interno del parco sud che appunto oggi utilizzati per l'agricoltura di proprietà mista, ci sono svariate proprietà

D > anche il Comune

Assessore > appunto alcune parti sono del Comune, alcune parti sono di proprietà pubblica ma non comunale, altre sono di proprietà privata. Cos'è accaduto negli anni in queste aree? Che gli agricoltori non hanno potuto avere dei contratti di lungo periodo, a parte che le aree stesse coltivate potevano essere di più proprietari ma comunque se non erano di proprietà comunale (e dopo faccio una parentesi anche su quelle di proprietà comunale) nessuno ha dato contratti di lungo periodo, perché? Perché ci si aspettava nella storia, perché era sempre andata così, che la città crescesse in espansione cioè che prima o poi lì si potesse edificare…. quindi io all'agricoltore non do un contratto di lungo periodo, non mi lego con un rapporto che chissà quanto dura , mi lego con un rapporto che dura un anno di modo che nel caso in cui l'anno prossimo non si può, rientro in possesso dell'area e faccio quello che devo fare. Invece noi cosa abbiamo fatto, da un lato, da quando c'è questa giunta, i contratti agricoli delle nostre aree all'interno del parco (comunali)… e su quei contratti (adesso non ci sto lavorando io personalmente perché non è mia competenza l'agricoltura) abbiamo deciso di allungare il periodo a trent'anni mi sembra, i contratti non sono più di uno, due anni ma di trent'anni e poi all'interno del PGT abbiamo detto, lì non si edifica, le volumetrie che si generano devono essere spostate, a fronte dello spostamento delle volumetrie quelle aree diventano pubbliche, comunali ovvio e il comune farà all'agricoltore il contratto di lungo periodo quindi abbiamo considerato l'agricoltura in una prospettiva produttiva e strategica. Questo è il percorso. Quindi quando parliamo dei cosiddetti ambiti periurbani cioè i piani di cintura stiamo parlando di questo percorso cioè di volumetrie che verranno spostate e di aree che diventano pubbliche mentre..

D > stiamo parlando quindi di aree che rimangono agricole, giusto?

Assessore > non hanno destinazione come nel vecchio piano regolatore agricola ma sono aree che a fronte di questo passaggio diventeranno aree che avranno un contratto di agricoltura che dura negli anni. Le aree di cui ti parlava, non mi ricordo come si chiama questa signora…

D > Santeramo 

Assessore > sono sempre aree, se non capisco male, all'interno del parco sud ma non nei piani di cintura, queste aree sono aree anch'esse di proprietà mista pubblico privato su cui, non essendo possibile fare questo percorso di spostamento di volumetrie e di acquisizione a proprietà comunale di quelle aree quindi rapporto con l'agricoltore di lungo periodo, queste stesse aree pur avendo destinazione agricola (destinazione urbanistica agricola) spesso e volentieri sono aree che hanno contratti di breve periodo perché l'operatore privato che ne è proprietario spera, privato o pubblico, spera nel lungo periodo che quelle aree possano diventare edificabili

D > quindi c'è la possibilità?

Assessore > no, non c'è possibilità né da una parte né dall'altra ma con l'approccio che abbiamo dato, la preoccupazione che quella signora esprime è esattamente contraria di quella effettiva

D > quindi alla fine cosa succederà?

Assessore > le aree, per intenderci, queste aree qua che sono dentro Milano, di Muggiano, sono aree che non sono nei piani di cintura, sono aree su cui il PGT non può dire niente ed è vietato fare la perequazione quindi sono aree che resteranno, per adesso, di proprietà di chi le ha e quindi sono aree sulle quali se il proprietario decide di fare contratti di breve periodo, farà contratti di breve periodo 

D > e se decide di costruire?

Assessore > e se decide di costruire ad oggi bisognerebbe fare una cosiddetta variante urbanistica

Proposta per l'agricoltura periurbana ed i G.A.S



 

D > sempre in merito all'agricoltura periurbana ho una piccola propostina, un mio amico ha trovato nel PGT un punto in cui si dice: ' l'istituzione del parco agricolo sud Milano ha significato una scelta d'indirizzo…. anche nella direzione di avvio di azioni rivolte…. alla conservazione della qualità del significato storico, culturale e identitario del milanese ' quindi valorizzare queste aree legate anche alla valorizzazione della cultura e dell'identità milanese allora una proposta concreta che raccoglie un po' il senso di queste parole potrebbe essere creare da parte del DESR dei centri che siano punti d'incontro tra gli agricoltori, i cittadini e i GAS proprio perché sono i tradizionali interlocutori….. (Gruppi di Acquisto Solidale) che promuovono le attività che portano i cittadini a conoscere realtà che spesso magari si pensa siano scomparse dal territorio.

Assessore > ben vengano proposte di questa natura! Queste sono proposte non da pianificazione, sono proposte da innovazione di gestione che certamente a fronte di quelle decisioni che abbiamo preso rispetto ai piani dell'agricoltura sono oggi più realizzabili di prima, a me pare una buona cosa, io da un po' di tempo faccio vedere ai giornalisti cosa accade in città perché spesso e volentieri si raccontano sui giornali cose che nessuno ha mai visto e allora li porto in periferia nei posti dove ci sono i cantieri etc.. e li ho portati, qualche mese fa, anche al parco sud. Quando si è sollevato in aula il dibattito sul parco sud e non si capiva di cosa si stesse parlando o meglio il dibattito politico assume spesso e volentieri delle connotazioni ideologiche cioé che a prescindere dalla realtà si discute di filosofia, ho detto”venite a vedere la realtà” e siamo andati proprio dove c'è tutto quello che è stato ribattezzato il Parco delle Risaie cioè tutto quell'ambito che in fondo a via Barona ad un certo punto ti perdi perché la qualità dell'ambiente circostante, delle case peggiora e ad un certo punto però ti trovi in una stradina dove ti si apre due cascine ed uno spettacolo di risaie tenute in vita dall'agricoltore non appena perché le coltiva ma perché è diventato un punto di riferimento per il territorio… che mi sembra della stessa natura, se vogliamo, embrionale, delle cose che mi state raccontando quindi mi sembra assolutamente interessante

 Qualità della vita a Milano, piste ciclabili, verde, mezzi pubblici ed auto elettriche



  

D > trovare una casa con un giardino a Milano è impossibile

Assessore > si mettono a confronto due posizioni diverse, la mia e la tua, io ho quattro figli ed abito a Milano e ho dieci anni in più di te ma da un lato il PGT tenta proprio di giocare la partita di generare delle condizioni affinché la gente di qualsiasi età possa trovare a Milano quello che si aspetta quindi, uno si sposa e dice vorrei trovare un posto dove oltre ad avere il lavoro possa portare i bambini al parco, divertirmi la sera, trovare il ristorante a prezzi…dove non spendo tutto lo stipendio e una casa dove poter dormire insomma. Questa è la sfida del piano che si chiama appunto Milano per scelta. Dall'altro è chiaro che nel momento in cui tu sei in una città: la città è la città cioè la città non è il posto in cui si ha la villetta con il giardino o meglio se ragioni sul tema della città vasta allora sì ma il cuore battente della città è per definizione un ambito in cui hai la metropolitana, le case, l'asilo, la strada, il parco però difficilmente hai….

D >….le piste ciclabili…

Assessore >….le piste ciclabili auspicabilmente anche per noi a Milano, …difficilmente hai la villetta. Scegliere di avere la villletta vuol dire che vai in un posto dove tendenzialmente hai meno servizi, tendenzialmente devi prendere la macchina per muoverti cioè si aprono tematiche di altra natura che peraltro….

D >…. posso prendere la bicicletta e poi il treno e la metropolitana..

Assessore > sì…. che peraltro sono nate dal punto di vista dello sviluppo delle città da quelle ipotesi per cui le città dovessero crescere per espansione. Tu vai in un posto che è nato laddove un tempo non c'erano case perché si cresceva in espansione, la gente si muoveva in macchina . Detto questo, la situazione in cui ci troviamo è quella che vediamo e io credo che tutte le scelte siano possibili e buone quello che vogliamo fare a Milano è far sì che uno che voglia viverci possa trovare quello che cerca

D > è difficile adesso trasformare questo agglomerato di case in villettine con il giardino attorno però

Assessore > … è impossibile…

D > però potremmo buttarne giù qualcuna come diceva Celentano buttiamo giù quelle brutte

Assessore > anch'io sarei felice di buttare giù quelle brutte però per farne altre… belle

D > però magari già con le piste ciclabili migliorerebbe molto la qualità dell'aria di Milano

Assessore > io anche su questo purtroppo, a differenza di quello che tu ti aspetti, sono convinto che tu abbia ragione. Dico purtroppo rispetto a quello che ti aspetti perché probabilmente sei venuta immaginando che io ti dessi risposte diverse da quelle che ti sto dando, qualche tempo fa

D >… forse qualche tempo fa….

Assessore > …forse la volta scorsa….. ma anche il tema delle piste ciclabili è un tema anche qui che se non vuol essere guardato ideologicamente a Milano, vuol dire che bisogna cambiare il metodo di realizzazione delle stesse cioè, se tu vai a Berlino non è che hai per forza la pista ciclabile di un metro e mezzo, lo spazio di sicurezza etc… Certo loro c'hanno pensato prima di noi, hanno delle strade fatte diverse dalle nostre. La pista ciclabile è incorporata nella città. Milano non ce l'ha incorporata nella città ma se vogliamo incorporarla dobbiamo probabilmente ipotizzare che ci debba essere della promiscuità cioè debba esserci il marciapiede con la pista ciclabile appena pennellata che magari non è larga due metri e mezzo ma magari è larga solo un metro etc… allora se riusciamo a…

Arturo > come stanno usando nelle grandi città europee, tirano la striscia, qui le biciclette, qui le macchine

Assessore > appunto, dicevo Berlino perché recentemente son stato lì e ci son dei punti in cui le piste non riescono a passare nemmeno sul marciapiede e stanno sulla strada cioè c'è la macchina, l'autobus, la bicicletta che tendenzialmente rischia anche dal punto di vista della sicurezza però arriva dove vuole

Arturo > però Milano rispetto a tante città europee ha un grossissimo vantaggio: che è fatta a spicchi e si può fare il doppio senso su due vie praticamente parallele

Collaboratore dell'assessore > ci può essere spazio

Assessore > noi un po' di ragionamenti su questo li stiamo facendo e c'è un tema normativo nazionale e locale che ci si mette un po' di traverso rispetto a questa ipotesi che mi convince molto però ci stiamo lavorando perché sennò il problema delle piste ciclabili non sarà mai schiodato

Arturo > e poi ci vogliono macchine elettriche, basta macchine inquinanti

Assessore > allora giusto oggi ho fatto un incontro con degli interlocutori che hanno molto investito su questo tema….dei produttori di auto. Voi sapete che c'è stato un accordo con A2A stiamo per mettere 200 colonnine che però è appena un inizio. A metà novembre ci sarà a parco Sempione un momento anche di ….

Arturo > poi oggi la Renault ha messo in vendita due modelli elettrici

Assessore > proprio Renault, proprio con loro stavo parlando

Arturo > … di cui uno è un furgoncino, che è molto importante!

Assessore > il furgoncino è importante! E' chiaro che anche il tema della mobilità

Arturo > le grandi società tipo DHL hanno già nelle loro flotte molti mezzi elettrici agli altri bisognerebbe vietare proprio di entrare in centro a Milano

Assessore > cioè anche il tema della mobilità che noi negli ultimi anni abbiamo dal punto di vista, almeno del pensiero, giocato in termini di macchina contro infrastruttura pubblica su ferro.. se la macchina cessa di essere un soggetto inquinante ed è un soggetto che non inquina come l'attuale auto è chiaro che cambia completamente lo scenario per cui il problema, chiaro, è del traffico però io che prendo la macchina decido liberamente se il traffico lo voglio sopportare o meno ma nel momento in cui la sopportazione…

D > qualcuno diceva tu non sei in fila, tu sei la fila..

Assessore > nel momento in cui la sopportazione del traffico che tu hai si associa al fatto che tu inquini cambia ed è peggio no? Cambia completamente lo scenario. Anche della pianificazione delle infrastrutture perché nel momento in cui tu devi pianificare la metropolitana ti costa l'ira di Dio. Se ciascuno compra la macchina elettrica al posto della macchina inquinante forse l'investimento di quella infrastruttura, alcune infrastrutture, lo puoi anche evitare.

Arturo > lì poi si apre anche il concetto, cioè: una macchina = una persona. Con il numero delle persone che entrano tutti i giorni a Milano avremmo, elettriche sì elettriche no, delle lunghe file comunque. Comunque il meccanismo del servizio pubblico va incentivato da matti contro il privato tipo, io vengo da fuori Milano, lascio la macchina nel parcheggio dell'ATM automaticamente il parcheggio mi da il biglietto, giro sull'ATM gratis a Milano. Pago il parcheggio settimanalmente

Assessore > queste cose che sono belle, dal punto di vista della sostenibilità economica della mobilità su ferro cittadina non stanno in piedi perché la manutenzione della metropolitana, del tram etc.. ha un costo importantissimo che se non è sostenuto dal biglietto diventa insostenibile in esso stesso, girando in Europa vedete quanto costano i biglietti, costano il triplo che a Milano

Arturo > son perfettamente d'accordo ma io a Londra non aspetto 15 minuti l'autobus, quando arrivo alla fermata c'è la coda degli autobus che aspetta me non sono io che aspetto l'autobus.

Assessore > sì, non in tutta Londra devo dire

Arturo > parliamo di Londra città perché se uno sta nella city, cioè nella città lavorativa, non sono io che aspetto l'autobus, è l'autobus che aspetta me a Londra però giustamente come dice lei il biglietto costa una paccata di soldi 

Assessore > anche a Berlino girare con i mezzi costa un prezzo importante

Arturo > però il costo del biglietto potrebbe recuperarlo l'ATM dal pannellare con il fotovoltaico tutti i suoi depositi nella città di Milano cioè tirerebbe su una piccola centrale nucleare a livello di energia

Assessore > questo non glielo so dire, non sono un esperto

Arturo > perché già Precotto, pur non essendo il deposito più grande, comunque dà circa il 10% della corrente all'ATM  

Cogliamo l'occasione per parlare del terzo inceneritore di Milano e dell'alternativa

 

 


D > alla luce dei dati statistici e numerose ricerche condotte da ricercatori e scienziati sull'incidenza dei tumori nelle aree nei pressi di un inceneritore, questo è un tema che mi preoccupa molto soprattutto perché mi sembra di interpretare una volontà anche da parte dello stato di andare verso la privatizzazione di tutti i servizi (parlo del decreto Ronchi), per un cittadino rapportarsi col privato, anche se uomo, non è comunque la stessa cosa che rapportarsi con l'ente pubblico. Lei l'altra volta diceva che l'Amsa è pubblica e resterà pubblica. Al di là della sua volontà di uomo alla quale posso anche credere che garanzie scritte ci sono che Amsa resterà pubblica?

Assessore > ci sono due aspetti, primo come dicevo l'altra volta riconfermo che il rispetto alla persona di chi gestisce un servizio, l'attenzione alla persona che lo deve usare o alla persona che abita nell'intorno laddove esiste un servizio, l'attenzione alla persona non nasce dal fatto che chi fa il servizio lavora per una realtà pubblica o privata, non è così, io sono convinto di questo, può essere una condizione diversa la mia dalla vostra e quindi sono anche convinto che il fatto che un servizio sia gestito da un pubblico o da un privato non dà garanzie superiori o inferiori rispetto alla bontà del servizio ovvio che c'è bisogno di dare delle regole ferree soprattutto se i servizi sono servizi sensibili e c'è bisogno che rispetto a queste regole ci sia un controllo altrettanto ferreo. Noi purtroppo nella nostra legislazione abbiamo una ipertrofia di controlli ex ante e abbiamo un'incapacità di controlli durante cioè ex post che è una cosa che nel piano noi diciamo di voler ribaltare ma che dev'essere ribaltata cioè, io mi fido di te… mettiamo nel nostro caso, tu vieni qua e mi fai delle domande, ovviamente stiamo parlando di un caso molto meno sensibile della gestione dei rifiuti, tu sei arrivata mi fido, non so chi tu sia, controllo perché tu mi hai mandato le cose e io controllo, se dal controllo mi accorgo che mi hai preso in giro, quella è la porta vai. E' chiaro però che se io mi fossi mosso secondo l'impostazione del controllo ex ante, tu prima di sederti qua avresti dovuto passare 85 controlli con qualcuno che ti faceva l'esame del DNA dopodiché ti avrebbero detto ma senti tu hai un titolo del tuo sito che non assomiglia ad una posizione come quella dell'assessore quindi è meglio che tu vada via, ok? Sarebbe andata così. Io dico che è giusto dovunque e questo dal punto di vista culturale e antropologico è giusto dare fiducia alla persona perché tu non sei peggio di me. Nel fare quello che faccio io cerco di fare una cosa buona che sia per il bene mio e della collettività, tu pure immagino quindi parto da questa ipotesi, è una scelta.

D > però potrei essere una bugiarda

Assessore > appunto parto da quest'ipotesi e controllo ex post, se il controllo mi fa dire “ho sbagliato a fidarmi è chiusa”

D > l'importante è che chi controlla abbia l'autorità di poter dire “tu questa cosa non la fai più”

Assessore > assolutamente, ovviamente adesso stiamo facendo un ragionamento filosofico. Applichiamo il ragionamento alla questione dei rifiuti, uguale io ti ho detto, non sono dell'idea che la gestione privata sia peggio di quella pubblica e neanche viceversa, sono dell'idea che date regole ferree soprattutto su questo tema che è sensibile sia da fare un controllo ex post e durante il servizio e con penali e conseguenze laddove non ci sia rispetto delle regole altrettanto forti. Detto questo rispetto invece all'ipotesi che Amsa resti pubblica o diventi privata io non ho visibilità di nessun percorso che porti verso la privatizzazione in questo momento

D > Il PGT prevede la costruzione del terzo inceneritore di Milano?

Assessore > no, il PGT non lo prevede, che ce ne sia bisogno o meno lo diranno i numeri bisogna vedere, può darsi che ce ne sia bisogno però il PGT non lo prevede

Arturo > come mai non abbiamo come c'era una volta in via Rubattino un impianto di compostaggio? Una volta c'era poi è sparito

Assessore > non sono le mie deleghe, le mie competenze non sono neanche preparato su questo tema

D > siccome l'unione europea impone entro il 2012 di arrivare al 65% di differenziata se non sbaglio, pena il pagamento di multe che paghiamo noi, e siccome la base di partenza per una differenziata seria è la separazione dell'umido dalla frazione secca perché non prevedere nel PGT proprio delle aree destinate a degli impianti di compostaggio? Bisognerebbe fare un alvoro tra PGT e commissione ambiente….

Assessore >non sono sinceramente in grado di rispondere però possiamo ragionarci, è un tema che finora non ho trattato e che non conosco a fondo però se ne val la pena si può anche approfondire

Arturo > anche perché crea posti di lavoro e tutte le altre nazioni stanno andando ormai verso questo tipo di gestione dei rifiuti, non si capisce perché in Italia puntiamo sugl'inceneritori, inceneritori… anche perché non so se lei era presente quando c'è stato il consiglio comunale, han parlato di dati e quello di Legambiente è stato proprio…

Assessore > dissimile?

Arturo > sì. Sì, proprio non c'è bisogno del terzo..già adesso perché tuttora l'Amsa per far andare al massimo le macchine è costretta ad importare ruffo da Brescia, da Bergamo, da Varese

Assessore > questi dati sarebbero tutti da verificare

D > se ho la possibilità di venire anche venerdì prossimo dovrei poterle portare qualcosina in più in merito a questo argomento cioè quanti impianti di compostaggio sarebbero necessari a Milano per il fabbisogno della città (un milione e 300 mila abitanti) e di che dimensioni, pensando non di farne uno grandissimo ma diversi più piccoli, parlo di compostaggio anaerobico e anche di… poi un'idea mia, un bell'impianto di compostaggio magari lo mettiamo nel parco sud così gli agricoltori hanno già il loro bel compost

Assessore > questi sono suggerimenti, li verifichiamo, ovviamente in questo caso lo verificheremo con Amsa

D > io dovrei portarle dei dati più tecnici fatti da una persona che fa questo per lavoro

Assessore > quindi una volta che mi porti questa proposta coinvolgerei A2A anzi Amsa in particolare

D > Magari ed io vorrei coinvolgere un po' di cittadini

 

L'approccio del PGT non è quantitativo in merito alla previsione degli abitanti futuri di Milano

 

 

D > ultima cosa, nel PGT questa persona che mi ha mandato questa osservazione che vorrebbe presentare dice di non aver trovato la distribuzione per fasce di reddito milanese né quella attuale né soprattutto quella obiettivo, c'è questo dato? Perché il discorso che lui fa lo fa in merito all'edilizia popolare, al fatto di aumentare la popolazione di 400.000 abitanti

Assessore > ti dico una cosa, la prima: la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione attuale non c'è la distribuzione delle fasce di reddito della popolazione obiettivo tanto meno perché noi non abbiamo una popolazione obiettivo, noi vogliamo creare le condizioni per fare in modo che chiunque voglia possa abitare abitare a Milano appunto Milano per scelta. Cosa vuol dire? Nella fattispecie del tema delle case per tutte le fasce di reddito abbiam bisogno di realizzare oggi a Milano, case a prezzi bassi perché son quelle che mancano sia di edilizia in affitto, sia di edilizia in vendita. Quella di non avere questo tipo di approccio (distribuzione per fasce di reddito obiettivo) è una scelta cioè l'approccio che noi abbiamo dato al piano non è un approccio quantitativo. Noi non crediamo nel fatto che se noi ci si inventi un numero addirittura ripartito per fasce di reddito della popolazione che avremo fra 20 anni non crediamo di beccarci, non credo che ci becchi tu, tu, tu e nemmeno io ma nessuno perché, tanto per fare un esempio, nel piano regolatore degli anni 80 si prevedeva no due milioni e centomila abitanti a Milano, oggi, dopo 20 anni siamo un milione e tre quindi… non ci crediamo

D > ma il piano prevede 400 mila persone o no?

Assessore > no, visto che le leggi sono un po' vecchie per l'impostazione che abbiamo dato abbiamo dovuto calcolare a ritroso in funzione di alcuni parametri a cui non credo dei numeri, io non credo a quei numeri. Quei numeri sono per me assolutamente degli elementi totalmente aleatori

D > penso nemmeno il mio amico, parla di un calcolo spannometrico

Assessore > non è spannometrico ma anche fosse scientifico è sbagliato, è sbagliato l'approccio ma la legge ci costringe a dare questi numeri… a dare i numeri e noi alla fine per far sì che il piano sia completo abbiamo dato i numeri però non ci crediamo

Arturo > ci riuscite bene

Assessore > in quel caso sì…. non credo all'approccio quantitativo, è sbagliato. Io non so se voi abiterete a Milano tra 10 anni, 20 anni….

Arturo > io muoio qua

Assessore > no, quello che dico è che è la libertà di ciascuno che lo fa decidere se abitare o no a Milano, non certo i numeri che diamo noi

Arturo > voglio che le mie ceneri vengano sparse sul monte al parco Lambro

 

 di Cinzia Bascetta


Woodstock 5 stelle a Cesena, sotto il palco

Siamo andati a Cesena, siamo stati colpiti dall'organizzazione impeccabile e soprattutto dal rispetto per l'ambiente. Ci è stato servito il pranzo in piatti biodegradabili, con posate biodegradabili, alla fine consegnavi il tuo vassoio a persone incaricate di separare l'umido dal vetro e dalla plastica. Non mancavano bidoncini per la raccolta differenziata ma ce n'era uno speciale, quello per il secco di Vedelago. Lì andavano tutti i materiali non contaminati da rifiuti organici diversi da bottiglie, carta e pet. Era presente Carla Poli direttrice del centro di riciclo di Vedelago (TV) dove si recupera il 99% dei rifiuti o meglio materia come ama dire lei. Una donna, che orgoglio, una donna che ha dimostrato che è possibile! Altro che i "si può fare" cantati qua e là… Complimenti al MoVimento 5 stelle Emilia Romagna.

di Cinzia Bascetta

Lettera aperta al sindaco di San Remo: perché vuole bruciare il futuro della sua città?

 

Sanremo_casino Sanremo_casino

 
 

Signor Sindaco di Sanremo,

abbiamo letto che vuole la realizzazione di un inceneritore per i rifiuti e ci domandiamo: perché vuole “ bruciare” il futuro della sua città?

Se ci permette vorremmo proporle un altro modo per affrontare la questione e che potrebbe far diventare il suo Comune un esempio per l'intera Liguria.

Non le vogliamo vendere nulla, ma darLe tutte le informazioni – e se vorrà il supporto gratuito – per far sì che:
– si riducano i costi dell'Ente pubblico per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti;
– si riducano i costi che gravano sui cittadini per la tariffa/tassa sui rifiuti;
– si crei occupazione ben oltre a quel poco che darebbe un inceneritore;
– si incassi dalla vendita della “materia prima” che sono i rifiuti se riciclati;
– si realizzi un compost a basso costo e ad alta qualità per aiutare le attività di coltivazione.

Non ci crede? Venga con noi a Vedelago e vedrà che non solo è possibile, ma già realizzato. Lì le presenteremo l'imprenditrice Carla Poli che ha costruito un impresa in grado di fare questo. E se vuole le faremo anche incontrare i ragazzi della Cooperativa Apas di Palermo che dal nulla hanno dimostrato che si può creare occupazione, far risparmiare enti pubblici e cittadini, con riciclo, riuso e recupero dei “rifiuti”. Provi a chiedere ai suoi colleghi sindaci come ad esempio quello di Ponte delle Alpi o di Forlì, per citarne due, che hanno deciso di puntare sul riciclo e recupero della materia… e calcoli che solo nel 2010 vi sono stati altri 200 nuovi Comuni che hanno scelto questa strada.

Se ci darà questa possibilità scoprirà che oltre ai vantaggi già enunciati ne avrà anche altri, su larga scala, che si potrebbero sintetizzare così: tutela della salute e dell'ambiente. Pensi solo al fatto che a fronte di una ricchezza per le casse pubbliche e le tasche dei cittadini, si avrà un risparmio anche sanitario perché senza impianti inquinanti, come gli inceneritori, si evita il proliferare di tumori e patologie devastanti che vanno a colpire gli esseri umani già nella fase embrionale. 

Infatti se si realizzano le piattaforme per la raccolta differenziata ed il riciclo totale, non solo non spenderà più per “bruciare” materia – ed invece incasserà perché quella “materia” si venderà -, ma non vi saranno emissioni inquinanti che compromettono allevamenti e agricoltura, oltre che la salute delle persone nel raggio di chilometri e chilometri dalla sede di quegli impianti di incenerimento.

Lei ha questa possibilità: creare in Liguria il primo modello fuori dal “ciclo integrato” e che potrà servire l'intera provincia di Imperia, portando ricchezza, lavoro e tutelando ambiente e salute.

Non è proprio una proposta indecente ci pare. Non si faccia prendere dal panico delle “emergenze”. Non ci vuole molto a realizzare quello che le proponiamo… ci vuole meno tempo e molte meno risorse che per costruire un inceneritore.

Allora che ne dice? Quando ci incontriamo per concretizzare questo progetto di “futuro” per Sanremo e la Riviera dei Fiori?


Wwf Liguria
Casa della Legalità – Onlus
associazione “Alza La Testa”
Marco Boschini – coordinatore Associazione dei Comuni Virtuosi
Patrizia Gentilini dei Medici per l'Ambiente – ISDE
Valerio Gennaro dei Medici per l'Ambiente – ISDE
Gianluigi Salvador – Referente energia e rifiuti WWF Veneto 

Comitato per Scarpino -  Presidio permannente NO GASSIFICATORE Genova

 

PS:
Le alleghiamo, per offrire un quadro più dettagliato, la lettera aperta “I medici chiamano Parma” nella quale è indicato chiaramente il rischio per la salute derivante dagli impianti di incenerimento:

http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/Medici.pdf

«Presto in vendita il 40 per cento di Amiu»

Amiu 
 
 

A Ottobre verrà scelta la ditta che costruirà il tanto temuto GASSIFICATORE a Scarpino mentre i "Giovani del PD" si riuniscono come i "vecchi" per farCi sapere, se tra di loro, ce ne è almeno uno CONTRARIO alla costruzione di un altra "fabbrica della morte" in Valpolcevera.

Non è una battutaccia è accaduto veramente martedì scorso nella sede del PD a Rivarolo.

La neonata IREN in collaborazione con ENIA, produttori e gestori di impianti di incenerimento sono quotate in borsa, quindi non c'è alcuna possibilità di ....accedere agli atti...ti deridono, ti minacciano, ...dovete sapere che IREN / Enia, in quanto società quotata in Borsa, è sottoposta a rigide regole di pubblicità dei propri atti e documenti: la legge (Regolamento emittenti di Consob e Testo unico della Finanza)infatti disciplina le modalità di comunicazione al pubblico".

Si tratta di leggi composte da centinaia di articoli e decine di allegati.

Pertanto chiedo a qualcuno che mi legge, ...tipo l'ufficio legale di AMIU, che mi siano esplicitati gli specifici articoli che costringono alla segretazione di questi documenti.

L’impianto normativo di riferimento è improntato alla salvaguardia della parità di condizioni di accesso alle informazioni disponibili da parte del mercato e degli investitori”.

In pratica, "loro" si rifiutano come hanno fatto sempre in passato, di precisare gli articoli che giustificherebbe il diniego e nemmeno a fornire nessun tipo di documento, figuratevi che per poter scaricare il bilancio di AMIU (in perfetto pareggio !!!!!ma che bravi!!) Pino ha dovuto pagare 15 euro, documenti che, tra l’altro, l’Azienda si era impegnata con delibera di Consiglio Comunale a rendere pubblici.

E' sorprendente che un Comitato come il nostro, che da anni si batte lealmente nel rispetto di tutte le regole democratiche non venga ascoltato, informato e coinvolto in quello che doveva essere il tanto propagandato "cammino condiviso" promesso ancora una volta al sottoscritto non più tardi di 3 settimane fa dal sindaco in persona Marta Vincenzi, in un movimentato "confronto" alla Festa del PD, è evidente che la Sindaco e AMIU seguono due percorsi troppo distanti, per questi comportamenti gravissimi che la coinvolgono comunque in prima persona, in quanto primo responsabile dela salute dei cittadini.

 

E' urgente fare chiarezza su questi dubbi, considerato che a breve, IL 40 PER CENTO di Amiu andrà sul mercato....... e indovinate chi se lo beccherà?

Ma certo!!! gli "amichetti" di IREN / ENIA di Reggio Emilia, i futuri proprietari della discarica e del CANCROGASSIFICATORE a Scarpino, sicuramente l'ing. Senesi avrà un alto incarico ...in seno a IREN / ENIA anche perché, quando avrà acceso la "fabbrica della morte" voglio essere il primo a chiedergli spiegazioni sul perchè, visto gli impegni dichiarati in termini di costi, quantitativi e provenienze dei rifiuti non sono più gli stessi di quelli previsti nel Piano Economico e Finanziario di AMIU / IREN / ENIA.


Felice Airoldi portavoce Comitato per Scarpino

 

PGT: le domande le facciamo all’assessore

 

 

Oggi, 1 ottobre 2010 mi sono recata all'Urban Centre del comune di Milano per parlare con l'assessore Masseroli. Devo dire che l'assessore è stato gentilissimo, ha risposto a tutte le domande e ci ha anche lasciato riprendere l'intervista. Abbiamo parlato del piano dei servizi in quanto da una prima analisi sembra che il documento di piano non sia fatto male ma è nel piano dei servizi che abbiamo riscontrato delle ambiguità e dei punti a mio parere discutibili. Oggi avevamo poco tempo ed abbiamo iniziato a toccare alcuni argomenti ma riascoltando l'intervista mi sono venute in mente già altre domande. Inoltre vorrei approfittare della disponibilità dell'assessore e degli addetti di via Pirelli per scrivere qualche osservazione. I cittadini non devono lamentarsi e basta, soprattutto non devono farlo a cose fatte. Ora abbiamo la possibilità di dire la nostra, loro hanno la facoltà di bocciarla. E' proprio per questo che i cittadini, adesso e non dopo, dovrebbero sostenere le osservazioni perché solo così possiamo esercitare la nostra influenza sul consiglio comunale. Naturalmente per farlo bisogna essere informati, per questo pubblico l'intervista di oggi e porrò altre domande all'assessore. Chiedo a chi, ascoltando l'intervista, venisse in mente qualche domanda di scriverla in un commento.

Dalle nostre domande possono nascere le osservazioni. Abbiamo tempo fino al 15 novembre per presentarle.

 

Siccome l’audio del video non è dei migliori riporto l’intervista.

 

D> può spiegare in parole semplici cos’è la Perequazione e come funzionerà su Milano?

 

Assessore> La perequazione serve a far sì che la città cresca in modo armonioso e nel contempo nel crescere e nello svilupparsi si realizzino parchi infrastrutture e servizi. Cosa vuol dire? Nel piano c’è scritto quali sono le aree che il comune vuole per fare nuovi parchi , quelle aree sono state indicate come a pertinenza indiretta. Che cosa vuol dire? Vuol dire che le volumetrie di quelle aree non possono essere costruite lì ma devono essere spostate. Spostando queste volumetrie, appunto questo è il metodo della perequazione, quelle aree diventano di proprietà comunale e quelle aree diventano parchi quindi se nella mappa c’è scritto, nella mappa che trovate nel PGT c’è scritto che una certa area è a pertinenza indiretta vuol dire che lì non si può costruire e li si farà un parco e le volumetrie verranno spostate altrove dove si può costruire per poter dare quell’area al comune che farà un parco oppure allo stesso modo sono state indicate quelle aree in cui, dovendo fare il comune delle strade, delle infrastrutture anche lì le volumetrie devono essere spostate per far sì che le aree diventino pubbliche

 

D> il parco Sud invece?

 

Assessore > abbiamo dichiarato e detto che nel parco sud non ci sarà edificazione nel senso che non abbiamo, a differenza del passato, ipotizzato che la città debba crescere in espansione ma che la città debba crescere su se stessa. Sul parco sud, va tenuto presente però che il PGT può dare solo l’indirizzo perché sono i piani di cintura cioè gli accordi di programma che partono dalla provincia, con il comune e con la regione che definiranno quello che gli accadrà in modo definitivo. Quindi quando noi diciamo che al parco sud diamo un indice volumetrico stiamo dicendo che spostando queste volumetrie in punti della città in cui si può costruire il parco sud diventerà di proprietà pubblica e sarà destinato ad agricoltura e anche a qualità della vita diciamo verde ambientale ecc..

 

D> quindi il comune dovrà prendere le aree degli agricoltori?

 

Assessore > No ad oggi le aree degli agricoltori dove loro coltivano resteranno tali ma le aree del parco sud sono per lo più di proprietà privata non di agricoltori e i proprietari privati danno per lo più agli agricoltori dei contratti di breve periodo di anno in anno questo ha fatto sì che nel tempo gli agricoltori non hanno mai potuto investire perché non hanno mai avuto contratti di lungo periodo. Spostando le volumetrie cioè consentendo agli operatori che hanno proprietà di quelle aree di costruire in punti dove la città può essere edificata noi diventiamo proprietari di quelle aree daremo agli agricoltori contratti di lungo periodo

 

D> Immagino da questo discorso che spostando le volumetrie dove si può edificare vengano fuori delle costruzioni molto alte o sbaglio?

 

Assessore> Non è detto. Noi abbiamo, tra le cose che abbiamo approfondito e studiato, come tante altre città nel mondo riconosciuto e capito e quindi voluto che la città non debba costruire in espansione, non debba crescere in espansione cioè consumando suolo ma ricostruendo su se stessa e sappiamo che laddove la città ha funzioni e presenze lì le infrastrutture di mobilità pubblica possono esistere cioè se la città non è piena di funzioni, i punti in cui nella città non ci sono funzioni le infrastrutture pubbliche non sono economicamente sostenibili cioè vanno in sintonia le urbanizzazioni cioè la città compatta con le infrastrutture della mobilità pubblica.

 

D> L'ascolto, uno dei temi del PGT. Ascolto, flusso continuo e sussidiarietà. L'ascolto è un principio sacrosanto però si parla di bisogni e desideri dei cittadini. I desideri però possono anche essere orientati da una buona campagna mediatica. Io ho bisogno di una casa, un lavoro, dell'istruzione, i mezzi di trasporto che mi portino a scuola al lavoro, se ho garantiti questi bisogni posso realizzare i miei desideri. Non pensa che il comune debba occuparsi dei bisogni dei cittadini e non dei desideri?

Assessore> Allora, le leve che noi stiamo individuando come leve di sviluppo della città che l'amministrazione deve governare sono esattamente quelle che lei stava sostenendo abbiamo intitolato il nostro piano Milano per scelta nel senso che la grande sfida per la città è che chiunque possa scegliere Milano per viverci, per abitarci, per usarla, per lavorare, per divertirsi, per far crescere i propri figli ecc… Ora ciascuno di noi quando sceglie Milano perché possa essere la sua città? Quando trova una qualità della vita alta, un prezzo delle case sostenibile, trova il verde per poter stare con la propria famiglia o divertirsi con i propri amici, trova la mobilità altrettanto sostenibile, trova lavoro ecc.. Allora per questo abbiamo scelto come leve dello sviluppo della città pubbliche il verde, le infrastrutture e i servizi perché intorno a queste la città pubblica cresce

 

D> Avete pensato ad un piano di verifica preciso per trasformare l'ascolto nella realizzazione…

 

Assessore> Allora noi abbiamo diviso la città in 88 quartieri, questa è una novità assoluta nel senso che fino adesso, nei vecchi piani urbanistici i servizi venivano calcolati a standard cioè quanti mq di servizio servivano per ogni cittadino che poi i servizi corrispondessero ai bisogni oppure no, assolutamente indifferente, mentre noi abbiamo diviso la città in 88 quartieri, in ciascuno di questi quartieri abbiamo fatto un'analisi precisa di carattere statistico cioè che tipologia di persone ci sono, quanti anni hanno, che bisogni hanno normalmente quindi che tipi di servizi lì bisogna realizzare e in più abbiamo iniziato a fare una serie di interviste sul territorio abbiamo quindi fatto una fotografia di questi 88 quartieri da cui emergono i servizi più urgenti da realizzare. Questa fotografia, all'approvazione del piano diventerà un film nel senso che noi continueremo ad attualizzare le analisi che abbiamo fatto e continueremo ad attualizzare le interviste di modo che sia dal punto di vista statistico che dal punto di vista del bisogno espresso noi sappiamo quali sono i servizi di cui quel quartiere ha bisogno e quindi quelli verranno realizzati

 

D> quindi in quest'ottica di flusso continuo di cui parla lei non c'è il pericolo che qualcuno possa usarlo come scusa nel caso ad esempio in cui non si riesca a raggiungere un obiettivo e dire che è cambiata la situazione quindi si cambia l'obiettivo…

 

Assessore> No, non credo io penso che chi governa una città lo possa fare solo sentendosi fortemente la responsabilità di fare il massimo per dare la risposta a chi vive la città dopodiché il fatto di fare il massimo non sempre corrisponde anche ad ottenere gli obiettivi che uno vorrebbe ottenere.

 

D> ho letto che i servizi verranno finanziati dall'ente pubblico ma gestiti dal privato….

 

Assessore> no questo non è esatto, io credo che Milano sia una città eccezionale anche per la grande presenza di volontariato quindi realtà private che forniscono un servizio pubblico con un origine che è di carattere ideale. Il PGT da grandissimo spazio a queste presenze e quindi cosa vogliamo fare? Sostenere queste presenze perché sono capaci di dare risposte adeguate ai bisogni che i cittadini sentono si chiama sussidiarietà nella dottrina sociale della chiesa, il papa l'ha chiamata così anni fa e oggi è diventata ormai una voce della costituzione italiana, si chiama big society in Inghilterra. Cameron l'ha lanciata come tema della sua campagna elettorale, come tema del suo governo. La big society cos'è? La corresponsabilità tra chi amministra la città e chi vive la città affinché chi vive la città possa avere lo spazio per esprimere quello che è e nell'esprimere quello che è può dare delle risposte ai bisogni di tutti cioè un privato può fare un servizio pubblico.

 

D> e non c'è il rischio che aumentino i costi per i cittadini?

 

Assessore> no, è esattamente l'opposto laddove il privato realizza per motivi ideali servizi che sono di natura pubblica il pubblico risparmia e i servizi sono più efficaci, ci sono miriadi di dati che danno questo tipo di ritorno.

 

D> tremo al pensiero della gestione dei rifiuti in mano ai privati perché in quel caso mi chiedo chi tutela la salute del cittadino? Io sto pensando agli inceneritori per esempio. A chi si rivolge il cittadino? Al privato?

 

Assessore> no la gestione dei rifiuti a Milano è di Amsa e sarà di Amsa che è una società pubblica. Detto questo in genere, io non credo che il privato sia male e il pubblico sia bene. Sia il privato che il pubblico è uomo, l'uomo che agisce agisce secondo una prospetttiva di responsabilità e può disattendere questa responsabilità sia che agisca per conto dell'amministrazione pubblica sia che lo faccia per conto di un privato. Quello che deve fare l'amministrazione pubblica è certamente garantire la sicurezza dei cittadini in qualsiasi iniziativa di servizio venga fatta quindi attraverso controlli puntuali. Oggi purtroppo la burocrazia spinge molto su controlli precedenti alla realizzazione dei servizi e quindi non ha più energia per controllare dopo. Noi in un impostazione di fiducia nei confronti del privato accentueremo fortemente il controllo nella fase del servizio

 

D> il pubblico controllerà il privato

 

Assessore> assolutamente

 

D> però c'è il rischio che essendo tutto gestito dai privati…

 

Assessore> non sarà tutto gestito dai privati

 

D> i rifiuti per esempio, il pubblico perda le competenze poi per effettuare i controlli

 

Assessore> no, questo non c'è il rischio

 

D> se io volessi fare un'osservazione come faccio a compilare un modulo di 8 facciate? Non è un po' complicato?

 

Assessore> Può essere complicato, ci vediamo qua tutti i venerdì dalle tre e mezza alle sei e mezza. Io sono a disposizione dei cittadini proprio per questo…… quando si va in comune al protocollo ci sono lì delle persone che aiutano a farlo quindi potete chiedere quello che volete che vi danno tutte le spiegazioni del caso. Le 8 facciate non sono 8 facciate da compilare ma l'osservazione può essere anche di due righe. Le 8 facciate che noi abbiamo messo come foglio prestampato perché ciascuno possa avere tutti i possibili aspetti da compilare.. comunque avete la possibilità di venire tutti i venerdì da me dalle tre e mezza alle sei e mezza o tutti i giorni in orario di ufficio in via Pirelli 39

di Cinzia Bascetta