Gas-inceneritore e centrale a carbone. Prevenire è meglio che curare!

 


 

Nel video Paul Connet spiega i vantaggi di Rifiuti Zero e fa interessanti considerazioni su ciò che muove la politica

Ho sentito che a Cornigliano se si parla di centrale a carbone tutti drizzano le antenne e saltano su come molle. Ci credo! Dopo anni di cokeria sono stati ampiamente documentati i danni causati alla salute delle persone residenti nell'area. Ora incombe nuovamente la minaccia sui corniglianesi che naturalmente non ci stanno più a fare le cavie. Attenzione però che il nemico è scaltro e potrebbe anche essere che abbia già misurato la reazione dei corniglianesi alla centrale a carbone e che dietro la minaccia ci sia la volontà di far passare altri progetti che sembrano nulla a confronto.

Ad esempio una centrale a gas metano od una ad olio di palma etc…. ed il non meno inquinante gassificatore sulla collina di Scarpino. I corniglianesi, sestresi, valpolceverini ma un po' tutti i genovesi forse, non avendo esperienza di gassificatori, non sanno quanto siano dannosi questi impianti. Aborrono il familiare fumo rossastro dell'acciaieria così diverso dal vapore bianco che fuoriesce da un inceneritore o da un gassificatore. Il colore però non è indice di innocuità perché quella roba non è vapore acqueo bensì un concentrato di rumenta in miniatura.

A Scarpino il comune vuole un digestore anaerobico nel quale verrà messo l'umido dal quale si ricava gas metano e ci sarà un impianto di gassificazione dove finirà la frazione secca che non si può riciclare con i sistemi tradizionali e che dovrebbe essere il restante del target di 65% di differenziata. Bisogna però chiarire bene cos'è un gassificatore, ben diverso per esempio dagli impianti di pirolisi, gli unici veramente all'avanguardia, che sciolgono i rifiuti in camere stagne in assenza di ossigeno ed a temperature al di sotto dei 400°. Questi impianti sono molto costosi perché non producono diossina e non hanno emissioni nell'aria, i gassificatori invece utilizzano dell'ossigeno, anche se meno dei tradizionali inceneritori e producono emissioni di diossina a causa della combustione, meno di un inceneritore ma immaginatevi quanta diossina può buttare fuori un impianto sempre in funzione. Inoltre l'alta temperatura produce nanopolveri molte delle quali sono metalli pesanti ma così sottili da entrare nelle nostre cellule attraverso gli alveoli polmonari. Una considerazione: a Scarpino arriva spazzatura praticamente da tutta Italia quindi i calcoli sul 65% di differenziata genovese che permetterebbe di gas-bruciare solo una piccola parte dei rifiuti (che restano comunque tossici) non reggono. Inoltre, è partita la raccolta differenziata porta a porta? Non mi sembra proprio. In Italia facciamo presto a risolvere i problemi o mettiamo tutto sotto il tappeto (vedi discarica di Terzigno) oppure per non star lì a faticare facciamo un bel falò che con gli incentivi statali (cip6 e certificati verdi) ci si guadagna pure (gas-inceneritori). A parte la diossina, i furani e gli acidi che fuoriescono dall'impianto e che bene non fanno ci sono anche i metalli pesanti.

Mettiamo a confronto cosa fuoriesce da una centrale a carbone e cosa da un inceneritore o gassificatore.

Centrale a carbone

Gas-inceneritore

PM 2.5

PM 2.5

Benzopirene

Benzopirene

Benzene

Benzene

Diossine

Diossine

Piombo

Piombo

Cadmio

Cadmio

Cromo

Cromo

Manganese

Manganese

Nichel

Nichel

Rame

Rame

Cobalto

Cobalto

Mercurio

Mercurio

Silicio

Silicio

Vanadio

Vanadio

Arsenico

Arsenico

Anidride carbonica

Anidride carbonica

Ossido di carbonio

Ossido di carbonio

Acido cloridrico

Acido cloridrico

Acico fluoridrico

Acico fluoridrico

Anidride solforosa

Anidride solforosa

Isotopi radioattivi naturali

 

 

Antimonio

 

Furani

 

Policlorobifenili

Ora è evidente che non si può scegliere tra il marcio e la muffa…. e che non occorre aspettare di contare i morti per cancro destinati ad aumentare a causa delle emissioni nocive. Prevenire è meglio che curare e prevenire si può con la politica dei RIFIUTI ZERO come hanno già fatto in California, come stanno facendo a Novara, riduciamo gli imballaggi, recuperiamo, ricicliamo. Il secco non va incenerito, è tutta MATERIA da riutilizzare. 

 di Cinzia Bascetta

Presidente, quando verrà fatta chiarezza sul rapporto costo/beneficio dei vaccini?


 

Pubblichiamo la lettera di Giorgio Tremante al presidente della Repubblica. Giorgio Tremante negli anni '70 ha perso due figli a causa del vaccino anti-polio Sabin. Da anni si batte perché sia fatta chiarezza sulla relazione COSTO/BENEFICIO dei vaccini. Fu grazie a lui che nel '92 fu approvata una legge che riconosce un indennizzo ai danneggiati da vaccino.

Pregiatissimo Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, 
già nell’ottobre del 2006 le feci pervenire il libro “Maggiorenne e Vaccinato o…diritto alla vita?”, ricevetti allora una lettera di risposta dal suo Consigliere per la Stampa e l’Informazione nella quale si può leggere tra le altre cose:<< ,,,il Presidente…..mi incarica di ringraziarLa per l’invio del libro “Maggiorenne e Vaccinato” in cui descrive la drammatica vicenda vissuta dalla Sua famiglia a causa della prematura scomparsa dei suoi figli Marco e Andrea, vittime del vaccino antipolio.Desidero rappresentarLe i sentimenti di vicinanza del Capo dello Stato per le tragiche perdite subite, ed esprimerle altresì l’apprezzamento del Presidente per il coraggio e la forza con la quale si sta battendo affinché il problema degli effetti collaterali legati alle vaccinazioni obbligatorie venga affrontato dalle istituzioni competenti con determinazione.>>. Mi viene così da chiederLe accoratamente, Signor Presidente, dal 2006 ad oggi che cosa è cambiato? Quante altre vittime di queste assurde pratiche spacciate per prevenzione, si sono aggiunte al già lungo elenco degli anni precedenti? Credo Signor Presidente che sia ora che qualcuno, delle istituzioni competenti, com’è detto nella lettera, invece continuare a rassicurare bonariamente la popolazione com’è uso ancora oggi fare, indaghi realmente ed approfonditamente per stabilire finalmente quel famoso e sempre tanto decantato parametro “COSTO/BENEFICIO” per appurare finalmente con precisione il numero dei danni da vaccino avvenuti, oltre a quelli ufficiali delle statistiche della sola Regione Veneto hanno potuto evidenziare nell’arco degli anni dal1995 al 2005. Il sottoscritto, incaricato fin dal 2007 dal Ministero della Salute quale Rappresentante dei Danneggiati da Vaccino italiani, visto che in sede Ministeriale ha portato questi dati ma purtroppo si sta continuando a fare “orecchie da mercante”, Le chiede disperatamente che tali ricerche, che, ripeto, fino ad ora sono state verificate solo dal Veneto, vengano estese nell’intero territorio nazionale, al fine di evitare ulteriori inutili tragedie come quella che la mia famiglia, oltre ad innumerevoli altre, è stata costretta a subire.

 

Cornigliano non dimentica le sue morti bianche

.Croci bianche

Quanti di noi a Cornigliano portano una di queste croci nel cuore?

Dopo 50 anni di polveri nocive emesse dalla cokeria e dall'altoforno ora arriva la beffa estrema: 

una centrale a carbone nelle aree Ilva ed il gas-inceneritore a Scarpino.

I corniglianesi si troveranno stretti in una morsa di morte. La domanda è: perché? Hanno già dimenticato tutte le morti bianche di Cornigliano, di operai e cittadini, avvenute a causa delle emissioni dell'Acciaieria?

In un articolo del Corriere Mercantile del 3 aprile 2001 troviamo i dati della consulenza epidemiologica voluta dalla procura della Repubblica (per stabilire qual è stato l'impatto dell'inquinamento prodotto dalle Acciaierie sulla popolazione) e affidata ai Dott. Valerio Gennaro e Federico Valerio dell'Ist, nonché all'Ing. Gian Carlo Parodi. 

Questi dati sono agghiaccianti. La mortalità maschile a Cornigliano tra il 1988 ed il 1995 è risultata superiore, rispetto a Genova, del 23%, quella femminile del 55% e, rispetto a Rivarolo, del 60%. L'indagine ha anche accertato che l'incidenza di nuovi tumori è maggiore nella popolazione inferiore ai 40 anni, probabilmente nata nella zona o trasferitavisi in giovane età. Il Dott. Federico Valerio, responsabile del laboratorio di chimica ambientale dell'istituto nazionale per la ricerca sul cancro, a gennaio del 2001 aveva scritto al presidente della provincia, Marta Vincenzi, affermando che con la chiusura della cokeria dell'Ilva il tasso dell'inquinamento dell'aria sarebbe rientrato nella norma.

Alcuni esempi di cosa provocano le sostanze prodotte dalla combustione del carbone: il benzopirene colpisce l'apparato respiratorio, il manganese sembra sia responsabile dell'aumento delle malattie neurologiche mentre Il benzene provoca leucemie.

Cokeria ed altoforno sono stati spenti da poco, dopo numerose battaglie e già, a Cornigliano, si sta studiando una maxi centrale a carbone?

Lunedì 18 ottobre si è svolta in Regione una seduta della commissione Attività produttive durante la quale i responsabili dell'Ilva hanno svelato che la realizzazione di una centrale a carbone viene richiesta proprio da quegli enti locali che hanno sempre negato e che anche Enel, da Roma, sarebbe d'accordo, infatti già parla di assumere 150 persone per la nuova centrale che sostituirà quella sotto la Lanterna, la cui concessione è in scadenza. A questo punto Burlando &Co. hanno dovuto ammettere che c'è questa "ipotesi". Ma come? L'accordo prevedeva che al posto delle Acciaierie, in quelle aree, dovessero sorgere attività non inquinanti e che creassero occupazione per la popolazione e invece si vuole sostituire un'attività inquinante, la Cokeria che bruciava carbon fossile, con un'attività equivalente, la maxi centrale elettrica che brucia carbon fossile.

Qualcuno avanza un'ipotesi: e se fosse tutto un trucco per creare l'allarme e poi far marcia indietro, tornando alla centrale a gas metano, per far vedere quanto sono "magnanimi" e per farla DIGERIRE meglio? 

Certo che sono rimasti all'età della pietra. Qualcuno dovrebbe ragguagliare la giunta regionale, quella del Comune ed il signor Riva che oggigiorno esistono  sistemi per produrre energia rinnovabile, PULITA e che sono anche incentivati dallo stato con le tasse sulle nostre bollette dell'energia. Curioso che non se ne voglia approfittare!? Mentre invece se ne vuole approfittare eccome per costruire il gassificatore, o meglio, il gas-inceneritore che produrrà syngas, sulla collina di Scarpino, cioè in cima ad un monte, alle spalle di Cornigliano che sarà così colpita su più fronti dalle emissioni inquinanti.

Ricordiamo che la normativa europea stabilisce di incentivare le fonti rinnovabili (energia eolica, pannelli fotovoltaici, geotermico..) e non l'incenerimento dei rifiuti che non è considerato una fonte d'energia rinnovabile (infatti ad esempio, una volta bruciata una lampadina che contiene tungsteno – guardate cosa fa il tungsteno –  non si può ribruciare). In Italia si approfitta di questa legge nella sua accezione truffaldina (tutta italiana, che estende l'incentivo per le rinnovabili alle assimilate) per costruire gli inceneritori ma non per costruire ad esempio un bell'impianto eolico o fotovoltaico nelle aree dell'acciaieria che tra l'altro sono ben ventilate perché sul mare. E non mi venite a dire che le pale eoliche o i pannelli hanno un impatto ambientale maggiore di quei mostri d'acciaio sputa fumo rosso che siamo stati abituati a vedere per 50 anni a Cornigliano e che ancora dobbiamo sopportare anche se in versione ridotta e verniciati di blu.

Per quanto riguarda il gas-inceneritore, sul cui progetto ci sono tanti dubbi, non ci verranno mica a raccontare che è un impianto sicuro, che non ci sono emissioni nocive etc…? Come quando c'era chi diceva che dall'Italsider usciva solo vapore. O come la dichiarazione del ministero del welfare che nel 2008 disse che gli impianti di incenerimento (come quello di Acerra) sono costruiti secondo le moderne tecnologie ed il loro impatto ambientale è pari a normali condizioni di traffico urbano.

Dai dati tratti dall'inventario della commissione europea sulle emissioni di diossine risulta che gli impianti di incenerimento in Italia producono 295gr all'anno di diossine in tossicità equivalente di cui 170gr all'anno dal solo incenerimento dei rifiuti urbani mentre 5,1gr all'anno sono prodotti dal traffico. 30 milioni di autovetture producono l'1,1% della diossina degli inceneritori.

Ma come si fa a far sembrare innocui gli impianti? Basta non monitorare la produzione di diossina nei momenti di maggior criticità ossia all'accensione e spegnimento degli impianti. In Italia è prevista la misurazione della diossina da un minimo di 6 ore a un massimo di 8 ore per tre volte l'anno, vi sembra sufficiente….? guarda il video

Perché tanti dubbi sul gassificatore di Genova? Semplice, per esempio perché non c'è una raccolta differenziata seria che garantisca che nel gassificatore (che comunque utilizza ossigeno e quindi provoca una combustione) finisca una minima parte dei rifiuti dei genovesi, perché già a Scarpino arrivano rifiuti da tutta Italia e chi ci dice che dopo la costruzione dell'impianto le cose dovrebbero cambiare? Perché anche se le quantità di diossina fossero minime (in un impianto però che funziona 24 ore su 24…) non verrebbe eliminato comunque il problema dei metalli pesanti e che dire dei gas acidi prodotti? Etc…. etc….

In merito alla combustione dei rifiuti, il professor Dominique Belpomme (oncologo e presidente dell'Artac – Associazione per la ricerca terapie anti cancro) parla di tre milioni di morti di cancro e dice che tutti gli studi del mondo convergono nel dire che un cancro su 4 è legato al fumo di sigarette e che uno su due è correlato all'inquinamento chimico. Bisogna immaginarsi, dice il professore, l'inceneritore come una fumata di miliardi di sigarette che buttano nell'aria sostanze nocive pericolose. E' stato dimostrato da numerosi studi in Francia che il tasso di alcuni tipi di cancro è aumentato nei 20 Km intorno ad un inceneritore e diminuisce oltre i 20 Km pur non sparendo del tutto il rischio. Si può dire, afferma sempre il professore, che l'inceneritore è una fonte di sviluppo del cancro e che inquina non solo l'aria, ma anche l'acqua ed il suolo attraverso le ceneri. L'inquinamento da inceneritori si aggiunge a quello da pesticidi, fenolati etc… usati in agricoltura e contribuisce a quella che viene chiamata l'epidemia silenziosaguarda il video 

L'unica salvezza per i corniglianesi ed i Genovesi tutti, sono le energie rinnovabili (quelle vere) ed il recupero e riciclo dei rifiuti che sono MATERIA il cui valore non va incenerito.

Queste soluzioni creano anche posti di lavoro.

di Cinzia Bascetta

articolo del Corriere Mercantile

articolo de Il Giornale

 

Ennesima dimostrazione….

Ecco come Vito Crimi e Brescia point mi rispondono:

Fango e risentimento sul MoVimento 5 stelle
Lunedì 25 Ottobre 2010 07:49

In ogni gruppo c'è chi dissente, ed è bene che sia così, perchè questa è la democrazia. Però quando un gruppo come quello del Movimento 5 stelle da piccolo comincia a diventare una realtà in tutto il territorio nazionale, allora le persone che dissentono e cercano di gettare del fango (sul lavoro di molti) aumentano. Però non bisogna fermarsi alla prime accusa, occorre scavare, chiedere la versione dei fatti ad altre persone e alla fine farsi un idea.

Noi c'è la siamo fatta ed ecco perchè ora diamo spazio a quello che per noi è la verità. Cinzia Bascetta, l'autrice dell'articolo che cerca di screditare il movimento, è stata allontanata, cioè una persona è stata allontanata da tutto il movimento, ovviamente non l'avrà presa bene, ecco perchè dell'accusa, ma più importante ecco perchè ora noi pubblichiamo la risposta del diretto interessato.

D'altronde come ha detto proprio Beppe Grillo a Vito Crimi su questa vicenda: "…non ti far mordere l'uccello dalle mosche…"

Dal Blog di Vito Crimi

Mi trovo costretto ad inaugurare questo blog con la risposta ad alcuni articoli apparsi su di un sito contenenti accuse infondate sulla mia persona e sul movimento 5 stelle in Lombardia.

Nessuno, tanto meno il sottoscritto, ha mai accampato alcuna titolarità o esclusività nell’utilizzo del simbolo del MoVImento 5 Stelle. Nessuno ha impedito a chiunque volesse utilizzarlo di farlo nei propri blog, profili, video, foto o banchetti, ritenendo quel simbolo una risorsa comune, il concentrato delle idee per cui lottiamo, e non un semplice “marchio” di cui difendere l’esclusiva.

A fronte, però, delle pressanti richieste di dimostrazione dell’autorizzazione da parte di chi vede in quel simbolo solo una quesitone di “proprietà”, confermo di essere stato autorizzato, con delega scritta e confermatami verbalmente dall’interessato,direttamente da Giuseppe Grillo all’utilizzo del simbolo del MoVimento 5 Stelle, e che tale autorizzazione è in vigore fino a revoca da parte del blog, e trova la sua conferma nell’autorizzazione ad utilizzare i canali ufficiali di comunicazione del blogwww.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia . Chiunque abbia dubbi in merito avanzi richiesta formale di chiarimenti allo staff di Beppe Grillo. Il documento di autorizzazione è stato depositato presso l’ufficio elettorale della Corte d’Appello di Milano, ed è accessibile da chiunque con apposita richiesta di accesso agli atti.

L’articolo, con ignoranza, fa riferimento alla delega alla presentazione della lista provinciale, avvenuta il giorno 26 e 27 febbraio 2010. Procedura obbligatoriamente richiesta dalla legge. Dette persone, una per ogni provincia, erano autorizzate a depositare il simbolo presso gli uffici elettorali preposti e null’altro. L’autorizzazione di Beppe conteneva anche la facoltà di sub-delega, infatti è stata elaborata una seconda versione dallo staff di Beppe per sopperire alle esigenze di una legge elettorale (per le regionali) differente da quella per le comunali, in cui dovevano esserci delegati diversi per ogni provincia.

Riportare stralci di conversazioni avvenuti su di un forum, avulsi dal contesto nel quale sono stati inseriti (spesso scritti in un contesto ironico), oltre a non dimostrare assolutamente nulla è la prova di un tentativo maldestro e malevolo di diffamazione portato avanti da persone che hanno intrapreso come missione infangare il sottoscritto e il Movimento per voglia di protagonismo e per manifesta frustrazione da isolamento dal gruppo per incompatibilità caratteriale.

Il dissenso è un esercizio di democrazia che mai è stato eliminato o limitato, e chiunque sostenga il contrario deve dimostrarlo. Quando il dissenso diventa offese personali, accuse infondate, spamming, il tutto condito  da ignoranza e ricerca di visibilità a tutti i costi, non è più dissenso democratico ma dissenso distruttivo.

Il MoVimento 5 Stelle in Lombardia non è fatto da 4 persone isolate che da mesi, ossessionate dalla visione di complotti inesistenti, perseguono come obiettivo infangare e screditare il movimento stesso, ma è composto da migliaia di persone valide che vogliono solo che un vento di cambiamento soffi con decisione in questa regione da troppo tempo in balia di una classe politica collusa con i poteri economico/finanziari e criminali.

Gli unici riferimenti ufficiali del MoVimento 5 Stelle in Lombardia sono il sito internet www.lombardia5stelle.org e il blogwww.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/

Vito Crimi 

 

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Ne sono venuta a conoscenza per caso, il diretto interessato non me ne ha data notifica né mi ha chiesto di pubblicare la sua risposta ma io lo faccio lo stesso, tra l'altro sul blog di Vito Crimi, non compare il mio articolo da nessuna parte, quindi non si capisce a cosa stia rispondendo ed è persino chiuso ai commenti…. Si direbbe che Crimi preferisca rispondere raccontando il mio articolo piuttosto che farlo leggere e poi commentarlo, spiegando e chiarendo laddove ci siamo sbagliati. Secondo Brescia point io sarei stata allontanata da tutto il movimento 5 stelle…. i signori rimarcano proprio "cioè una persona allontanata da tutto il movimento 5 stelle". Scusate, chi è il movimento 5 stelle? Sono gli iscritti al coordinamento Lombardia, tutti gli iscritti al movimento sul blog di Giuseppe Piero Grillo o è Vito Crimi? Questo particolare è fondamentale perché a me non è arrivata nessuna notifica ufficiale riportante le motivazioni e nemmeno mi risulta di essere antipatica a tutti…. Quindi è soltanto il parere di persone che ascoltano solo una campana… Inoltre Crimi, nella sua risposta vuol far credere che qualcuno abbia messo in discussione il fatto che lui abbia delega all'uso del simbolo mentre è avvenuto proprio il contrario. Volevamo che lui facesse chiarezza e che dicesse chiaramente a tutti che nonostante le elezioni fossero terminate lui aveva ricevuto, o aveva ancora, tale delega, questo perché pensavamo che la trasparenza stesse alla base del movimento 5 stelle. Sui chiarimenti fatti da Crimi restano ancora dubbi, difatti Crimi prima afferma che la delega serviva solo a "depositare" le liste provinciali mentre poi dice che la legge regionale obbligava ad "avere" un delegato per provincia….?

Comunque a me non sembra un argomento su cui scherzare tanto, se per Crimi invece il contesto era ironico…. ad ogni modo è stata data la possibilità, con apposito link di leggere anche l'intera discussione, quindi se era ironico, chi ha letto l'avrà sicuramente capito.

In merito alla risposta di Giuseppe Piero Grillo, citata da Brescia Point, avrei da dire che i consiglieri comunali a cui facciamo fiato sul collo hanno decisamente più classe e rispetto.

di Cinzia Bascetta

Brescia Point

blog di Vito Crimi

Gassificatore a Genova: cosa guadagnano e cosa perdono i cittadini.

Tabella gennaro
Osservate questa tabella e la differenza che c'è tra PM10 (nello smog) ed il PM 2.5 (emesso dagli inceneritori)… senza voler dire che lo smog non sia nocivo è evidente come salgono i numeri quando entra in campo il killer 2.5.

La tabella è stata mostrata dal Dott. Valerio Gennaro (epidemiologo del centro tumori di Genova) nel corso della sua relazione sui danni causati dalle emissioni degli inceneritori all'83° Convegno Nazionale della Società Italiana di Biologia Sperimentale – SIBS a Genova il 21 ottobre 2010. Il Dott. ha detto di non pensare solo ai danni immediati acuti ma anche ai danni a lungo termine in quanto le piccole dosi multiple interagendo tra loro possono essere dannose.

Ecco alcuni dati riportati da Bruno Rapallo (tecnico inceneritorista) riferiti alle emissioni orarie di fumi prodotti da un gassificatore possibile per Genova (solo comune 600 mila abitanti; intera provincia 900 mila ab.): 

"Se verranno rispettati almeno i limiti di Legge sino al 65 % di RD (raccolta differenziata, nds) e verranno razionalmente interpretate le indicazioni della Commissione, l'impianto termico finale dovrebbe essere il gassificatore che a regime tratterà 133mila ton/anno di frazioni secche e scarti vari di ritorno, con produzione di circa 148mila m3/ora di fumi (poco più di 1 miliardo di m3/anno)."

Il Dott. Gennaro sostiene che: "anche se la quantità di diossine stimate (per metro cubo/orario) è piccola (ma è bioaccumulabile e cancerogena), possiamo ragionevolmente ritenere che gli altri inquinanti siano davvero troppi e possano pericolosamente interagire tra loro (anche al di sotto dei valori di legge) non neutralizzandosi, ma bio-amplificandosi provocando possibili danni alla salute (neoplastici e NON neoplastici)." Dice anche: "comunque mi sembra che il dato - circa 148 mila metri cubi/ora di fumi sembra già sufficientemente preoccupante ( anche se non ci fosse diossina) In totale circa 1.3 miliardi di metri cubi di fumi/anno (occhio: 1 metro cubo= 1000 litri)".

L'unica soluzione sicura è la raccolta differenziata ed il riciclo con il riutilizzo della parte umida come fertilizzante.

A proposito di riciclo e di iniziativa privata il comitato per Scarpino ci informa che nel 2009 Berlusconi fece una legge speciale per la Campania che fa divieto ai privati di trasportare rifiuti ingombranti (ferrosi, elettrodomestici, mobilio, materassi etc.. ) impedendo così a rigattieri e straccivendoli di fare la raccolta di un'enorme quantità di materiali riciclabili ed andando invece ad aumentare i relativi costi (economici ed ambientali) tutti a carico della collettività. Una persona che, con un camion ed un minimo di attrezzatura raccoglie e recupera materiali può arrivare a guadagnare anche bene ma è molto difficile farlo perché per fare lo "stracciaio" bisogna essere Ing. o Arch. o Dott….. quanto potrebbe guadagnare la collettività? 

AAA… cercasi Ing., Arch., o Dott.. che vogliano investire sulla raccolta differenziata seguendo l'esempio della Dott.ssa Carla Poli di Vedelago (Treviso).

Ci hanno fatto credere che ciò che gettiamo siano rifiuti e invece è tutta MATERIA con un valore economico e ambientale, guadagniamo se ricicliamo e perdiamo se inceneriamo (anche e soprattutto in termini di salute).

di Cinzia Bascetta

il video integrale dell'intervento del Dott. Gennaro

 


 

MAILBOMBING lunedì 25 ottobre : NO alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia

Banner referendum

Dopo che ad agosto (con la mailbombing e il presidio davanti al Pirellone) siamo riusciti a bloccare le intenzioni della Regione Lombardia, il 26 ottobre la Giunta Formigoni intende di nuovo mettere in votazione il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Quindi anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.
Vi invitiamo quindi a mandare un'
EMAIL agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

Concentriamo la spedizione delle email il giorno LUNEDI’ 25 OTTOBRE, in modo da intasare la posta degli Assessori.
In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell'appello (se volete modificate l'oggetto, per evitare che cancellino l'email come spam).
Vi ricordiamo che il Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua sta organizzando per sabato 13 novembre una manifestazione a Milano.

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INDIRIZZI:

roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it

p.c.  roberto@circoloambiente.org

OGGETTO: NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

TESTO:

Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia

Egregio Assessore,
   ci riferiamo alle intenzioni della Giunta Regionale di approvare un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

COMITATO _________    oppure    NOME COGNOME

rif.: Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica – email: roberto@circoloambiente.org 

Terzigno, la soluzione strumentale potrebbe essere l’inceneritore?


 

In questi giorni si parla molto della discarica di Terzigno, chiusa un anno e mezzo fa ed ora riaperta, una discarica nel parco nazionale del Vesuvio. Una ragazza dice "siamo in un'emergenza democratica in cui la risposta non può essere semplicemente inceneritore sì inceneritore no, è ripensare un modello di democrazia". Un consigliere comunale di Boscoreale dice "lo stato invece che manda le scorte per degli autocompattatori riconducibili a ditte in odore di camorra e che poi mi impone con le forza una deroga, per legge, a dei miei diritti inderogabili, fondamentali ma non solo il diritto alla salute e alla vita ma il diritto a sapere quello che si sta facendo in quella cava, perché delle immagini che mi mostrano dei gaiser di percolato e che mi dimostrano quindi che  non c'è manco efficienza tecnica nella gestione dei biogas presenti all'interno di quella discarica. Qui si sta quasi portando avanti la tesi che esiste ciò che è previsto per legge e ciò che è giusto cioè quello che i cittadini avvertono come ingiusto può essere anche previsto per legge….. la priorità è che il ciclo della differenziata non scompaia perché la cava ha un significato e ha un valore per chi decide il tipo di ciclo di gestione dei rifiuti soltanto se viene riempita: è una miniera al contrario i metri cubi sono l'oro che invece di essere estratto viene seppellito" 

Scarpino, Genova una discarica a pochi metri dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta, i camion che colano percolato avanti e indietro su per le strade di Borzoli e la minaccia incombente dell'inceneritore in cima ad un monte a 500 mt. sopra i quartieri più popolosi della città. 

La lettera del comitato per Scarpino:

BASTA !!!!

Comitato per Scarpino 207 

 "Dalle foto puoi vedere gli unici nostri "compagni di strada" sono 300 camion al giorno su per una strada cantiere che porta alla discarica di Scarpino,300 in andata 300 di ritorno ovviamente, non ti puoi immaginare la situazione di disagio e di pericolo alla quale siamo esposti da più di 40 anni.Se ancora non c'è scappato il morto è perchè siamo diventati abili a schivare i camion e le mamme col passeggino a infilarsi di corsa dentro i portoni, inquinamento degli scarichi alle stelle, liquami e percolato per terra….quì c'è aria di rivolta..e questi "signori", a titolo di risarcimento ci vogliono "regalare" il GASSIFICATORE .Il Comune ha deciso sulla nostra pelle, senza chiederci nulla, di investire 300 milioni di euro per costruire un GRANDE inceneritore, chiamato piu' gentilmente Gassificatore, ma comunque dannoso per la salute degli abitanti proprio qui a Scarpino a 500 Mt. di altitudine a 4,5 Km dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta e sopra il più GRANDE quartiere popolare della città più GRANDE della Regione.
NON AVRANNO MAI IL NOSTRO PERMESSO.

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA dopo 42 anni di forzata convivenza con la seconda più grande discarica del paese.
I Cittadini attivi nei Comitati sono l'unica alternativa a questacorrotta politica degli affari, la rete, il continuo scambio di informazioni, con i massimi esperti di nuove esperienze in tema di sostenibilità ambientale, i contatti presi direttamente sul posto con altre realtà in condivisione con le nostre stesse emergenze, convegni, manifestazioni, testimonianze dirette di intere comunità che hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo queste scelte inceneritoriste ci danno la certezza di essere diventati i veri esperti in queste materie, sganciati dai partiti e dalle lobby mafiose.
Questa Amministrazione ha riproposto, in sala rossa a Tursi, inoccasione dellla riunione della commissione rifiuti un dibattito dibasso livello tecnico, dato informazioni e dati approssimativi,superficiali con valutazioni fuorvianti e mio autorevole giudizio, addirittura ingannevoli. Al posto della stucchevole presentazione fatta con Google hearth ( mia figlia Marina di 12 anni l'avrebbe fatta meglio, gratis) proposta dal Dipartimento universitario Polis, che ha firmato lo studio di fattibilità, mi sarei aspettato un autorevole biopatologo che mi spiegasse i veri pericoli cui l'organismo umano è soggetto quando vive esposto alle emissioni delle sostanze tossiche che escono dall'…..unico camino del "fumoso" gassificatore….poco importa………..se " volando" sopra la discarica non si vedrà niente…né da nord né dal mare…..questo non è un problema di non vedere, si capiscegià chiaramente che lo fate sopra un monte per….. non fare vedere….se no lo avreste fatto nei milioni di metri quadri disponibili nelle aree industriali dismesse come ha argutamente ricordato Enrico Pignone nel suo intervento. Avrei voluto ascoltare i dubbi e le proccupazioni dell'assessore alla sanità o della Sindaco in persona, responsabili in prima persona dellasalute dei propri Concittadini.Avrei voluto ascoltare un Chimico organico che mi parlasse delle interazioni della diossina con le cellule.
Avrei voluteo ascoltare un Ingegnere progettista, non un Architetto,….si sa cosa dicono gli ingegneri degli Architetti….. qui non parliamo di forme e esercizi estetici, parliamo di veleni e di tecnologie obsolete, da superare, di come le diossine aggrediscono le cellule senza lasciare scampo come a Forlì, a Colleferro o in tutte le centrali e cementifici in attività oppure la fila di croci bianche dell'ILVA sono già diventate un pallido ricordo ?
PREGHEREI IL DOTT. VALERIO GENNARO DI RINFRESCARE LA MEMORIA A CHI L'HA SMARRITA.
Il "tecnicaccio" Bruno Rapallo, mi piace, mi è sempre piaciuto perchè è preparato, sincero, sempre disponibile ha fornire dati, esperienze che nessun "teorico" è in grado di dare, ma purtroppo è favorevole alle tecnologie di gassificazione, lo rispetto in quanto Bruno è il primo arispettare la nostra lotta senza dire che …drammatizziamo senzasapere, come alcuni consiglieri blateravano dai loro scranni.Avrei voluto un " tecnico" che mi parlasse di tipologie di filtri veramente efficaci in commercio che fermano anche le "nanoparticelle" non solo il PM 10 che è il limite per legge di normative ormai vecchie,voglio sapere il meccanismo diabolico dei PM 2,5 e il 0.05, quello che veramente uccide in silenzio senza lasciare traccia.Invece ancora discarica e gassificatore, sai che bel passo avanti.

Senesi è stato eletto perchè ha promesso di portare avanti un programma alternativo all'inceneritore "modello Brescia", non va bene se oggi promuove a pieni voti e lo propone come se fosse un successo un gassificatore anche più piccolo. Io non lo voglio e basta.
Avrei voluto ascoltare un esperto geologo che mi illustrasse nei fatti il grave pericolo idrogeologico nel quale versa l'intera valle del Chiaravagna dopo 42 anni di insensato ricorso al tutto di tutto indiscarica, si stimano 30.000.000 di metricubi di immondizia e veleni emi rinfrancasse sul pericolo di SCIVOLAMENTO A VALLE DI TUTTA LA DISCARICA ricordatevi che i nostri vecchi chiamano ancora oggi Scarpino PRIA SCUGENTE, pietra scivolosa e che non è in piano, come ho visto incerte slide di propaganda, come Malagrotta. Avrei voluto che l'Amministratore delegato di AMIU invece che mostrarmi delle slide poco chiare, mettendo insieme quel poco di buono finorafatto, mi assicurasse che da oggi tratterà solo immondizia proveniente dagli ambiti ATO che fanno la RD a norma ni legge,oggi al 50%.Non ne verrebbe nessuno perchè nessuno ce la fà, perchè sono tutti fermi con i loro piani comunali dei rifiuti ad aspettare la messa in funzione del gassificatore di Scarpino e intanto rumenta da ogni parte, tanto negano sempre. Avrei voluto che mi assicurasse che mai e poi mai a Scarpino si potranno trattare rifiuti radioattivi e "SCORIE NUCLEARI" lo metto in maiuscolo perchè ieri quando ho detto " SCORIE NUCLEARI " in sala rossa tanti addetti ai lavori scrollavano la testa e facevano il verso del…ma questo è pazzo….Io pazzzo? Ma ci rendiamo conto veramente che queste amministrazioni e ci metto tutti indistintamente, negli ultimi 15 anni come hanno gestito questo immane disastro ambientale che è di fatto la discarica di Scarpino, tra 5 anni quando andra ..a regime..IL GASSIFICATORE, tutti i NUCLEARISTI FARANNO LA FILA PER GASSIFICARE LA LORO MERDAZZA ???E OGNI QUALVOLTA CHE CI SARA' DA VOTARE "DEMOCRATICAMENTE", come ci ha ricordato ieri l'on.Gagliardi, VINCERANNO SEMPRE PER 39 VOTI A FAVORE , 4 CONTRARI E IL SOLITO ASTENUTO?
IO HO PAURA, IO HO PAURA, IO HO UNA FOTTUTISSIMA PAURA BOIA!!HO MESSO AL MONDO DUE BELLISSIME FIGLIE: PERCHE' ME NE DEVO PENTIRE ?
Ho apprezzato l'intervento di Federico Valerio per la chiarezza e la competenza del suo lavoro un vera e propria analisi commerciale elogistica di come si dovrebbe fare, un chiarissimo atto di accusa alle negligenze e inadempienze di AMIU, esposte da un tecnico capace che conosce benissimo il problema. In AMIU sanno solo piagnucolare su come è difficile fare la RD a Genova altro che monetizzare la risorsa rifiuti, ottimo Federico Valerio. Ma la sorpresa più piacevole è stato il durissimo attacco di Stefano Bernini nei confronti delle scelte e delle politiche di amministrazione e Amiu, in passato anche recente abbiamo avuto molti scontri ora se leposizioni del Presidente sono queste, qualche carta ancora ce la possiamo giocare, cominciando a fare una vera e propria informazione, offrendo gli spazi e le strutture adatte per un incontrocon i nostri esperti, Dott. /Stefano Montanari/, esperto dinanopatologie,.Dott. Antonietta Gatti, Dott
. Patrizia Gentilini, l'amico e Dott. Giovanni Ghirga e altri stimati professionisti che hanno a cuore solo la salute delle persone e non gli interessi delle aziende pubbliche o private oramai e lo stesso caro Ing. Senesi.

Felice Airoldi

Ma allora qual è la soluzione? L'Europa impone entro il 2012 il raggiungimento del 65% di differenziata, quindi sarebbe ora di attuare una politica di riduzione dei rifiuti alla fonte, recupero e riciclo. C'è già chi lo fa in Italia ed all'estero, come San Francisco che, con i suoi 800.000 abitanti e la sua conformazione, è del tutto simile a Genova. Il comune di Spezia ha aderito all'associazione dei cittadini virtuosi. Genova cosa aspetta? Sembrerebbe che ci tenga di più ad assomigliare a Malagrotta che alla virtuosa San Francisco. I rifiuti se messi in discarica o bruciati sono oro per i pochi che ci lucrano sopra contravvenendo ad una normativa europea ma veleno per la salute di tutti. I cittadini devono anche pagare le multe all'Unione Europea per il mancato raggiungimento dei target imposti e non impossibili, oltre a finanziare loro stessi, attraverso tasse sulla bolletta dell'energia elettrica, la costruzione di questi cancro-valorizzatori o centrali nucleari. Ciò è possibile grazie ad una truffa legalizzata tutta italiana che ha personalizzato la direttiva europea sull'incentivo alle fonti di energia rinnovabile aggiungendo la parolina e "assimilate" estendendo i profittevoli incentivi anche agli inceneritori.  Nel rispetto delle norme europee, Riciclare, non danneggia la salute e produce nuova materia che è oro per tutti!

di Cinzia Bascetta

I parlamentari non rinunciano ai privilegi

Borghesi

Spendiamo 150 milioni di euro l'anno per pagare il vitalizio ai deputati, tra questi, l'onorevole Borghesi, elenca: uno non ha mai messo piede in parlamento eppure la sua vedova percepisce la reversibilità che ammonta a più di 3 mila euro al mese, tre hanno fatto i parlamentari per un giorno, altri sono rimasti per 68 giorni e percepiscono il vitalizio nonostante si siano dimessi per incompatibilità. Alla base di tutto, non si può accettare che un lavoratore debba versare contributi per quarant'anni mentre ad un parlamentare ne bastano solo cinque. Per questo, il 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi (IDV) ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura. Il deputato ha detto: 

"Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.

Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte Costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, 
che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno."

Ecco i risultati della votazione:

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498
 
Uno non ha mai messo piede in parlamento eppure la sua vedova percepisce più di 3 mila euro al mese….
….. a gennaio 2009 la Corte d'appello di Genova dichiara che la maggior parte dei reati ambientali commessi dall'Ilva, condannata in primo grado, decadono per prescrizione, rendendo sempre più remota la possibilità che i numerosi danneggiati ottengano un risarcimento. Sono tantissime le morti riconducibili ai veleni emessi dall'acciaieria.
Il peso delle ingiustizie sta lentamente affossando questo paese. 

Camera dei deputati video

A domanda si risponde?

Meetup support mi ha comunicato che c'è stato un problema tecnico legato al mio profilo e perciò mi hanno ripristinato l'account. Per mantenere una linea corretta e sincera era doveroso dirlo. Avevamo pensato ad un blocco dovuto a segnalazioni volontarie di spam perché, proprio il giorno dopo la mia bannatura, un'iscritta aveva segnalato un post molto volgare e subito dopo l'utente, un'altra persona, era stato cancellato, come se fosse una cosa in automatico. Era facile collegare il fatto a quello che era successo a me, essendo io stata più volte accusata ma solo da alcuni membri del meetup e sempre e solo dagli stessi, di scrivere post offensivi, di andare sempre sul personale e di essere mossa da una volontà distruttiva. Ma la spiegazione è semplice: quando non si può rispondere sui contenuti perché sono scomodi, si cerca di rigirare tutta la frittata riversando sulla persona che domanda un sacco di accuse di modo che l'attenzione venga spostata da un'altra parte. Che bel giochino! Di chi sto parlando? Dei politici invitati da Bruno Vespa? No, parlo di un gruppo attivo, molto attivo soprattutto quando si tratta di scrivere e presenziare sul meetup di Coordinamento Regionale Lombardia o sul Grilli  Milano (il tanto discusso meetup1).

Anche ora, ad esempio, i commenti che leggo sui meetup al mio precedente articolo non sono sul merito delle questioni poste ma sono offese personali: ne riporto alcuni del mu1

 

Massimo Ca.(attivista dei GdQ) scrive:

Ma che bello…..
guarda con che amore siamo ancora qui a martellarci i cxxxxxxi!!!!!!!!
come al solito si gode solo quando si sbaglia…….
ed io che pensavo fosse finita nel cassetto sopra l'armadio da ritirare fuori dopo le elezioni, per vedere se cio' che continua a spargere sia stato usato per far nascere un fiore…….

Il Dissenso……. Ma se ne erano andati i fatidici 4 (non fantastici) nessuno li ha cacciati dal MU1, hanno fatto tutto da soli, cosi' come le loro foto del profilo; false come le loro ideologie?
sara' che patteggiano per il PD+L e che lo fossero anche alle regionali?

Mi auguro di vederla di persona (ma a CESENA c'era? e che c'e' andata a fare?)

di sicuro la troveremo davanti al banchetto per lo spettacolo di BG, forse mi fara' la foto che non mi ha fatto alla riunione dei GdQ a chiamamilano qualche tempo fa'! 

Loro non molleranno mai, ed io pure!"

http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/20#38219276

 

Antonio risponde a Livio che propone una mia partecipazione alla lista civica di Milano (no grazie!ndr):

Livio per collaborare occorre un'apertura mentale che non tutti posseggono. E la capacità di accettare dei compromessi per sopperire a dei limiti caratteriali. Ma non è possibile dialogare con chi decide di avere dei paraocchi, con chi parte per la tangente per imporre la propria visione, con coloro che alimentano il personale egocentrismo per essere sempre al centro dell'attenzione.
Siamo tutti degli "sconosciuti" reciproci, siamo qui e dove occorra per perseguire un progetto, nessuno è un professionista, nessuno è attivo se non per passione. Non avendo le armi di una precisa ideologia siamo costretti a fare corpo unico (come le mandrie di vegetariani) per resistere agli assalti dei rapaci.
Cosa che non è successo nel Coordinamento, invece di formare un unico corpo ci si è sfaldati in tante individualità. In questo contesto anche un gruppetto di cinque (5!) iscritti si dimostra lesivo se coeso.
Non so quale sia la soluzione, so solo che se il sottoscritto vuole formare una squadra vincente prova prima a motivare i giocatori per poi lasciar sviluppare chi meglio risponde a determinate specificità, quei leader
naturali capaci di formare lo spirito di gruppo. Cinzia non ha questa virtù, per quanto dimostri notevole determinazione. Sfalda con facilità quello che gli altri impiegano tempo e sacrificio per costruirlo. E subisce un endemico rigetto laddove interpreta intenzioni a lei non chiare, per le motivazioni espresse da Michela, perchè in cuor suo si è autonominata Difensore della Fede Grillina.
Occorre delimitare le libertà individuali entro precisi parametri, Livio, moderando l'incapacità di relazionarsi tra gli individui ma lasciando libero campo alle opinioni sul progetto M5*, sulle iniziative, sugli eventi, sulle decisioni. Se 5 attivisti eccessivamente critici combinano sti disastri figuriamoci quando saranno decine e decine, provenienti da ambienti di scarsa elasticità intellettuale. “

 http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/20#38220065

Secondo Gilda (GdQ) invece la bannatura sarebbe stata una punizione perché avrei insultato a 360°. Peccato doverla deludere! Inoltre secondo lei avrei mentito quando dicevo che alla riunione del mu1 non mi hanno fatto parlare e, in conclusione, sarei un troll (personaggio fastidioso che fa sempre le stesse domande con l'intento di confondere). http://www.meetup.com/Grilli-Milano/messages/boards/thread/9913719/10#38211263

Io penso che tanti post denigratori senza fondamento, e mai accompagnati da prove concrete di quanto asseriscono nei miei confronti, siano invece fonte di tanta confusione, soprattutto perché in tanti mesi non hanno mai risposto in merito ai contenuti ma solo fatto squallide insinuazioni sulla mia persona.

Può anche essere che io non sia un leader nato ma il problema non sussiste perché non mi interessa esserlo.

Comunque la domanda di fondo è: chi ha sfaldato il coordinamento regionale Lombardia? E' stato chi ha posto le domande o chi ha creato confusione con le poche risposte depistanti?

Vito Crimi è invitato a chiarire quanto da lui dichiarato nei post linkati così se abbiamo inteso male finalmente sarà fatta chiarezza per tutti.

post di Vito Crimi

Discussione completa

Grazie

Cinzia Bascetta

 

Il MoVimento 5 stelle Lombardia e l’eliminazione del dissenso interno.

Come nasce una casta: Uno vale Uno ma Vito Crimi vale di più e nessuno lo sapeva!

  Sbdelegato

Nella foto un "subdelegato"  mostra la "subdelega" o meglio un'autorizzazione firmata da Vito Claudio Crimi (l'articolo non attribuisce nessuna colpa o responsabilità al sub-delegato tanto meno vuole asserire che la sub-delega sia stata ricevuta in mala fede o usata per scopi personali, precisiamo ma pensavamo fosse ovvio)

Non ci può essere dissenso all'interno del MoVimento 5 stelle Lombardia ed io lo so bene. Mi avvicinai ai meetup con grande entusiasmo, piena di ammirazione per Beppe Grillo. Dopo aver letto il suo blog per un po' di tempo, ero desiderosa di darmi da fare. Ho così dato una mano alla lista civica regionale Lombardia 5 stelle con il freddo che ci attanagliava ai banchetti per le firme, ai volantinaggi, ad attaccare i manifesti. Ho lavorato anche nell'ufficio stampa durante le regionali ma dopo che si sono concluse sono iniziati i problemi. Va tutto bene quando si esegue, meno quando si fanno delle domande e si comincia a criticare. Sarebbe dovuto essere un luogo aperto, di democrazia, dove ogni cittadino poteva esprimersi ma soprattutto un luogo dove regnava la tanto decantata TRASPARENZA DELLA RETE, così trasparente che per annullare il dissenso, alcuni iscritti hanno segnalato i miei post e mi hanno così fatto cancellare automaticamente l'account dall'intera piattaforma meetup.

I problemi sono nati quando alcuni di noi si sono permessi di criticare i Gruppi di Quartiere (attività adottata dal meetup Grilli Milano) ai quali era stato affidato l'incarico di fare la lista civica di Milano. Le critiche erano rivolte al fatto che come organizzazione non erano in linea con i principi di trasparenza della Rete delle 5 stelle perché tali gruppi agiscono come un comune partito, con incontri fisici e figure di mediatori, in palese contrasto con quanto scritto nel Non- statuto del MoVimento. Il fatto che è emerso pian piano è che molto probabilmente c'erano accordi precedenti tra Vito Crimi e alcune persone del meetup Grilli Milano le quali a loro volta probabilmente avevano preso accordi con i GdQ che dovevano far parte della lista punto e basta, tanto che alla riunione del meetup di Milano dell'11 aprile non mi è nemmeno stato permesso di parlare perché mi ero rifiutata di inviare preventivamente il mio discorso all'organizer. E perché avrei dovuto farlo? Da quando gli ambienti democratici fanno censura preventiva? Ma veniamo a Vito Crimi, chi è? Mi dicevano che era il cittadino che se non eletto tornava ad essere un cittadino comune in quanto l'autorizzazione ad usare il simbolo 5 stelle viene data solo alle liste civiche certificate e ai consiglieri eletti. Invece ho scoperto che anche dopo le elezioni godeva di delega ad usare il simbolo e si guardava bene dal dirlo ai più. Come mai? Aveva anche il potere di "subdelegare" o meglio sub concedere autorizzazione all'uso del simbolo, cosa che ha fatto nei confronti di alcune persone, non conosciamo ancora tutti i nomi.. Ma perché non dirlo? Forse perché è in contraddizione con quanto portato avanti dal MoVimento 5 stelle? E cioè che “uno vale uno” e che non decide il singolo ma la Rete? A questo punto la domanda è: se gode di tanta fiducia da avere delega a concedere l'uso del simbolo ad altri senza il controllo di Grillo, non avrà anche il potere di screditare altri presso la suprema corte (Grillo ed il suo staff ) senza il controllo dei medesimi? Alla richiesta di chiarezza da parte di un gruppo di grillini sulle autorizzazioni all'uso del simbolo "MoVimento 5 stelle beppegrillo.it" Vito Crimi l'11 ottobre risponde che l'autorizzazione all'uso del simbolo non ce l'ha nessuno, il 16 ottobre dice che lui ha delega e gli sembra l'abbiano anche alcune persone…. ma deve verificare e fa anche lo spiritoso dicendo che "sono deleghe UTH a lunga conservazione" ossia non scadono, il 18 ottobre, vista l'insistenza delle domande e la mia determinazione ad andare a fondo, prima che fosse qualcun altro a farlo, posta una foto di una "subdelega"  firmata da lui e dice che si è improvvisamente ricordato di avere il potere di "sub-delegare" e di aver dato lui autorizzazione all'uso del simbolo ad altre persone.  E questa sarebbe la credibilità e la trasparenza della persona che avrebbe dovuto lottare contro la casta in consiglio regionale?

Sto ancora male al pensiero della disonestà intellettuale con cui molte persone hanno risposto alle mie domande o considerazioni sul meetup del coordinamento regionale Lombardia ed ora ne ho capito il motivo. Vito Crimi non può essere contestato perché alcuni sapevano che dove c'era lui c'era il simbolo ed andava difeso contro ogni logica di chiarezza e trasparenza. Ora stanno, uno dopo l'altro, abbandonando il forum  meetup dove sono stati smascherati fingendo sdegno per le nostre critiche, in questo modo porteranno con loro il tanto agognato simbolo e ricreeranno da un'altra parte la stessa cosa senza ammettere i dissidenti. E' così che affronta il dissenso, eliminandolo. Io non ho trovato nel MoVimento 5 stelle Lombardia la trasparenza della Rete e l'orizzontalità, tanto meno la coerenza. Uno vale uno ma Vito Crimi ed i suoi prescelti valgono di più. A questo punto meglio un vertice dichiarato che uno occulto.

di Cinzia Bascetta

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