Come non far vaccinare il proprio figlio in Lombardia

Date le grandi perplessità sui vaccini e l'alto rischio di effetti collaterali segnaliamo il movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni http://www.comilva.org/default.asp dove si possono reperire altre informazioni a riguardo.Grazie all'attività instancabile dei genitori attivisti delle associazioni e  movimenti che lottano da anni per il diritto all'informazione ed alla libera scelta nelle Regioni Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Trentino non è più obbligatorio vaccinarsi. La Regione Lombardia ha emanato la delibera n.
VIII/1587 del 22.12.2005 : "Determinazioni in ordine alle vaccinazioni
nell’età infantile e dell’adulto in Regione Lombardia”
che ha aperto la strada alla stipula di un accordo tra asl e Tribunale dei minori che non sanziona più i genitori che rifiutano le vaccinazioni come un tempo ricorrendo anche alla limitazione della patria podestà. Nei  banner è possibile scaricare il testo dell'accordo che, stipulato due anni fa, è stato rinnovato quest'anno anche se questa volta la scadenza non è più biennale ma meno precisa e non si sa se sia proprio un bene perché lascia ampio spazio all'interpretazione.

Influenza suina, danni causati dai vaccini. Qual’è la vera pandemia?

In Veneto dal 1993 al 2005
l'assessorato alla salute dichiara 3500 casi di reazioni avverse ai
vaccini (3500 bambini danneggiati dai vaccini). Giorgio Tremante ha
perso due figli ed uno è diventato cerebroleso a causa del vaccino
contro la polio. Tremante è ora rappresentante dei danneggiati da
vaccino al ministero. Nel 1995 il ministero della salute ha
riconosciuto la responsabilità dei decessi dei suoi due figli e dei
danni al terzo. La Francia ha ammesso la relazione tra vaccino contro
l'epatite B e la sclerosi. Il Veneto è l'unica regione d'Italia dove
il vaccino contro la polio formalmente non è più obbligatorio.
Perché nel resto d'Italia ed in Francia sussiste ancora l'obbligo
mentre non vi è negli altri paesi europei? Perché l'Italia ha
acquistato dosi di vaccino H1N1 per una pandemia suina mai
verificatasi?
I
vaccini servono veramente a salvaguardare la salute nostra e dei
nostri figli ? E' stato creato il “dogma” dei vaccini per questo
noi crediamo che siano fondamentali per la nostra salvezza ma non
sappiamo che mentre con l’evento delle vaccinazioni c’è stato
un calo delle malattie infettive contemporaneamente c'è stato un
incremento esponenziale delle malattie degenerative che sono molto
più gravi delle precedenti. Parliamo di sclerosi, distrofie,
autismo.

Due
leggi dello Stato la legge n°210/92 e successive modifiche e la
229/05 ammettono che possono succedere degli inconvenienti e per
tale motivo si prevede un indennizzo e un risarcimento a chi verrà
colpito da tali avversità. Ma perché continuare a vaccinare contro
una malattia ormai debellata? La poliomielite? E senza fare nessun
accertamento preventivo? Forse perché se il contenuto delle due
leggi venisse diffuso nessun genitore cosciente dell'alto rischio
del vaccino anti-polio e dei vaccini in genere sottoporrebbe i propri
figli ad una tale roulette russa?

Per
comprendere meglio qualche informazione sui virus. Questi non sono
organismi viventi ma proteine contenenti un DNA che per essere non
uccisi ma indeboliti vengono trattati con un fiume di sostanze
tossiche e successivamente iniettati direttamente nel nostro sangue
bypassando tutti i meccanismi naturali di difesa immunitaria ed
ingannando il nostro corpo stimolando a focalizzarsi solo su un
aspetto (cioè la produzione di anticorpi) delle molte strategie
complesse normalmente disponibili al sistema immunitario persino la
nostra struttura genetica può venirne alterata.

I
VACCINI IMMUNODEPRIMONO IL SOGGETTO VACCINATO

Ma
i pericoli non sono terminati, è importante sapere come vengono
fatti i vaccini. I virus devono essere messi in coltura da qualche
parte ed è possibile solo nei tessuti organici. Il vaccino
anti-polio come anche altri viene prodotto utilizzando tessuto dei
reni di scimmia. Le scimmie però possono avere altri virus
sconosciuti a noi che non vengono rilevati e filtrati e passano a noi
attraverso i vaccini. E' quello che è accaduto durante gli anni 50 e
70 quando milioni di persone sono state infettate con il virus SV-40,
naturalmente presente nelle scimmie asiatiche, che aveva contaminato
i vaccini anti polio di Sabin. Questo virus è considerato un potente
soppressore del sistema immunitario, un innesco potente dell'AIDS.

Si
dice che causi uno stato clinico simile all'AIDS ed è stato trovato
anche nei tumori al cervello, nella leucemia ed in altri cancri
umani. I ricercatori lo considerano un virus che genera il cancro
della Pleura: mesotelioma. L'SV-40 è quindi cancerogeno negli umani.

Secondo
il Dott. David Kessler, ex funzionario della Food and Drug
Administration, "soltanto circa l'un per cento degli eventi seri
(reazioni avverse ai vaccini) viene segnalato alla FDA. Quindi, è
assolutamente possibile che ogni anno milioni di persone abbiano
reazioni avverse ai vaccini obbligatori".

Il
Dott. Robert Mendelsohn che ha criticato spesso la medicina ufficiale
per la sua dottrina bigotta.

Ha sostenuto che "i medici sono
i preti che erogano l'acqua santa sotto forma di inoculazioni"
per dare l'iniziazione rituale della grande INDUSTRIA MEDICA alla
nostra consacrazione.

Intanto
in Austria la giornalista Jane Burgermeister che ha denunciato la
truffa dei vaccini deve difendersi in tribunale da false accuse che
le sono state mosse con l'unico scopo di metterla a tacere.

Molte informazioni sono state prese dal sito www.tremante.it

Giorgio Tremante, Associazione Vittime dei Vaccini.
Via Danilo Preto, 8 – 37133 VERONA
Fax: 0039 45 8402290
e-mail: giorgiotremante[AT]libero.it

Bando agostano per la progettazione inceneritore AMIU

 
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E' uscito il bando di Amiu, naturalmente ad agosto. Sempre in questo mese il PD si appresta a festeggiare dal 25 agosto al 12 settembre, balli, canti e piadine al porto antico di Genova. Ci saranno anche dibattiti ma nemmeno uno sul problema dei RIFIUTI. Eppure in una regione che è sotto il livello del 20% (previsto dalla legge) di raccolta differenziata e che sempre la legge (europea) obbliga a raggiungere il 65% entro il 2012, pena multe milionarie, che si fa? Non se ne parla e si emana un bando per la costruzione di un inceneritore!? Deduco che la risposta alla domanda di un post precedente sia che Burlando ascolta più Capurro che i cittadini. Alla festa del Pd ci saremo anche noi per fare un po' d'informazione e perché no? Sollecitare un dibattito vero. Vogliamo risposte e spiegazioni sul perché ci si appresta a costruire un impianto richiesto a gran voce da colui che in Puglia è stato criticato dallo stesso Pd che ha denominato il suo sansificio/inceneritore "fabbrica della morte" . Perché in Puglia il Pd era contro Capurro ed in Liguria invece lo si appoggia? Qual'è il confine tra destra e sinistra? C'è ancora un confine? Noi saremo lì con i nostri volantini. Chissà se qualcuno ci risponderà. 

Bando Amiu polo impiantistico Scarpino

Di Cinzia Bascetta

La provincia di Genova sta preparando una sorpresa ai cittadini al ritorno dalle vacanze

 

 

Se voi voleste far passare una proposta lesiva per la salute dei cittadini, lucrosa per le tasche di pochi e probabilmente fuori legge quale periodo scegliereste? E' logico ad agosto quando sono tutti in vacanza.

Campomorone - Avviso Pubblico
 

Ecco l'avviso pubblico della Provincia di Genova per la costruzione di un impianto di cogenerazione a Campomorone. Il 21 luglio sono scattati i 30 giorni per le osservazioni dei cittadini che termineranno fra qualche giorno. Apparentemente l'impianto sembra una meraviglia, è alimentato da rifiuti vegetali che vengono dalle coltivazioni e produce energia ma è meglio non fermarsi alle apparenze.

 

Sappiamo che spesso questi impianti finiscono per bruciare di tutto e presidiarli giorno e notte per controllarli è impossibile inoltre c'è il forte dubbio che vi sia un disegno politico per sostituire il progetto di un grande inceneritore (giustamente avversato dalla popolazione) con decine di piccoli inceneritori sparsi sul territorio con falsi nomi e quindi più difficilmente avversabili.

 

Il dott. Montanari spiega che i prodotti agro-alimentari sono contaminati dai prodotti chimici usati contro i parassiti e che questi, una volta bruciati, producono DIOSSINA. Sappiamo che le diossine sono altamente dannose per la nostra salute sia quando le respiriamo sia quando le ingeriamo. L'esperienza di Acerra ce lo insegna. E' dunque fondamentale che noi ci facciamo le domande che spesso i politici promotori di queste iniziative non si fanno e cioè: cosa brucerà esattamente l'impianto di Campomorone? Quanti scarti agro-alimentari produce la nostra piccola striscia di terra? Arriveranno rifiuti contaminati da sostanze chimiche velenose (anche peggiori di quelle usate in Italia) dall'estero? Perché bruciare quando si può fare del compost? E' stata fatta una valutazione d'impatto ambientale? Ed un'analisi costi benefici? Di norma non "misurano" cosa c'è ora, non fanno previsioni su cosa ci sarà dopo, non confrontano i dati. Perché non investire veramente nelle rinnovabili invece che nelle assimilate fatte passare furbescamente come energie pulite? L'unione europea impone di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2012 ed a Genova ancora non si fa la raccolta dell'umido ma si continua a parlare di inceneritori invece che di impianti per il riciclo dei materiali. L'investimento per costruire un impianto di riciclaggio ad hoc è molto inferiore a quello per costruire un inceneritore ma l'inceneritore fa lucrare di più ai danni della nostra salute ed usando i nostri soldi. Bruciare rifiuti o residui o magari olio di palma prodotto in Malesia è un business e non un intervento per il bene della cittadinanza.

 

Visto che vengono usati i soldi dei cip6 che vengono dalle nostre tasche e che dovrebbero servire ad incentivare la vera energia pulita perché le amministrazioni fanno di tutto per evitare il confronto con i cittadini? Sanno che la cittadinanza è contraria, sanno di arrecare un danno ai cittadini e cercano di prenderli alla sprovvista, poi degni delle migliori facce toste si propongono alle elezioni con slogan come “la tua voce in provincia…etc…” Bisogna assolutamente ricordarsene al momento del voto.

Di Cinzia Bascetta

I pastori di Acerra: «Qui moriamo di diossina, come le nostre pecore”

Fonte: Il Manifesto – 06 dicembre 2007

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«Accà se more comm'e mmosche». Questa la sintesi di Antonio C. (nome di
fantasia), pastore di Acerra. E in effetti, all'ingresso del suo pascolo
ci si imbatte in un ammasso di animali morti. Tre pecore, ma anche due
cani dal corpo straziato e ancora caldo, consumato da tumori fulminanti.
«Mio fratello se n’è andato così – racconta – In poche settimane,
stroncato da un cancro alla spina dorsale e da metastasi ovunque». La
stessa forma che colpisce le pecore, dovuta a tassi elevatissimi di
diossina nel sangue. Il fratello di Antonio ne aveva 255 picogrammi, a
fronte dei 5 massimi tollerati dall'organismo.

Tutta diossina che viene dalle centinaia di incendi di rifiuti e materiali tossici scatenati ogni giorno.
Il
grande pascolo, così, oggi è vuoto. Pieno di mosche che svolazzano da
una carogna all'altra. Poche le pecore superstiti alla mattanza.
Centoventi, delle 2500 di una volta. Scomparse tutte in pochi mesi.
Anche la metà delle sopravvissute seguirà la stessa sorte, visto che
sono malate.

Lo si vede a occhio nudo. Se le si insegue, corrono a stento, zoppicano.
Sul dorso il vello cade penzoloni, come sollevato sulla carne che non
c'è, e al cui posto si intravedono le ossa. «Aspetta qui», mi chiede
Antonio. «Aspetta, ti porto un agnellino nato da poco». E sparisce tra i
rari cespugli. Qualche momento e arriva con una bestia tremante tra le
braccia.

La mette a terra, ma non si regge in piedi. La solleva e quella punta le
zampe. Si tiene dritta qualche istante e poi stramazza. La bestia non
ha zoccoli, sono aperti come un libro, effetto «del corpo che si
scioglie», come spiega il pastore. «Vedi che non dicevo bugie. Non è per
fare pena – aggiunge – ma qui i cristiani muoiono nello stesso modo».
In
fondo al pascolo, intanto, fervono i lavori per l’inceneritore. Proprio
in fondo al campo. Un complesso che permetterà di bruciare i milioni di
ecoballe accatastate ovunque in Campania, spargendo nei campi limitrofi
polveri sottili che, secondo molti esperti, sfuggirebbero ai filtri.
«Ti sembra normale – afferma Mario – che vengano a metterlo proprio qui,
dove si muore ogni giorno?».

La scelta, in effetti, è contraddittoria. Da un lato il giusto divieto
di pascolo e di consumo di carni e latte di animali avvelenati.
Dall'altro la produzione continua di verdura da cui derivano proprio i
tumori che decimano i pascoli. Alla domanda scomoda di una giornalista,
un ricercatore del Cnr qualche tempo fa aveva risposto: «Se lavate la
verdura la diossina va via. Le pecore l'insalata non se la sanno
lavare». Basta una sciacquatina, dunque? Apparentemente no. Secondo uno
studio dell'Oms, alcuni tumori qui uccidono trenta volte più che nel
resto d'Italia. Prova che gli esseri umani si ammalano anche se lavano
l'insalata.
«Lo scriva, lo scriva – insiste Mario – che ogni volta che protestiamo ci scatenano addosso la polizia».

Antonio, infatti, ha guai con la magistratura per aver portato il
proprio gregge malato e sequestrato sotto la sede del comune di Acerra
in segno di protesta. Pochi i concittadini scesi in piazza con lui.
Eppure, di tumori e diossina ne hanno sentito parlare tutti. «Hanno
paura di qualche ritorsione». «Camorra?», chiediamo. «Ma che camorra –
risponde – la camorra fa del bene. E poi qui non c'è. Dove c'è, la gente
lavora e non ha bisogno di arricchirsi con la monnezza. La colpa è
della Politica».
Ad Antonio negli ultimi tempi sembra essere sfuggito
qualcosa. L'intreccio che da oltre un quindicennio ha portato alla
formazione di una nuova malavita organizzata.

Più subdola che in passato, poiché investe ogni livello sociale, dalla
bassa manovalanza all'alta borghesia, grazie ad illeciti estremamente
redditizi. Droga, edilizia e immondizia. Un sistema che ha prodotto una
legalità alternativa a quella dello stato, una militarizzazione del
territorio senza precedenti e un vasto consenso sociale. «Il problema –
spiega l'avvocato Gerardo Marotta, presidente dell'Istituto italiano di
studi filosofici di Napoli – è che il nuovo sistema forma consenso».
Come traspare anche dalle parole di Antonio, che pure è una vittima, la
camorra è popolare poiché in assenza di stato e di assistenza pubblica
garantisce protezione e dà lavoro. Lavoro e denaro per tutti.

Anche nel ciclo dell'immondizia: agli autisti dei camion, ai contadini
che mettono a disposizione i propri terreni, ai giovani che sfrecciano
in motorino nella campagna per dare fuoco alle pire di rifiuti. Un
sistema che funziona e produce consenso poiché, malgrado i rischi per la
salute, permette un futuro a breve termine e garantisce sopravvivenza.
«Hanno vinto», afferma sconsolato Marotta. «La nuova borghesia trionfa
sulle macerie del proprio dominio. Palazzinari, mercanti di droga e di
monnezza. Quanto a noi, ridotti a piccola borghesia intellettuale, non
ci resta che sopravvivere». s.v.

Chi ascolterà Burlando? Il suo amico Capurro o i cittadini?

  Manifestazione


Scarpinodecide! Il Comitato per Scarpino e i Cittadini del Ponente Genovese si fanno portavoce di un’interrogazione « a risposta immediata » con la quale si chiede al Presidente della Giunta Regionale Ligure Ing. CLAUDIO BURLANDO di sollecitare la Giunta del Comune di Genova perché eserciti il potere di autotutela.

(ai sensi della legge 241/1990)

CHIEDIAMO LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE PROCEDURE DI ASSEGNAZIONE DEL BANDO PER LA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE A SCARPINO denominato “GASIFICATORE” in netta contraddizione con le recenti normative Europee che espressamente vietano, nei documenti tecnici, l'uso di TERMINOLOGIE FUORVIANTI ATTE a INGANNARE e CONFONDERE . Questa decisone, secondo Noi, Cittadini Genovesi, deve essere presa in nome dei principi di precauzione e di prevenzione enunciati dalle direttive Europee in materia di tutela della salute e dell’ambiente. Secondo quanto da sempre denunciato dai Comitati di Cittadini che avversano l'attività della famigerata discarica AMIU e contro l'incombente pericolo che l’impianto di termodistruzione rappresenta per la collettività, collocato a 500 mt. di altitudine, appena sopra il quartiere più popoloso dell'intera Regione a nemmeno 4 km. dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta, gli acquedotti dei Genovesi.

Anche perseverando in questa FOLLE quanto FALLIMENTARE " RACCOLTA STRADALE " PROPEDEUTCA ALL' INCENERIMENTO questo INCENERITORE, non è in linea con la quantità di rifiuti previsti per la Provincia di Genova, in quanto in base ai dati Arpal aggiornati al 2008 e considerato che entro il 2012 la normativa Europea impone, senza se e senza ma, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Quindi: si prevede a Scarpino, un conferimento giornaliero di poco più di 400 tonnellate contro le oltre 1.600 tonnellate di rifiuti conferite oggi rendendo, in questo modo l'impianto di Scarpino del tutto INUTILE E DANNOSO per la salute dei Cittadini è un enorme spreco di denaro in un momento di grande difficoltà per il Paese.

CHIAMIAMO TUTTI I CITTADINI ALLA MOBILITAZIONE GENERALE!

Di Felice Airoldi (comitato per Scarpino)

perscarpino@libero.it

La saga dei Capurro continua in un fitto intreccio. A chi serve l’inceneritore? Ai cittadini?

Perburlando interpellanza

L'interpellanza presentata da Armando Ezio Capurro dove PRETENDE che la Regione dia il via alla costruzione di ALMENO 5 INCENERITORI !!!!!! sul già tanto devastato territorio Ligure.

ARMANDO EZIO CAPURRO, VECCHIA CONOSCENZA DEL COMITATO PER SCARPINO INSIEME A PIETRO CANEPA EX SINDACO DI BOGLIASCO GIA' FINITO NEI GUAI PER AVERE TRUCCATO UN CONCORSO PER LA "BONIFICA" DEI FANGHI, NOMINATO DALL'INNOMINABILE SCAJOLA ALLA PRESIDENZA DELLA SOCIETA' CHE DEVE "GESTIRE" I RIFIUTI RADIOATTIVI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE!!!! l'asset della FABBRICA DELLA MORTE dei Capurro La società Copersalento viene fondata il 6 ottobre 1986 (circa 20 giorni dopo la delibera della Giunta regionale) con un capitale sociale di lire 15.466.000.000 così suddiviso: · Raffaele Rampino (cugino dell'attuale Sindaco Antonio Fitto e dell'ex Presidente della Giunta regionale Salvatore Fitto) 6,11%, · Armando Ezio Capurro 0,5%, · l'Ersap 0,06%, · Leo Capurro e figlio 3,83%, · Capurro srl 53,93%, e leggete cosa scrive Preve: IN LIGURIA è stato eletto in Regione grazie al riconfermato presidente – nonché iscritto Pd – Claudio Burlando che lo aveva espressamente voluto nella sua lista. Ma in Puglia il suo nome, e quello delle sue società, viene pesantemente criticato proprio dal Pd locale che, addirittura, parla di "fabbrica della morte" per uno stabilimento, chiuso da poche settimane, che lo vede tra i proprietari. Ezio Armando Capurro, è lui il protagonista di questa vicenda, è però un politico da sempre abituato a spiazzare chi gli sta di fronte: come quando venne eletto sindaco di Rapallo nel 2004 con una lista civica che guardavaa destra proprio come quella ufficiale di Forza Italia; oppure la rocambolesca caduta della sua giunta per questioni urbanistiche due anni dopo; e ancora i suoi rapporti con i giornalisti, tra querele e cause civili, e cameraman chiusi a chiave per ottenere la restituzione di video cassette. Poi l'avvicinamento all'Italia dei Valori bruscamente interrotto fino al trionfo con la lista Burlando e l'ipotesi di un assessorato. «Diciamo che siamo rimasti molto stupiti nel vedere che il dottor Capurro era stato candidato a Genova» racconta Mauro Bavia del Pd di Maglie. Siamo in Puglia, nel Salento, dove tanti anni fa Leo Capurro, padre di Ezio Armando aveva aperto stabilimenti oleari. Uno di questi, il cui nome è Copersalento, si trova appunto a Maglie e dopo essere stato per decenni un sansificio, negli ultimi dieci anni si era trasformato in un inceneritore di rifiuti e poi in centrale termoelettrica con cambiamenti negli assetti societari. L'impianto, dopo un'altalena di denunce, ispezioni, chiusure e riaccensioni è stato definitivamente spento dalla Provincia di Lecce prima di Natale. Ma le polemiche sull'inquinamento che avrebbe prodotto nel corso della sua lunga vita non sono cessate. «Stiamo aspettando le conclusioni dell'inchiesta della procura – spiega Mauro Bavia – e anche delle autorità sanitarie». Ma la questione che ha scatenato le maggiori polemiche – e ha portato anche all'abbattimento di diversi capi di bestiame – è sicuramente quella riguardante la diossina: «Lo stabilimento ha superato di ben 420 volte i limiti massimi di emissioni di diossina» dice ancora Bavia che ha intitolato un suo articolo sul sito del Pd di Maglie "Copersalento: fabbrica di morte". Anche se si parla di possibili cambiamenti societari, le visure della Camera di Commercio di Lecce dicono chei3 milioni di capitale della Copersalento sono suddivisi tra la Engineering Consulting Construction Company, società di Cremona specializzata in centrali per la produzione di energia, e la Capurro srl di Avegno che appartiene al neo consigliere della lista Burlando nonché ai suoi figli e alla moglie (i due coniugi risultato possedere l'usufrutto delle quote dei tre figli). Repubblica ha chiesto a Ezio Armando Capurro di commentare il caso ma l'ex sindaco di Rapallo ha risposto così: «Non capisco il vostro interesse a questa vicenda. Io non ho nulla da dichiarare, arrivederci». Oltre agli aspetti ambientali e di sicurezza per la salute, lo stabilimento di Maglie aveva suscitato polemiche a sinistra anche per la precedente composizione societaria. Amministratore di Copersalento per dieci anni fino al 1993 è stato infatti Raffaele Rampino che è cugino dell'attuale sindaco di Maglie Antonio Fitto così comeè imparentato con l'ex Presidente della Giunta regionale Raffaele Fitto, uno dei fedelissimi del partito di Silvio Berlusconi. Negli ultimi giorni in Puglia si è parlato del progetto di riconversione dell'inceneritore, ormai chiuso, in centro di coltura di microalghe da cui estrarre oli essenziali per la produzione di prodotti farmaceutici ed estetici. CAPISCI QUANDO SCRIVO IN MAIUSCOLO:SEMPRE I PEGGIORI A COMANDARE???

Dal Comitato per Scarpino (ampiamente citato l'articolo di Marco Preve)

http://www.notiziegenova.altervista.org/index.php/genova-fatti-e-notizie/1449-i-nemici-dei-liguri-capurro-il-pupilllo-di-burlando

Per tutti quelli che credono che basti votare la sinistra per essere tutelati

Volantino-capurro

Un politico dotato di ubiquità

Floriana Bulfon

IL CASO. Armando Capurro, già sindaco di centrodestra di Rapallo, è consigliere regionale della lista Burlando. Amico del ministro Fitto, in Liguria chiede più inceneritori. Ma in Puglia il Pd lo accusa di danni ambientali.

Rapallo eletto sindaco con una lista di destra, in regione Liguria con la sinistra. In Liguria a difendere i valori della lista Burlando, a Maglie un tempo in società con il cugino di Fitto. Ezio Armando Capurro è un uomo “dall’esperienza molteplice”, come lui stesso afferma. Docente, industriale, già sindaco di Rapallo e ora consigliere regionale della lista Burlando in Liguria. Proprio Claudio Burlando ha visto in lui il politico ideale e ha deciso di candidarlo nella sua lista civica alle ultime elezioni regionali. Il presidente ex ministro Ds, oggi Pd, ha scelto Capurro per le sue qualità e poco importa che qualcuno in quel di Maglie, in quella Puglia terra natale di Capurro, sostenga che sia un caro amico del ministro berlusconiano Raffaele Fitto. Importa ancor meno che il Pd in Puglia affermi che il Capurro industriale abbia causato con il suo stabilimento danni ambientali, diossina e controverso aumento di tumori. “La fabbrica della morte”, lo chiama il sito del Pd di Maglie.

Questioni di poco conto, questioni pugliesi. Meramente locali. A dire il vero, qualche questione è stata aperta anche in Liguria, da quando il pm Biagio Mazzeo ha chiesto e ottenuto di sequestrare l’area dell’ex oleificio di Avegno di proprietà del consigliere perché la zona non è stata bonificata e si è trasformata in una discarica pericolosa. Ma poco importa anche questo. Capurro è uomo di oleifici e inceneritori, uomo di destra e di sinistra. E a Maglie, nel cuore del Salento, lo conoscono tutti bene. E' il proprietario della Copersalento, per decenni un sansificio, poi trasformato in inceneritore di rifiuti e quindi in stabilimento per la produzione di energia.

Tortuosi gli assetti societari dell’impianto che ha visto tra i proprietari anche Raffaele Rampino, cugino del sindaco di Maglie Antonio Fitto, parente di Raffaele. E varie le denunce, ispezioni, chiusure, fino a quella definitiva posta dalla Provincia di Lecce. Denunce dovute all’inquinamento. La Copersalento è stata infatti accusata di aver superato per oltre 400 volte i limiti massimi di emissione di diossina. Carne alla diossina e livello di inquinamento oltre i limiti, in base alle rilevazioni dell’Arpa, tali da risultare “gravemente pericolosi per la salute”.

Problemi del Capurro industriale, certo, e del Capurro pugliese. Ma appare curioso che il Capurro consigliere ligure si appelli a Burlando con una interrogazione con oggetto «conferimento rifiuti dalla Provincia di Imperia alla discarica di Scarpino». La provincia di Imperia, quella cara all’ex ministro Scajola. Il Capurro ligure sostiene che per fronteggiare il problema dei rifiuti occorra dare attuazione immediata di un Piano di Rifiuti che permetta di risolvere le criticità e il superamento delle fasi emergenza.

Capurro consigliere regionale vuole sapere come si intenda, e con quali tempi, realizzare più moderni impianti di trattamento finale dei rifiuti che prevedano il recupero energetico. Insomma, termovalorizzatori o gassificatori, indispensabili per risolvere i problemi dei rifiuti. Saranno l’anello di congiunzione tra il Capurro pugliese e quello ligure?

TERRA

Il gassificatore di Scarpino: un affare d’oro per la (multinazionale) Amiu!

 

  Soldi
 

In data 22 marzo 2010 presso i locali del comune di Genova, la società AMIU SPA ha presentato il nuovo progetto per la realizzazione del gassificatore dei rifiuti presso la discarica di Scarpino sita in Genova. Alessandro Borio del meetup BeppeGrilloGenova, presente all'incontro, ci rivela attraverso un'attenta analisi e ricerca la verità sui fini di quest'impianto.

 

L'incontro inizia alle 11.30 dopo un'estenuante attesa dalle ore 9.00, e ci si accorge che alcuni personaggi accorsi per sentire questa trovata pubblicitaria non sono desiderati come Legambiente, eh si perchè per accedere al salone bisogna essere invitati, come in ogni democrazia libera ovviamente.
Il salone è pubblico, il comune è pubblico ma la partecipazione è privata e ristretta comunque qualcuno, compreso il sottoscritto, riesce a sgattaiolare ed introfularsi ugualmente.
L'accettazione è degna di un congresso di marketing, ci viene offerto un block notes di carta non riciclata (ovviamente) ed una penna sponsorizzata da amiu (per un ambiente ecosostenibile!!!).
I relatori per conto di AMIU sono il presidente Riccardo Casale e l'Amministratore delegato Pietro Antonio D'alema.

Ma cos'è un gassificatore???

Con gassificatore si intende un impianto che a partire da vari materiali (fra cui determinati tipi di rifiuti) ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia. Sono proposti come una alternativa agli inceneritori.
I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un "gas di sintesi" (syngas), costituito in gran parte da metano e anidride carbonica e a volte abbastanza puro da essere usato tal quale. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale; in relazione al tipo di processo utilizzato, i gassificatori possono considerarsi come una tecnologia intermedia tra l'incenerimento e la pirolisi propriamente detta. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento.

Le emissioni sono molto variabili a seconda della tecnologia e dell'impianto:

Nel caso dell'impianto islandese di Husavik, che opera a temperature inferiori ai 400° C (permettendo fra l'altro la completa autonomia di funzionamento, in quanto per raggiungere questa temperatura si usa parte del gas di sintesi prodotto), alla fine del processo rimangono ceneri per il 3% della massa immessa, mentre dal lato delle emissioni, in particolare:

– la bassa temperatura riduce di oltre cento volte l'emissione di polveri sottili (e in particolare è ridotta la produzione di nanopolveri, che si formano soprattutto ad alte temperature in presenza di forti turbolenze), la cui produzione si concentra nella fase della combustione, in cui può però essere limitata grazie alla purezza del gas ottenuto; 

– gli ossidi di azoto sono ridotti perché nella combustione l'idrogeno ne sequestra i precursori;
i metalli pesanti sono ridotti notevolmente, perché data la bassa temperatura ne è ridotta la sublimazione e la liberazione nell'aria sotto forma di piccole impurità; 

– la concentrazione di diossine e furani è inferiore ai livelli misurabili: la cinetica di reazione che negli inceneritori porta alla formazione di diossine, non interviene alle normali temperature d'esercizio (la diossina si forma soprattutto fra i 400 e gli 800° C), senza contare che l'alta efficienza della combustione abbassa la quantità di composti organici necessari alla loro formazione.

Il rendimento energetico totale (elettricità + calore) di tali impianti è dichiarato attorno al 70% ed è gestibile in modo molto più flessibile rispetto ad un inceneritore. Si può infatti scalare, a seconda della necessità e della stagione da un 60% elettrico + 10% termico ad un 20% elettrico + 50% termico. Viceversa un inceneritore è molto più rigido ed in ogni caso la produzione elettrica a stento supera il 25% anche nelle migliori condizioni. I rendimenti di entrambe le tipologie di impianti ovviamente salgono molto se si ha la possibilità di sfruttare il calore in una rete di teleriscaldamento.

(Fonte wikipedia)

Beh ma allora il gassificatore è la soluzione???? Eh non inquina…. si potrebbe essere ma se fatto bene, nel senso che se l'impianto fosse veramente alimentato con biomasse e avesse una tecnologia che opera sotto i 400° se ne potrebbe anche parlare, ma visto che la raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova è del 25% (fonti amiu, secondo me è anche meno) e visto che nella raccolta differenziata che attualmente si fa a Genova, non è prevista la divisione del compostaggio da biomassa, ma nel sacchetto dell'immondizia c'è di tutto e di più e l'unica differenziata che si ottiene è quella della carta e del vetro da appositi contenitori bianchi e verdi, direi che il "carburante" naturale di cui abbisogna tale impianto è molto molto composto (per usare un doppio senso). Inoltre il costo di un impianto che lavora sotto i 400° è esattamente il doppio di quello previsto da amiu, e se ci mettiamo il fatto che per costruire tale mostro mangia spazzatura c'è anche la realizzazione di strade e trafori attigui a scarpino, il costo non può essere 200.000.000 di euro. Quindi l'impianto di cui ci hanno resi edotti stamattina sicuramente, non opera sotto i 400° quindi non è il gassificatore che enuncia wikipedia, con una notevole riduzione di emissioni di polveri sottili.

Eh si perchè il gassificatore in questione tratta di tutto un pò, e la volontà di fare la raccolta differenziata porta a porta a genova proprio non c'è, e sfido ognuno di voi a convincermi del contrario.

In poche parole, direi che il gassificatore a mio modesto parere, non è la soluzione più tecnologicamente avanzata e moderna per affrontare la gestione dei rifiuti come sostiene l'assessore Senesi. Inoltre all'incontro di stamattina ci fosse stato qualcuno che avesse ad esempio detto, che vendendo l'energia prodotta ci potrebbe essere una diminuzione della bolletta dell'amiu, eh no perchè c'è anche un altro aspetto che per me è l'unico vero scopo di chi porta avanti questa iniziativa che è il contributo cip 6. 


La truffa del cip 6

Non dimentichiamoci che In Italia, i costi dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento sono indirettamente sostenuti dallo Stato sotto la forma di incentivi alla produzione di energia elettrica: infatti questa modalità di produzione era considerata (sebbene in violazione delle normative europee in materia), come da fonte rinnovabile (assimilata) alla stregua di idroelettrico, solare, eolico e geotermico.

E IL GASSIFICATORE E' CONSIDERATA FONTE DI ENERGIA ASSIMILATA,CON TANTO DI CERTIFICATO VERDE

Le modalità di finanziamento sono due, correlate ma diverse:

– pagamento maggiorato dell'elettricità prodotta per 8 anni (incentivi cosiddetti CIP 6);
– riconoscimento di "certificati verdi" che il gestore dell'impianto può rivendere (per 12 anni).

 

Infatti a causa della normativa italiana che concedeva questi sussidi anche alle fonti cosiddette assimilate alle rinnovabili (definizione tutta italiana e senza riscontri in Europa) una gran parte dei fondi sono stati destinati in modo controverso anche ad attività quali la combustione di scorie di raffineria, sanse ed all'incenerimento dei rifiuti. Poiché tale incentivazione durerà ancora molti anni, attualmente ci si trova nella situazione paradossale in cui ad esempio scarti di raffineria, per il cui smaltimento in tutto il mondo i produttori erano costretti ad accollarsi dei costi, in Italia vengono bruciati ricevendo anche dei finanziamenti.

Quindi fosse un inceneritore l'amiu potrebbe avvalersi degli incentivi cip6 che prevedono:
(circolare n° 6/1992 del Comitato Interministeriale Prezzi), chi gestisce l'inceneritore – per otto anni dalla sua costruzione – può vendere al GSE (la società cui è affidato il compito di assicurare la fornitura di energia elettrica italiana) la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. L'importo di questo incentivo è aggiornato trimestralmente e, se nel 3° trimestre 2007 era di circa 54 €/MWh, per il 4° trimestre è cresciuto a 62,60 €/MWh. Per il 3° trimestre 2008 l'importo è salito a 68,77 €/MWh. I costi di tali incentivi ricadono sulle bollette degli utenti, che comprendono una tassa per il sostegno delle fonti rinnovabili. Ad esempio nel 2004 il Gestore Servizi Elettrici ha ritirato 56,7 TWh complessivi di elettricità da fonti "rinnovabili", di cui il 76,5% proveniente da termovalorizzatori e altri fonti assimilate (fra cui il gas dai residui di raffineria), spendendo per questi circa 2,4 miliardi di euro;[43] per il già citato inceneritore di Brescia, la società di gestione (ASM SpA, oggi A2A SpA) ha ricevuto contributi CIP 6 per circa 71 milioni di euro nel 2006 e 78 milioni nel 2007.[44]

A titolo di confronto, nel 2006 a seguito dell'introduzione degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico sono stati stanziati solamente 4,5 milioni di euro per 300 MW di potenza.[45]

Sempre il CIP 6 prevede inoltre che gli impianti incentivati godano di un innalzamento della tariffa riconosciuta dal GSE per compensare eventuali spese aggiuntive per l'attuazione del protocollo di Kyoto, annullando così del tutto i benefici della riduzione delle quote gratuite di emissione da 28 a 3,5 Mt/a di CO2 prevista dal Piano nazionale di assegnazione delle emissioni (Pna) 2008-2012, attualmente in fase di approvazione, e rischiando perciò di comprometterne l'intero impianto, giacché gli impianti CIP 6 sono il settore su cui si concentra la gran parte delle riduzioni.[46]

Essendo però un gassificatore che può prevedere un certificato verde…….
se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas, carbone ecc.) perché "da fonti rinnovabili", il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente.

Il prezzo dei certificati verdi è stato pari a circa 125 €/MWh nel 2006.

Poiché gli impianti di incenerimento venivano in Italia considerati come "da fonte rinnovabile", le società che li gestiscono sono fra quelle che possono vendere i certificati verdi, ottenendo quindi questo ulteriore tipo di finanziamento.

Fatevi i conti!!!!!
Il vero motivo per cui si fanno le cose in Italia, è per lucrarci il più possibile a danno della popolazione che inerme pensa ancora che con il voto possa esprimere una volontà democratica….. Sono tutti uguali.

Di Alessandro Borio

A.M.I.U. (Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana) azienda locale o multinazionale?

Amiu
 

Dal meetup BeppeGrilloGenova:

Riccardo Casale, presidente dell'Amiu :nato a Genova nel 1963,Laurea in Scienze della Terra (1988) ed il Master in Ingegneria ambientale (1991).Dal novembre del 1992 è in servizio, prima come Scientific Officer poi come Principal Scientific Officer, alla Commissione Europea, presso la
Direzione Generale per la Ricerca (ex DG XII) dove ha ricoperto vari incarichi indiverse Direzioni. In particolare è stato il responsabile della creazione e del lancio del programma comunitario di ricerca sui rischi naturali a sostegno della protezione civile; in seguito ha contribuito all'elaborazione del 5° Programma Quadro,occupandosi in particolare dei programmi specifici ambiente, energia e nucleare.
Successivamente è stato responsabile delle linee di ricerca relative all'osservazione della terra in relazione ai cambiamenti climatici e più recentemente responsabile della ricerca polare europea.
Nello stesso periodo è stato Professore a contratto di "Politiche ambientali comunitarie" presso il Politecnico di Milano ed ha tenuto regolari cicli di conferenze sempre su questi argomenti alle Università di Padova e di Genova ed al Politecnicodi Torino.
Attualmente è anche Visiting Professor alla University of Miami dove tiene il corso di "European environmental policies".
Numerose le pubblicazioni in particolare "Natural risks and civil protection" pubblicata nel 1993, che ha rappresentato il punto di svolta in Europa del nuovo approccio della protezione civile basato sul dialogo con i ricercatori gli scienziati dei rischi naturali e tecnologici, e "Natural disaster and sustainable development" adottato da decine di università in tutto il mondo inclusi
Giappone e Stati Uniti, che rappresenta la sintesi dell'approccio multi-risk nella gestione dello sviluppo sostenibile del territorio.

Pietro Antonio D'alema, amministratore delegato Amiu :40 anni, nominato amministratore delegato di Amiu dal sindaco Giuseppe Pericu nel 2005, vanta anche un rapporto di parentela con l'ex presidente del consiglio Massimo D'Alema (i nonni erano cugini). Dal 2002, Pietro D'Alema, lavora come consulente per Amiu, società per la quale ha contribuito a redigere il "Piano strategico", il "Piano della logistica", il "Piano di riorganizzazione dei servizi". Una laurea in economia conseguita a Roma, ha iniziato la sua attività nel 1995 in Andersen Consulting, dove ha operato nel settore dell'Energia, poi nel campo delle Telecomunicazioni e dei Media
Nel 2000, D'Alema è stato cooptato nella struttura europea di Accenture Venture Capital, dove ha avuto la possibilità di lavorare insieme alle principali banche d'affari come JPMorganChase e Morgan Stanley.
Tre anni fa, insieme a un gruppo di colleghi, ha fondato Earchimede Consulting, società di consulenza il cui ora è azionista di maggioranza Hopa di Emilio Gnutti. D'Alema, tra le altre cose, ha curato gli studi di fattibilità del termovalorizzatore di Torino e ha contribuito insieme a un pool di tecnici al progetto "Multiutility Lombarda".
Amiu, come noto, adesso deve affrontare diverse sfide, non solo in Italia ma anche all'estero dove Amiu ha stretto rapporti di collaborazione in Ungheria, in Libano e in Libia.

Considerazioni: ma questi esimi signori "europei" proprio in amiu hanno trovato lavoro??? Mi sembra un pò riduttivo!!!!mah!!!

Inoltre un consigliere di AMIU riveste tale funzione ed è stato pure assunto dalla Regione (Burlando) insieme ad una ceterva di neo assunti tra il 22 ed il 29 dicembre 2009 e sto parlando di Andrea Sassano, che ricopre tale incarico di collaborazione: svolgerà le predette prestazioni senza vincolo di subordinazione, senza assoggettamento al potere gerarchico/disciplinare di alcun membro dell’Amministrazione ed in stretto collegamento con il Presidente, dal quale riceverà le necessarie indicazioni in ordine allo svolgimento citate prestazioni. (omissis…)non avendo lo stesso obbligo di osservare un orario di lavoro né di giustificare le assenze.
Cioè praticamente il facente funzioni di Burlando a tempo pieno, nel consiglio d'ammistrazione di amiu del comune.

Comunque Amiu, per finire le presentazioni, è una società del comune di genova, è una spa e con delibera comunale del 02/12/2009 il comune approva la riqualificazione della suddetta azienda: il valore nominale delle azioni da 1€ per 27.987.752 azioni è quasi 28 milioni di euro. Di cui 857.300 azioni sono della stessa amiu (quasi il 3%). Tale riqualificazione attribuisce ad amiu il 30% della SportinGenova S.p.A (anch'essa comunale) che detiene il controllo di Centro Polisportivo "Lago Figoi". Centro Sportivo "Villa Gentile". Stadio "Carlini". Stadio Comunale "L.Ferraris". Impianto Sportivo "La Sciorba" affidando alla stessa la gestione degli impianti sopra citati;

L'azienda è capofila di un Gruppo industriale che comprende diverse società controllate e collegate tra cui le più significative sono: Amiu Bonifiche S.p.A., Bagni Marina Genovese S.r.l., Ecolegno S.r.l., Farmacie Genovesi S.p.A., GE.AM. Gestioni Ambientali S.p.A., Sater S.p.A., Quattroerre S.r.l.,

Per ultimo l'Amiu guarda all' Est Europa e partecipa alla costituzione di Italeko, società per la realizzazione e la gestione dei servizi pubblici in Bulgaria. La società genovese, di proprietà del Comune, ha infatti acquisito il 25% delle azioni di Italeko e inserito un rappresentante, Franco Aprile, nel consiglio di amministrazione. Gli altri soci sono l' Ama international Roma con il 26% delle quote, l' Aspes Pesaro con il 25%, Unica Forlì con il 19% e Confservizi International con il 5%.

Italeko, il cui presidente é Giancarlo D'Ignazio di Ama Roma, si occuperà di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti, di acqua (acquedotto, fognatura e depurazione), di energia, con la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e calore, e di tutela della salute, con la gestione di farmacie e di aziende farmaceutiche socio- sanitarie.

Le azioni nominali di amiu sono balzate a 1,27€

Questo complesso quadro socio economico delle nostre aziende comunali fa si che il comune si pulisca un po' dei debiti che tali società hanno contratto ( e sappiamo quanto costi al comune la gestione del Ferraris e delle farmacie) e l'amiu riesca a fare un aumento di capitale inatteso. Bisogna però fare una precisazione: che il 5% dell'amiu è della filse (sempre comunale).

Perché ciò???? Forse per avere una canale preferenziale per ottenere finanziamenti? Questo non è dato saperlo!

Conclusione: AMIU è una multinazionale!

Di Alessandro Borio