L’economia italiana cresce più degli altri paesi europei? Un semplice sguardo a Piazza Affari

   Protesta fincantieri
 
 

Genova-Sestri Ponente

Da anni seguo la finanza per hobby e devo dire che sono assolutamente sbalordito dall’andamento di Piazza Affari .

Fondamentalmente l’Italia va sempre peggio delle altre nazioni del continente europeo il quale a sua volta va peggio di tutti gli altri compreso America e Oceania per non parlare dei paesi emergenti.

Peraltro faccio notare che commenti di questo tipo  non si trovano sostanzialmente da nessuna parte per quanto sarebbe sufficiente esaminare dettagliatamente alcuni siti di finanza un po’ ben fatti , aver un po’ di memoria e fare un po’ due o tre conti.

Ho voluto fare un indagine per confrontare tutti gli indici:

Chissà  come mai gli indici italiani sono più difficili da ricostruire : negli ultimi 10 anni è cambiata due volte la denominazione , e una volta il numero di riferimento.

Da qualche mese tuttavia sembra che sia diventato più semplice ricostruire i dati , quasi come se qualcuno avesse invitato l'Italia ad una maggiore trasparenza.

 

Valori degli indici attuali rispetto a MARZO 2000.

Ftse-MIB (indice borsistico di Piazza Affari)  – 59%.

Altri europei : Dax (Germania) -25%; Cac 40 (francia) -43% ; Ftse (Inghilterra) -20% .

Le maggiori economie europee allora vanno meglio che l’Italia . Allora proviamo a guardare qualche nazione in crisi , come l’Irlanda , che 3 anni fa era sull’orlo del fallimento : -44%

E la Spagna  , di cui si è parlato recentemente come nazione a rischio default  – 18%   

Allora cambiamo continente e andiamo negli USA

 Dow Jones  presssocchè uguale.

E allora proviamo col Giappone , una nazione che ha vissuto in passato un economia estremamente florida e che adesso da più di 10 anni è in recessione , che ha toccato addirittura punte del -15% di calo annuo del PIL.

Niente da fare : ci batte anche il Giappone  -53%.

Se poi andiamo a vedere i paesi emergenti i dati sono assolutamente impietosi:

Cina + 60%; India + 400 %; Malesia +40% , Corea Sud + 80%

Argentina (nonostante il default!!)  +350% ; Brasile +350% , Egitto +500% , Russia +700 %..

Non ho trovato i valori della Grecia e giuro che non sono riuscito a trovare nazioni con cali superiori all’Italia rispetto al 2000: chissà, forse qualche paese dell’est, certo che il +700 % russo non promette niente di buono.

 

Questi dati per quanto impietosi non danno ancora una visione corretta della situazione:

bisogna infatti valutare come vanno i singoli titoli .

E qui un’altra batosta : ci sono settori che hanno perso meno del valore degli indici , pertanto altri settori hanno  perso di più .

I settori che hanno perso di meno sono i petroliferi (che quotano il bene che in Italia non abbiamo) e i bancari (che quotano la carta straccia).

I titoli che dovrebbero rappresentare l’economia vera e propria , perché legati alla produzione, vanno ancora peggio:

in questo caso , si riesce peraltro a risalire più indietro nel tempo . Vediamone alcuni

FIAT                        dal 1990  -80 %

FINMECCANICA   dal  1987  -85%

IMPREGILO            dal 1987   -80%

Stiamo parlando di cali molto pesanti rispetto a 23 anni fa !!!

Ma attenzione , perché questi titoli non sono quelli di società in crisi .

E allora facciamoci del male e andiamo a vedere i dati delle società in crisi:

valori confrontati con quelli del 2000 :

TELECOM ITALIA    – 90%

FASTWEB                   -93%

TISCALI                       -99,8 % !!!!

SEAT PAGINE GIALLE -99,93 % !!!!!!

In altre parole se un poveretto , per esempio , ha investito in SEAT PG 20.000 euro nel 2000 , si ritrova attualmente nel portafoglio titoli 14 euro !!!!

Con i soldi con cui ti compravi una station wagon , adesso ti compri una pizza  (per te da solo , anche perché tua moglie ,per ovvie ragioni ti ha pure mollato, e forse una birra , per dimenticare)

A questo punto mi domando , ma quando i soliti noti ci raccontano che l’economia italiana è in ripresa o come dice Berlusconi , che stiamo andando meglio delle altre nazioni europee di che cosa parlano?

Naturalmente poi ci racconteranno che la Borsa non è un elemento attendibile per definire l’economia del paese .

Tuttavia facciamo alcune considerazioni :

i titoli di borsa sono presenti , in quota variabile nel portafogli di:

– investitori ufficiali

– fondi azionari

– piccoli risparmiatori

poiché gli investitori ufficiali hanno il titolo nel portafogli con percentuali a due cifre, anche del 50% e a volte più è indubbio che

-        i fondi azionari dove convergono anche investitori stranieri escludono ormai l’Italia.

-        I promotori finanziari consigliano di investire all’estero

-        gli stessi investitori ufficiali potrebbero disfarsi in silenzio del loro pacchetto mettendo i soldi altrove (paradisi fiscali??!!!).

Peraltro bisogna valutare anche un fatto: il valore che ha il titolo in borsa  dovrebbe rispondere a determinati criteri  logici , matematici basati sugli utili , i debiti e le prospettive future.

Si dice che , molto in grandi linee,  il valore del titolo dovrebbe essere all’incirca , mediamente 20 volte gli utili . Se è di meno puo’ voler dire che ha troppi debiti o che le prospettive non sono rosee.

Ma visti i valori di alcuni titoli il cui rapporto prezzo/utili potrebbe essere di 1 o 2  e visto i cali di certi titoli potrebbero voler dire due cose:

 - primo : la società non ha prospettive future .

– secondo : la società ha talmente tanti debiti che è difficile trovare qualcuno che se la compri anche a costo 0 perché potrebbe non valerne la pena di appianare i debiti che in certi casi , come per esempio Telecom It hanno raggiunto valori stratosferici.. Un esempio era l’Alitalia che fondamentalmente , qualche anno fa era arrivata sull’orlo del default e poi è arrivato l’aiutino dallo stato perché fondamentalmente nessuno se la sarebbe presa neanche gratis !

 

A questo punto , dopo queste considerazioni ci chiediamo ma l’Italia dove và ?

di Gian Paolo Cavallaro

Fonti : http://it.finance.yahoo.com/

www.fineco.it

Assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua: prossimo passo la moratoria

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Si è conclusa l'assemblea tra le proposte l'istituzione di un osservatorio sugli usi sostenibili dell'acqua grazie alla collaborazione di tecnici, vista la recente scoperta della presenza di arsenico nelle acque laziali si è pensato di inserire la collaborazione delle università per la ricerca ed un convegno nazionale con cittadini, associazioni e tecnici che lottano per la salute.

L'assemblea,come movimento per l'affermazione dei beni comuni, ha deciso di partecipare alle manifestazioni del 16 ottobre della FIOM e allo sciopero nazionale della scuola del 15 ottobre inoltre parteciperà anche il 2 ottobre a Messina alla manifestazione contro il ponte sullo stretto.

Ma l'appuntamento più importante sarà il 4 dicembre per la Giornata dell'acqua. Il movimento chiederà la possibilità di votare per cui verrà chiesta una moratoria al parlamento per fermare il processo di privatizzazione in attesa che i cittadini si esprimano con il Referendum e proprio sulla questione Referendum il movimento chiede che la coalizione sociale italiana tutta si trovi unita.

Durante l'assemblea sono nati i seguenti gruppi di lavoro:

1 Comunicazione

2 Scuola

3 Democrazia partecipativa

4 Finanziamento servizio integrato

5 Moratoria

6 Formalizzazione del Comitato Tecnico

7 Funzionamento del Comitato Promotore e del Forum

I gruppi redigeranno un report che verrà pubblicato e alcuni andranno avanti a lavorare anche sulle questioni più spinose per trovare forme condivise, per capire come le voci territoriali possono stare in questo percorso.

A breve verranno comunicate le date delle riunioni del coordinamento del forum dei movimenti per l'acqua e del comitato referendario.

Nell'ambito dell'incontro del coordinamento verranno discussi anche i problemi di Puglia (che non ha mantenuto le promesse sulla pubblicizzazione) e Sicilia.

Un'altra idea emersa da questa assemblea è un convegno nazionale con appuntamenti anche regionali dei giuristi per supportare il processo interno alla corte costituzionale in merito ai quesiti referendari.

In cantiere anche una grande manifestazione nazionale il 19 marzo.

In conlusione l'appello dell'assemblea dei movimenti per l'acqua che verrà poi pubblicato dal forum dei movimenti nella sua completezza. In quest'appello viene sottolineato che con questa lotta c'è in gioco molto più del referendum sull'acqua, la vittoria può aprire in italia una stagione sociale nuova della democrazia e della partecipazione.

L'appello ribadisce che l'acqua è un bene comune e come tale va sottratta alle logiche del guadagno.

Il tempo è ora perché si scrive acqua e si legge democrazia!

di Cinzia Bascetta

Referendum Acqua bene comune: la due giorni dei forum a Firenze

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Ha avuto inizio oggi alle 12.00 l'assemblea nazionale dei movimenti per l'acqua. I comitati di tutta Italia sono impegnati in una due giorni a Firenze in cui si discuterà su come portare avanti la campagna referendaria.

Ad aprire l'assemblea un discorso di Oscar Olivera il leader della protesta di Cochabamba (Bolivia) dove attraverso una dura lotta nel 2000 sono riusciti a fare modificare la legge che privatizzava l'acqua. Intanto Confindustria, De Benedetti, il governo e la parte più nazionale del PD schierano le loro forze contro il Referendum è infatti già partita una grande campagna sui grandi media. Il sole 24 ore Il referendum che fa acqua  e ieri coro di no al referendum sull'acqua.Siamo sicuri che al sud, dopo la privatizzazione ufficiale della gestione del servizio idrico, qualcosa cambierà? A chi renderanno conto i privati al sud come al nord? Ai cittadini? 

Oggi pomeriggio a Firenze ci saranno le sessioni di lavoro

  1. Il futuro dell’acqua e’ nelle nostre mani – proposta di linee guida per la discussione nel gruppo di lavoro “vertenze territoriali, proposte e mobilitazioni nazionali” 

     

  2. Verso il referendum, costruiamo il quorum – Sessione I ore 14:00-16:30 – Campagna di autofinanziamento e formalizzazione comitato promotore. Sessione II ore 17:00-19:30 Campagna di comunicazione impostazione della campagna 

  3. Il governo e la gestione pubblica partecipata come nuovo modello per il servizio idrico – Sessione I ore 14:00-16:30 – Mercato o democrazia: la nuova via del pubblico partecipativo contro la privatizzazione e oltre il pubblico statalista, per l’affermazione della legalità e della giustizia sociale contro tutte le mafie. Sessione II ore 17:00-19:30 – Finanziamento del Servizio Idrico: ma da dove escono le risorse?

  4. Pianeta acqua – In tutto il pianeta è stata dichiarata una vera e propria guerra all'acqua, elemento fondamentale per la vita

Qui il programma assemblea completo.

Domani sarà possibile seguire l'intera plenaria su www.acquabenecomune.org dalle 09.30 alle 16.30.


Uso e abuso della parola Amore. Il sindaco e l’assessore Masseroli presentano il PGT

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Ieri il sindaco e l'assessore Masseroli hanno tenuto un'assemblea pubblica al teatro dell'arte sul PGT dal titolo PGT: Milano discute del suo futuro.

L'assessore Masseroli tessendo le lodi del suo piano lo ha definito il piano dell'Amore, forse in onore del partito del sindaco il quale a sua volta ha elencato agli architetti, costruttori ed alle associazioni presenti gli aspetti positivi del piano, "un piano che nel prossimo trentennio aumenterà il verde per 3 milioni di metri quadrati, raddoppierà il numero delle fermate della metropolitana e incrementerà i servizi per i cittadini: l'obiettivo è di non lasciare nessuno ad abitare a più di 500 metri di distanza dai trasporti pubblici. Il piano prevede anche interventi importanti di housing sociale – ha concluso la Moratti – e servizi, come asili e palestre, non dovranno distare più di 10 minuti dalle case dei cittadini". Il sindaco dice basta ostruzionismo ma si vanta dell'housing sociale non dice però che la quota del 35% di housing sociale (edilizia sociale, affitto moderato etc.) negli ambiti di trasformazione, negli scali ferroviari etc. è stata strappata faticosamente al partito dell'amore proprio grazie all'ostruzionismo che ha trascinato la discussione per sette mesi con lo scopo di portare su di essa l'attenzione dei cittadini. Letizia Moratti invita i cittadini a presentare le proprie osservazioni per dare consistenza al piano e l'assessore aggiunge che "dovranno essere approvate entro il 14 febbraio 2011, dal Consiglio comunale di Milano, una data che coincide con la festa degli innamorati e i milanesi hanno l'opportunitá di dimostrare il proprio Amore per la città". Torna a far leva sul sentimento/alismo dell'amore il sindaco che lamentandosi dell'ostruzionismo dell'opposizione dice "Non credo che questo sia nell'interesse della città. Mi auguro che l'opposizione dimostri Amore per la città, portando avanti proposte positive e non azioni ostruzionistiche" Ma quanto è realmente positivo questo PGT per i milanesi? Siamo sicuri che basti DIRE parole positive per FARE il bene della città? Carlo Maria Giorgio Masseroli è Assessore allo Sviluppo del Territorio con una laurea in ingegneria gestionale difatti il PGT adottato è a tutti gli effetti un piano gestionale. Il piano dei servizi si basa su tre principi cardine:

La Sussidiarietà intesa come metodo per la effettiva realizzazione e gestione dei servizi offerti.
Per principio sussidiario si intende un modello per il quale le varie attività che definiscono l’organizzazione della vita della città dovrebbero arrivare ad essere completamente svolte dai cittadini stessi (in forma associata e/o volontaristica) piuttosto che dalle entità territoriali amministrative più vicine ai cittadini stessi.

Si parte da una matrice dinamica della città che si vorrebbe e non da regole rigide. Il progettista da questo punto di vista è un facilitatore, non un “regolatore” ed ha funzione di indirizzo. L'amministrazione locale ha un ruolo di enabler, anziché provider dei servizi. La sussidiarietà orizzontale
prevede e promuove una varietà di modelli di erogazione dei servizi, con livelli crescenti di sussidiarietà e di autonomia dei privati (profit e non profit).

Il Flusso Continuo è il principio secondo il quale il Piano dei Servizi non deve produrre un’idea rigida e statica di quella che sarà la città futura, quanto piuttosto individuare un modello metodologico capace di aggiornarsi ciclicamente, adattandosi ai cambiamenti e alle instabilità tipiche delle metropoli europee contemporanee.

L'Ascolto della città consiste in un monitoraggio ampio, continuo e profondo della domanda di servizi che la città esprime in maniera tacita o esplicita. Con questo si sostituisce al vincolo la pratica dell'ascolto.

Infine il ruolo dell'attore pubblico.

Il principio non sottrae la responsabilità per lo svolgimento della funzione che rimane naturalmente in capo alla Pubblica Amministrazione, ma separa la sfera del finanziamento del servizio (che pure rimane in capo all’ente pubblico), da quella della gestione/erogazione, da cui l’ente pubblico
dovrebbe astenersi se ciò sia possibile e non comprometta l’esistenza del servizio.

Il piano dei servizi del PGT  parte dal concetto di modernità liquida del sociologo Bauman e lo usa per giustificare il passaggio della politica al servizio dell’economia anziché dei cittadini.

L'Ascolto.

Pur essendo l’ascoltare i cittadini un principio sacrosanto, contiene anche la rimozione degli standard. Ciò significa che, in assenza di un piano di verifica e di un preciso algoritmo per passare dall’ascolto agli obiettivi del piano , si può inserire nel piano qualunque obiettivo, magari facendolo imporre da una opportuna propaganda giornalistica.

Il Flusso continuo.

Il pericolo del continuo aggiornamento del piano, oltre che il costo, è rappresentato dalla giustificazione del non raggiungimento degli obiettivi: quando si vede che non si riesce a raggiungere un obiettivo si "aggiorna" il piano perché la situazione è "cambiata"
Il processo di produzione del piano inoltre rischia di essere troppo complesso per funzionare e, soprattutto, per essere controllato.

La Sussidiarietà.

Il principio di sussidiarietà finisce per essere il cavallo di Troia della privatizzazione dei servizi.

Nel paragrafo visione è chiaramente esplicitato il cambiamento di ruolo della Pubblica Amministrazione: da fornitore e gestore di servizi a un grande “Ufficio acquisti” che affida i servizi e la loro gestione ai privati. Il danno è duplice: 

Da gestione “per il bene comune” a gestione “per il massimo profitto”
Questo implica un aumento di costi per i cittadini, anche perché alcuni dei servizi, molti dei quali vitali [vedi acqua] vengono gestiti in regime di monopolio e quindi danno la possibilità di ricatto.

– L’Ente Pubblico perde il suo patrimonio di conoscenze. Abbiamo già visto il risultato di questo: ad esempio quando l’Ente pubblico deve poi costituire delle Authority di garanzia è costretto a prenderne il personale dalle aziende che l’Ente deve controllare perché solo loro hanno le competenze, e così si genera un inevitabile conflitto di interessi.

Il PGT poi parla di servizi localizzati e servizi da localizzare. I servizi localizzati sono il sistema delle infrastrutture ed il verde.
Secondo lo strumento perequativo ogni area, eccetto quelle già di suolo pubblico, possiede un indice volumetrico, anche se viene destinato a servizi (verde). Queste aree vengono chiamate 'pertinenze indirette' in quanto possiedono questo indice ma, proprio perchè destinate a servizio, non possono realizzarlo nell'area stessa. Con lo strumento della perequazione però le volumetrie potranno essere vendute ed andranno ad aumentare le volumetrie delle aree edificabili che cresceranno in altezza.
Quindi questo è il modo che hanno trovato per aumentare la volumetria a Milano e per costruire di più in cambio del verde. Per non parlare del fatto che la perequazione viene estesa all'agricolo parco sud.

Siamo proprio sicuri che l'intero piano rispecchi questo Amore per la città e per i cittadini?

PGT, la parola ora passa ai cittadini

Gruppo meetup Per un altro PGT

di Cinzia Bascetta

Tempo di crisi ma il comune non rinuncia a pranzi, viaggi e consulenze

Ah! sì… godiamo la tazza e il cantico la notta abbella e il riso, in questo paradiso ne scopra il nuovo dì 

Durante la seduta del consiglio comunale del 9 settembre il consigliere Rizzo presenta un O.D.G. dal titolo Sobrietà e risparmio di risorse. Chiede che vista la crisi economica vengano

1 sospesi pranzi e buffet a palazzo Marino

2 che siano ridotti i viaggi all'estero delle delegazioni… chiedendo che sia data pubblica e preventiva comunicazione dei partecipanti e dei costi

3 la rinuncia all'acquisizione di nuove collaborazioni esterne, per quelle indispensabili chiede che si pubblichi sul sito del comune quanto costerà, la motivazione e l'impossibilità di provvedere altrimenti con personale già in forza al Comune di Milano

Vengono messi in votazione i tre punti separatamente

1 14 favorevoli 22 contrari (presenti 36 consiglieri)

2 16 favorevoli 19 contrari 1 astenuto (presenti 36 consiglieri)

3 15 favorevoli 22 contrari (presenti 37 consiglieri)

OdG bocciato dai consiglieri di maggioranza!

I consiglieri non rinunciano a buffet e pranzi di rappresentanza a palazzo Marino ma soprattutto non vogliono rendere conto ai cittadini di cosa fanno con i soldi pubblici giustificando pubblicamente le spese per viaggi e consulenze. Più volte il consigliere Rizzo aveva denunciato in aula consiliare le inutili missioni di massa a Shanghai di consiglieri e giornalisti, viaggi della durata di due settimane ma dall'altra parte non ci vogliono sentire. Come Maria Antonietta vogliono continuare a brindare indisturbati dentro le mura del palazzo d'oro mentre fuori i milanesi tirano la cinghia.

di Cinzia Bascetta

Un uomo in prima linea che ci insegna come combattere

 

Christian Abbondanza, presidente della  casa della legalità ha ricevuto minacce di morte per aver collaborato con la prefettura di Savona ad individuare intrecci mafiosi. Il suo appello a tutti i cittadini perché ognuno nel suo piccolo porti avanti questa lotta anche con l'arma della riprovazione sociale nei confronti di queste persone che spesso lucrano anche sulla nostra salute. Non si tratta solo di truffe e di appalti ma di sanità, inceneritori, discariche cose che per i cittadini significano: non avere prestazioni sanitarie efficienti, malattie e spesso anche la morte per tumori e leucemie. La mafia non uccide più solo a colpi di pistola (anche se continua a farlo).

Raccolta differenziata: obiettivo 65% non è impossibile!

 

Domenica 5 settembre 2010 siamo alla festa del PD di Genova per distribuire i nostri volantini informativi sul Gassificatore/Inceneritore di Scarpino. Cogliamo l'occasione per fare quattro chiacchiere con Sergio Cofferati attualmente euro-deputato ma si vocifera anche possibile candidato a sindaco per la città di Genova. Parlando della sua esperienza come sindaco di Bologna viene nominata la compostiera industriale che Cofferati dice di aver trovato e difeso. Interrogato poi sull'obiettivo che l'Europa ci impone per il 2012 in merito a raccolta differenziata lui stesso ammette che è impegnativo ma non impossibile!!!! Infatti il meetupparo porta l'esempio di San Francisco che è una città molto simile a Genova dove vengono riciclati il 75% dei rifiuti. Genova invece vanta un vergognosissimo 27% ma quello che ci domandiamo è perché in una città dove il 4 giugno di quest'anno si è tenuto un convegno dal titolo "Genova per la gestione sostenibile dei rifiuti" e con la spada di damocle delle multe europee per chi non raggiungerà il 65% di differenziata il comune pensi a costruire un mega impianto di incenerimento sulla collina di Scarpino? Da qui i fumi si spargeranno su tutta la città e ci chiediamo come mai sia proprio il consigliere Capurro a sollecitare la Regione perché si proceda alla costruzione di ben 5 impianti in Liguria. Durante il convegno sono state esposte interessanti strategie.

E' stato presentato da Barbara Sarnari del Comune di Ragusa il progetto “Zero Waste” (Zero Rifiuti). Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea che coinvolge alcuni Paesi del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna). Il Comune di Ragusa partecipa come partner italiano del progetto.

Il progetto punta alla creazione di un sistema integrato di gestione “Rifiuti Zero” che riesca a minimizzare la produzione di rifiuti e a massimizzare il recupero di risorse ed energia nelle aree geografiche interessate dal progetto. Nello specifico mira alla riduzione sistematica e definitiva dei rifiuti che attualmente finiscono nelle discariche, riutilizzando e recuperando quanto più materiale e risorse possibili attraverso il riciclaggio. Inoltre, il progetto promuove quelle pratiche di riuso e riciclo che agiscono come volano dello sviluppo economico sostenibile dei territori.

Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente del Comune di Capannori (Lucca) ha presentato l'esperienza del primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia Rifiuti Zero”. Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” l’Amministrazione di Capannori si è posta l’obiettivo di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75% combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

A Capannori sono state avviate politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico. Tra le iniziative, alcune riguardano gli acquisti verdi, l'acqua, il latte alla spina, detersivi, ecosagre e pannolini ecologici.

Le amministrazioni danno la colpa ai cittadini, che non sarebbero capaci di effettuare una buona raccolta differenziata, ma è proprio così?

Forse non tutti sanno che uno dei punti del PCPR (Programma Comunale di Prevenzione dei Rifiuti) è il compostaggio domestico. Il Comune di Genova stima che siano un migliaio i nuclei famigliari che praticano il compostaggio domestico a Genova. Per diffondere la pratica del compostaggio domestico il Comune ha organizzato un corso di formazione per aspiranti compostatori e concede, ai cittadini che praticano il compostaggio domestico, uno sconto sulla Tariffa di igiene ambientale (10 euro per single e 15 per nuclei famigliari plurimi). Nel corso di quest'anno il Comune di Genova punta a riprendere la campagna di comunicazione sullo sconto della tariffa rifiuti e la possibilità di frequentare i corsi. E' prevista, inoltre, la creazione di un “albo compostatori” che provveda ai controlli e all'assistenza istituzionale.

Nel manuale per il compostaggio sul sito dell'Amiu leggiamo che l’amministrazione comunale si è convinta dell’opportunità di premiare economicamente chi contribuisce alla strategica scelta di cominciare a ridurre la produzione dei rifiuti, a cominciare da chi fa compostaggio domestico.
In questo modo il compostaggio domestico si imporrà anche in Liguria, come un importante segmento per una moderna gestione dei materiali post consumo e Genova si aggregherà alla numerosa schiera di Comuni italiani che, in base ad una semplice auto-certificazione, concedono sconti fino al 40 % a chi fa compostaggio domestico.
Non stupisce che a fronte di questi vantaggi economici, grazie ai quali una famiglia media risparmierebbe circa 50 euro all’anno, ci siano Comuni Italiani con l’80 % delle loro famiglie dedite al compostaggio domestico.
Le potenzialità di diffusione della pratica del compostaggio domestico anche in una grande città metropolitana come Genova sono maggiori di quello che normalmente si ritiene.
A Genova ci sono 36 ettari di orti urbani che per produrre ortaggi sani ed abbondanti richiedono 1.100 tonnellate all’anno di compost, ottenibili grazie al compostaggio degli scarti di cucina di 44.000 genovesi. E sempre a Genova ci sono almeno 82.000 famiglie che praticano giardinaggio ed ognuna di loro è candidata per attivare una felice esperienza di compostaggio, in quanto basta anche un terrazzino,
un poggiolo e persino un davanzale.

E ogni famiglia che fa compostaggio domestico evita, mediamente, il ritiro e lo smaltimento di 115 chili di scarti umidi all’anno.

Un'ultima domanda: a quando una compostiera industriale come quella di Bologna?

Manuale sul compostaggio domestico

 

E' ancora possibile entro il 2011 richiedere una compostiera gratuita. A questo link le informazioni dettagliate per richiedere la riduzione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale)

 riduzione della TIA

Per ulteriori informazioni: compostaggio@comune.genova.it  

tel. 010 5572176   

di Cinzia Bascetta