Asilo nel bosco: bimbi liberi ma il modello educativo?

Un tipo di asilo alternativo, l’asilo nel bosco, ha come slogan “bimbi liberi”. Di per sé sembrerebbe affascinante e lo è, se fatto in un certo modo. Pensare a bimbi che sperimentano nella natura, che trascorrono diverso tempo all’aria aperta non sembra una cattiva idea, però come in tutte le cose, anche qui, non ci si può improvvisare. La funzione educativa è importante e quindi bisogna essere preparati. La prima infanzia poi è un’età molto delicata perché è da 0 a 5 anni che avviene lo sviluppo psico-emotivo del bambino. In questo periodo è fondamentale che il bambino costruisca una fiducia in sé stesso e nel prossimo che saranno le basi per costruire relazioni profonde nel futuro. È bene che noi mamme stiamo molto attente prima di affidare i nostri bimbi in altre mani soprattutto a chi interpreta “bimbi liberi” in maniera estrema. Una filosofia del tipo: l’adulto non interviene nei conflitti perché i bambini devono imparare a gestire da soli le relazioni è non solo irrealistica ma pericolosa. Un conto sono i bambini più grandi a cui si può cercare di insegnare a risolvere i loro conflitti da soli incoraggiandoli a trovare un accordo che faccia contenti tutti ma tra bimbi di varie età, dai 2 ai 5 anni, rischia di trasformarsi nella legge del più forte. Il più grande diventa il prepotente che domina i più deboli, i quali subiscono. Immaginate un bimbo di 5 anni che rovescia dall’alto barattoli e pentolini sul banco dove sta giocando uno di 2, o che passa e dà calci al camioncino che quello di 2 sta spingendo con le mani e l’adulto che non interviene, magari si trova pure a metri di distanza a farsi gli affari suoi per poi giustificarsi dicendo che “così impara a gestire da solo le relazioni” Ma cosa stanno imparando veramente questi bambini? Secondo i migliori pedagoghi al mondo non stanno imparando a gestire le relazioni bensì imparano che l’adulto non li protegge o che l’adulto non è una guida. Questi bambini imparano a fare da soli sì ma non come si potrebbe pensare ad essere forti ed autonomi, bensì, imparano che non si possono fidare di nessuno. Svilupperanno un attaccamento insicuro, secondo la moderna pedagogia, con tutte le conseguenze negative da adulti. La mediazione dell’adulto in questa fascia d’età è fondamentale. Come si può insegnare la collaborazione con un metodo del genere? Che dire? Prima di mettersi a fare gli educatori insieme alla fidanzata e all’amica della fidanzata, bisogna studiare, altrimenti si rischia di fare grossi danni ai bimbi, psicologici e materiali. Materiali sì o meglio fisici. Per falcetto e cesoie alla portata dei bimbi perché “bisogna dargli fiducia”, non credo che ci sia nemmeno bisogno di commentare. Bimbi che giocano a segare radici di alberi senza tra l’altro nessun adulto vicino. Bruciare legna umida e respirare fumi tossici per ore non credo rientri nei benefici dello stare all’aria aperta. Solo dei genitori molto miopi o distratti possono decidere di affidare i propri figli a chi ragiona così. Sicuramente non tutti gli asili nel bosco sono uguali, ci sono anche quelli belli, con una struttura al chiuso, perché non si può pensare di poter stare sempre all’aperto, e con personale qualificato, ma prima di fidarvi, come per ogni scuola, assicuratevi che sia così.

Il dr Fabio Franchi risponde ad alcune domande

Repubblica non ha voluto pubblicare questa intervista chiesta al dr. Franchi dal giornalista Bucci, lo facciamo noi molto volentieri.

Intervista

  1. Ha parlato di esperimento, di che cosa si trattava (ho visto la nuova versione del post)?

La parola esperimento ha diverse accezioni. In questo caso evidentemente non si tratta di un esperimento scientifico in cui per esempio si volesse stabilire l’efficacia di una determinata terapia. Figurarsi! Uno studio su un soggetto?? Evidentemente la spiegazione è diversa, e la darò prossimamente, adesso no. La legge, il codice etico, il codice deontologico sono tutti rispettati. Nessun trattamento di qualsiasi genere è stato pensato. Se anche dovessero controllarmi le telefonate fatte, non troverebbero niente di niente di niente. Io scrivo talvolta post seri, talvolta un po’ scherzosi. Era uno di questi. Il mio spirito non viene da tutti apprezzato, mi spiace. Riguardo la parte seria e documentata, quella non attira la Vostra attenzione? Per esempio nel 2016 ho dimostrato per primo che l’epidemia di microcefalia non poteva essere causata dal virus Zika. Nel 2018 è arrivata la conferma da altri, in base ai miei stessi ragionamenti di allora. Poco fa ho documentato che la vaccinazione di massa del morbillo in Italia si è dimostrata molto svantaggiosa rispetto alla malattia (si può ritrovare nel dettaglio in uno dei miei ultimi post).

2. Lei è in pensione. Fa ancora il medico? Vede pazienti?

Sono in pensione, non pratico la professione, non vedo pazienti. Mi sono dedicato al problema dei vaccini quando ho visto la piega che stava prendendo la questione. Una dittatura sanitaria fondata su informazioni palesemente distorte con la complicità di gran parte dei giornalisti. I giornalisti si sono accorti di me oggi, molto interessati alle bolle di sapone.

3. Il campo dei non vaccinati si sta restringendo. Secondo lei come mai?

Strana questa domanda. Forse Le sarà capitato di osservare che è in atto da due anni una censura sui principali mezzi di informazione, un ricatto pesante ai medici che osino qualche critica, un premio allettante per coloro che si adeguino, un trattamento ricattatorio nei confronti dei genitori. L’imposizione è quella di un dogma di stampo medioevale. Una “scienza”basata su balle certificate (e abbondantemente segnalate agli organi competenti, alla FNOMCeO per esempio, ma non degnate di alcuna risposta). Adesso lo sa.

4. La stragrande maggioranza degli scienziati dei medici sono favorevoli ai vaccini, lei crede che sbaglino?

Baso le mie convinzioni sulla letteratura scientifica letta criticamente. Sta agli altri convincermi che sbaglio, ma con argomenti un po’ più consistenti delle solite ….“palle di ferro che vanno a fondo”. Il prof Burioni dice giustamente: “la scienza non è democratica”. Infatti non si vota a maggioranza per chi abbia ragione. E poi scrive: “… quello che non può essere confutato non ha nulla a che fare con la scienza.” Appunto: evidentemente non si legge o non si ascolta(e neppure lo fanno i suoi sostenitori).

5. Lei è stato accusato di essere un negazionista dell’AIDS. Che posizione ha riguardo al virus?

Vede, per negazionista si intende uno che nega l’evidenza. Negare la verità di una qualsivoglia asserzione non è negazionismo. Aristotele la metteva così: “Lo scienziato deve affermare ciò che è e negare ciò che non è”. Così tentò di fare Galileo sotto gli occhi dell’inquisitore. Così Semmelweiss, eppure fu deriso dai suoi contemporanei. Così Karl Popper: “scopo dello scienziato è falsificare (o tentare di falsificare)quante più teorie possibile”.Io cerco di fare informazione ragionata. Detto ciò, molti mi attribuiscono affermazioni non fatte, senza avermi letto, parlano senza sapere di cosa parlano. Burioni li definisce babbei. Sono sempre stato critico, certamente. Ed ho avuto ragione per gli aspetti maggiori (pur avendo commesso qualche errore di valutazione che ho corretto). Per esempio ho previsto nel 1995 (in una pubblicazione) che non era possibile trovare un vaccino efficace per l’HIV, spiegando perché. Oggi, dopo 34 anni dalla scoperta del “virus” e 40 miliardi di dollari buttati in ricerca ed esperimenti (anche su bambini), il vaccino non c’è ancora. Ricordo che dal 1984 ogni anno gli scienziati promettevano un vaccino entro i successivi 2 –4 anni. Non viene il dubbio che qualche ragione io la possa avere?

Poste Group la nuova posta a Sesto Calende

Da qualche tempo a Sesto Calende in via dell’Olmo c’è un servizio postale privato, Poste Group. Per non fare coda ci siamo rivolti a loro per spedire una raccomandata A/R ma dopo una settimana non abbiamo ancora ricevuto la cartolina di ritorno. Trovando il loro sito off line ed il numero Verde “non disponibile”, siamo andati allora a chiedere informazioni all’ufficio postale. La prima domanda è stata accertarci che la raccomandata fosse A/R, magari a volte può capitare di non spiegarsi bene, in tal caso avremmo potuto rispedirla correttamente. In secondo luogo abbiamo chiesto se loro ritirano le buste e poi le danno a poste italiane per la spedizione. Si sa che poste italiane ha talvolta tempi lunghi dunque in quel caso non ci saremmo preoccupati. Ci hanno risposto però che all’interno di Sesto Calende sono loro stessi ad effettuare le consegne, bene dunque il signore ha verificato se non avesse lì la ricevuta di ritorno, in quel caso a detta sua, ce l’avrebbe consegnata in quel momento ma la ricevuta non era nell’ufficio postale perché l’aveva già consegnata a chi fa le consegne. A quel punto ci è venuto spontaneo dire “gliel’ha data oggi?” più una domanda retorica che altro, pensando che l’avremmo probabilmente trovata al rientro a casa. Le poste danno ogni giorno le consegne da fare ai postini che se non riescono a consegnare qualcosa lo riportano alle poste a fine turno. La risposta è stata “gliel’ho data qualche giorno fa”. A quel punto abbiamo chiesto  dove viene tenuta la nostra cartolina se non viene consegnata il giorno stesso ma non ci è stata data nessuna risposta, da quel momento il signore ha assunto un atteggiamento aggressivo, accusando di voler fare polemiche e di essere andati lì per accusarlo…. Veramente non capiamo le sue ragioni. A semplice domanda si risponde non si accusa a sua volta l’interlocutore. Fatto sta che non ci hanno voluto dire in che modo avviene la consegna e con che modalità vengono custodite le buste o cartoline che siano. Non necessariamente deve esserci qualche irregolarità ma veramente non si capisce la motivazione per cui non si possa dare una risposta semplice e chiara e si debba invece trattare in malo modo chi fa una domanda. Se è solo un problema di comunicazione allora forse ha scelto il mestiere sbagliato.  A questo punto però lo vogliamo sapere. Chi consegna la posta? E dove la custodisce nei giorni che passano da quando la riceve dall’ufficio postale a quando la consegna? Grazie.

AUGURI!!!

MILANO

18-22 marzo 1848

I milanesi insorgono contro il governo austriaco per unirsi al Regno di Piemonte convinti che avrebbero avuto più libertà e benessere

8 maggio 1898

I milanesi, ridotti alla fame insorgono contro i piemontesi (protesta dello stomaco) e vengono cannoneggiati da Bava Beccaris (80 morti, 450 feriti) che ottenne per questo la medaglia d’oro al valor militare.

ROMA

2 luglio 2014

I lavoratori della Multiservizi con l’appoggio del Movimento 5 stelle occupano la sala consiliare

28 aprile 2017

Ai lavoratori della Multiservizi la nuova giunta del Movimento 5 stelle vieta ai lavoratori derlla Multiservizi di protestare nella sala consiliare.

4 marzo 2018

30 lavoratori della Multiservizi hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

REGNO DELLE DUE SICILIE

Maggio 1860

Il popolo appoggia Garibaldi che aveva promesso la distribuzione delle terre con l’adesione al Regno dei savoia

1860 in poi

Massacri della popolazione (Bronte, …) migliaia di morti, deportazioni, lager piemontesi, distruzione dell’industria meridionale.

ITALIA

4 marzo 2018

Gli italiani votano per partiti che promettono reddito senza lavoro e tasse uguali per tutti

1 Aprile in poi

AUGURI A TUTTI GLI ITALIANI!

by Storno

Bipolarismo: combattiamo la cultura Berluscogrilla

 

Il fenomeno dell’analfabetismo è sempre stato considerato un fenomeno da sradicare e la politica ci si è dedicata con impegno riuscendo in Italia ad azzerarlo.

Si potrebbe pensare che al fenomeno dell’analfabetismo funzionale venga dedicata altrettanta attenzione ed altrettanto impegno, ma quando la politica si è accorta che gli analfabeti funzionali potevano facilmente essere sfruttati per i suoi interessi si è dedicata con successo a coltivare questa specie di analfabetismo.

Come? E’ semplicissimo: anziché lavorare per portare l’analfabeta funzionale ad un livello di cultura che gli permettesse di essere indipendente nel pensiero si è portata la cultura a livello dell’analfabeta funzionale, in modo che rimanesse dipendente dal pensiero del burattinaio e così utilizzabile ai suoi scopi.

E quali sono le caratteristiche di questa neo-cultura? Una sola, semplicissima, è stata creata una “cultura binaria” una cultura, cioè, privaa di ogni sfumatura: SI’ / NO, BUONO / CATTIVO, BIANCO / NERO… che chiunque è in grado di comprendere.

Certo, non è una novità, è sempre stata usata da alcune religioni: chi non si ricorda il “Con me o contro di me” che ha avuto così tanto successo nei secoli?

Ma per un certo periodo questa, in Italia, era stata messa in crisi, e stava prendendo piede la cultura del “both and” “e … e …” di derivazione orientale, ying e yang dove i contrari non sono contrapposti ma si completano. E questa cultura stava portando ad una ricchezza di pensiero perché il nero ed il bianco insieme danno origine ad un’infinità di grigi e, soprattutto, sostituiva il dialogo allo scontro su tutto.

Ma poi è arrivata la controrivoluzione, sulle ali principalmente dello strumento della rete che, annunciata come straordinario diffusore della conoscenza e valorizzatore dei rapporti è diventata nella realtà, grazie soprattutto ai social, l’affossatrice della vera cultura. Gli scritti di poche righe che caratterizzano i social impediscono di approfondire i pensieri e si limitano di conseguenza a concetti brevi semplici sono l’ideale per permettere l’espressione dei concetti binari.

La cultura bipolare che elimina le tonalità di grigio finisce per trasformare gli esseri ragionanti in tifosi di squadre senza peccati che si scontrano con altre che rappresentano il male assoluto ed in questa crociata si sentono realizzati come persone in quanto esseri superiori, portatori della verità.

Un esempio di attualità è dato dai vaccini: esistono solo i “pro-vax” ed i “no-vax”. Per la felicità di chi ha il potere di dettare le regole: “pro-vax” fa un effetto molto migliore di “ti vaccini come voglio io” e poter classificare chi semplicemente solleva dubbi come “no-vax” è efficacissimo per delegittimare ogni opposizione.

Ma il grosso vantaggio per chi gestisce la cultura binaria è rappresentato dal fatto che elimina ogni possibilità di discussione perché nero e bianco sono così distanti che non è possibile nessuna forma di mediazione: una volta scelta la propria squadra inizia la guerra e chi non combatte è un traditore, così come chi insinua un qualunque dubbio. Di qui nascono le campagne d’odio perché pur di esportare la propriaa verità ogni mezzo diventa lecito, le “fake news”, le offese, …

Si passa dalla razionalità alla fede e, dalla fede, all’accettazione del “dio” che arruola così al proprio servizio una massa di persone che ha perso ogni senso critico. E’ con questi mezzi che nascono i “partiti carismatici” di cui abbiamo avuto in passato tristi esperienze (nazismo, fascismo, …) esperienze che siamo pronti a rinnovare con i partiti carismatici odierni (berlusconismo, grillismo, ..)

Storno

Pediatria di Angera il reparto non a misura di bambino

Il reparto di pediatria è contiguo al reparto maternità ed è seguito dallo stesso personale a parte i ginecologi che seguono solo le partorienti ovviamente. Siamo in pediatria ad Angera per una possibile infezione da Clostridium Difficile nel mio bimbo di 4 mesi. Veniamo in p.s. spaventati da una crisi acuta di dolore del bambino ed il risultato della coltura delle feci che dà positivo al CD. In ps la pediatra che da subito si pone in maniera scortese e giudicante, dubita dell’attendibilità delle analisi eseguite in laboratorio privato e ci ricovera per rifargliele nonostante il bambino non presenti sintomi gravi. Non capiamo perché prima ci tratti come se fossimo lì senza ragione e poi insista per ricoverarlo…. Ci sembra eccessivo che per rifargli una coltura ed un prelievo debba essere ricoverato ma per paura di privare il nostro bimbo del monitoraggio medico acconsentiamo. La sera arriva un bimbo di due anni con la mononucleosi e lo mettono in camera con bagno comunicante con noi, perfetto! Non ci sembra un’idea geniale mettere un bimbo di 4 mesi accanto ad un bimbo con la mononucleosi, tra l’altro una delle nostre perplessità era stata proprio il timore che il bimbo potesse contrarre altro proprio in ospedale. Magari non abbiamo il clostridium ma usciamo di qui con la mononucleosi. Sento questo bambino piangere disperato, il pianto proviene dalla sala visite e non smette, piange per tantissimo tempo e scopro poi che dovevano mettergli una flebo e che hanno spezzato due cannule. L’idea era di mettere la flebo nell’interno del braccio dove si piega per poi steccargli il braccio. La cosa non mi piace affatto,  perché la mattina dopo il mio bimbo deve fare un prelievo. Difatti la pediatra, la caposala ed un’altra infermiera riescono a farlo piangere già durante la visita. Non usano nessuna delicatezza ed il bambino si agita e si spaventa. Dopodiché deve fare il prelievo. Io cerco di far calmare il bambino come posso e quasi ci riesco ma queste tre si mettono addosso al bambino perché secondo loro devono tenerlo per il prelievo, come fosse un criminale che viene tenuto a terra dai poliziotti. Ma soprattutto si capisce che è la loro prassi e che non conoscono altro modo se non questo, estremamente brutale. Suggerisco di prendere il sangue dal braccio destro perché un paio di settimane prima al centro prelievi pediatrico del San Raffaele avevano fatto così ed il bimbo non si era nemmeno accorto del prelievo. Naturalmente era anche tranquillo nel senso che nessuno l’aveva spaventato prima. Evidentemente al San Raffaele il loro lavoro lo sanno fare. Ma la dottoressa non mi ascolta e si ostina a volerlo fare a sinistra, senza nemmeno tastare la vena del braccio destro per verificare se fosse più agevole, e così inizia a ravanare nel braccio del bambino con l’ago e va avanti per un bel po’ come se armeggiasse una bambola e non una persona viva. Il bambino piange sempre più forte e questa “pediatra” si ostina anche a dire che l’ago non gli fa male se lei lo muove dentro al braccio. Le altre due lo tengono forte tanto da provocare puntini rossi di sangue da sfregamento. Nessuna delle tre, ma soprattutto la pediatra, ha la percezione di quello che sta facendo. Nessuna ha la percezione della sofferenza del bimbo. Ad un certo punto, dopo aver cercato di farglielo capire più volte, glielo dico chiaro e tondo che deve smettere e chiedo di aspettare a riprovare nell’altro braccio per far almeno calmare il bambino ma la pediatra dice che sarebbe solo un’agonia più lunga. Rimango allibita da tale risposta insensibile e priva della minima attenzione psicologica nei confronti di un neonato ed ancor di più che lei concepisca il prelievo del sangue di un bimbo come un’agonia. I prelievi si possono fare anche in maniera diversa, basta esserne capaci. Dopo che l’ho ripreso in braccio mi dice anche, a dimostrazione che secondo lei non piangeva per il dolore “vede che continua a piangere”. Ma dove si è visto un bambino che dopo che gli hai fatto male e lo hai spaventato smette subito di piangere? Questo dimostra solo la sua totale incapacità di empatia nei confronti dei bambini. Non si possono trattare come se fossero degli adulti. O peggio, come se fossero delle bestie. E poi queste arrampicate sugli specchi, “a volte la vena non si prende sia a destra che a sinistra, non c’è una ragione…. “ Intanto a destra, facendolo piangere ancora, naturalmente perché ormai è traumatizzato e sarebbe stato meglio aspettare almeno che si calmasse, riesce a prendere la vena. Ma allora non era meglio se mi ascoltava subito invece di anteporre al benessere del bambino il suo Ego smisurato e la sua presunzione? E non erano più sensibili le infermiere…  Dopo questo episodio abbiamo chiesto la dimissione. Un reparto di pediatria che non sa come trattare i bambini, forse non è poi un problema se lo chiudono anzi è meglio per tanti bambini.

“Di noi ti puoi fidar …”

2 Luglio 2014 – Protesta lavoratori della Multiservizi

«Abbiamo passato ancora un’altra notte qui – spiegano i lavoratori – con noi sono rimasti i consiglieri Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle, …”

28 Aprile 2017 – Protesta lavoratori della Multiservizi

Campidoglio, lavoratori Multiservizi protestano. De Vito li caccia per 2 mesi: “Rispettate istituzioni”

QUALCUNO COMINCERA’ A CAPIRE CHE IL VOTO NON E’ UN GIOCO E CHE GLI ERRORI SI PAGANO?

CHE SE NON CI SONO ALTERNATIVE E’ PERCHE’ NON SONO STATE COLTIVATE?

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci.

Dai loro frutti li riconoscerete

di Storo

Ipotesi oltRAGGIosa

Raggi muraro

Il livello di chi tira i fili del Movimento 5 stelle è troppo elevato per poter pensare che non avesse capito che la Raggi non è lontanamente all’altezza di gestire un comune come Roma e quindi l’assoluta necessità di porvi rimedio.

E nemmeno si può pensare che questo rimedio non l’avessero trovato e messo in atto visto che da tempo le proiezioni davano la Raggi vincente a man bassa.

E, dato che siamo a Roma, la soluzione ce la suggerisce la storia. Com’è che gli imperatori incapaci tenevano buona la plebe romana?

Organizzando giochi in cui davano i criminali di allora in pasto alle belve. Imperatori folli ed incapaci incantavano la plebe con i circenses. Com’è che oggi i 5 stelle cercano di nascondere ai romani la loro incapacità di governare? Basta sostituire i criminali di allora (cristiani ed altri) con gli amministratori passati (meglio se quelli che Marino non ha fatto in tempo a cacciare così da poterli etichettare PD) e, anziché “ad bestias” gettarli “ad magistratos”.

Dare ai romani lo spettacolo dei corrotti dati in pasto ai magistrati è un ottimo piano, ben architettato e ben preparato ed è così che è stata arruolata una “dossierante”, cioè una che ha dossier pronti, ma non li ha consegnati alla magistratura ed una magistrata che ha lavorato a Mafia Capitale ed è quindi in possesso di abbondante materiale da utilizzare a quello scopo.

E allora che cosa è andato storto con un piano così ben progettato e preparato?

E’ andato storto che esistono le donne Muraro e le donne Raineri: mai fidarsi di una donna magistrato per fare giochini non proprio lindi!

Una volta capito che il suo compito di capo gabinetto lo svolgevano altri e che lei era lì per essere utilizzata da specchietto per le allodole sembra abbia avuto un travaso di bile ed ha abbandonato la barca.

 

Ed ora che si fa?

Innanzitutto difendere la “dossierante”, i suoi dossier sono troppo preziosi e possono essere utilizzati in molti modi, e poi trovare un rimpiazzo alla Raineri, sicuramente maschio, e poi magari un po’ sempliciotto e coltivatore di ego, le doti necessarie per essere pilotato con facilità. Ma stavolta facciamolo scegliere da uno che i magistrati, possibilmente romani, li conosce bene.

di Storno

LISTE CIVICHE E 5 STELLE: DIVORZIO?

Separazione-consensuale

Finora era stato un idillio: le liste civiche si presentavano alle elezioni sotto il simbolo delle 5 stelle aggiungevano ai propri voti quelli derivanti dal prestigio della lista nazionale e, soprattutto, la rinuncia alla propria sovranità era più teorica che reale.

In compenso il partito aveva l'appoggio degli attivisti locali e dei loro votanti

Le ultime vicende, però hanno fatto saltare questa beata sinergia. Altro che rinuncia più teorica che reale: espulsioni di sindaci e di assessori, e richieste di dimissioni hanno evidenziato che il proprietario del simbolo concesso in leasing (che sia Grillo o Casaleggio) la sovranità sulle liste locali la vuole esercitare al completo.

E, peggio ancora, un migliaio di liste civiche che avevano rinunciato alla propria divisa per indossare la gloriosa e vincente (speravano) casacca a cinque stelle non hanno potuto presentarsi perché non le hanno ricevute dal sarto che solo le confeziona.

D'altronde, anche se spiacevole, tutto ciò è comprensibile: al padrone del marchio le realtà locali non interessano: sono solo uno strumento per raggiungere l'obiettivo delle elezioni nazionali e non ha alcuna intenzione di ledere la sua immagine perché qualcuno un po' sporco va in giro con la divisa a 5 stelle.

E per questo, come dimostra la preparazione di patti che chi vuole candidarsi è costretto a firmare, vuole il controllo totale sulle liste che portano il suo nome, ormai non più liste locali ma espressioni del partito centralizzato (a Milano).

Si prospetta quindi un abbandono delle liste civiche a 5 stelle per tornare alle liste locali.

Tuttavia l'esperienza pentastellata ha mostrato l'importanza per le liste di associarsi: non sarà un lavoro facile né breve, ma è questa la sfida da affrontare se si vuole davvero cambiare qualcosa in Italia.

di Storno

VOTO DISGIUNTO!

Voto_disgiunto

Oggi in Italia le leggi elettorali privano di fatto le opposizioni di ogni potere, relegandole in ruoli assolutamente marginali. La prima conseguenza di ciò è che gli elettori si vedono costretti a dare un voto tattico, devono così rinunciare a votare la “lista del cuore” che non ha possibilità di vittoria per dare il proprio voto al meno sgradito dei possibili vincitori.

Ma esiste un'eccezione a questo comportamento dettato dal buon senso ed è proprio in occasione delle elezioni amministrative che si celebreranno fra poco, grazie al doppio turno.
Poiché infatti il potere sarà nelle mani del candidato sindaco che avrà avuto la meglio al primo turno, a contare nella lotta per il potere sono solo i voti ai candidati sindaco nel tentativo di spingerlo direttamente alla vittoria od almeno al ballottaggio.
Grazie alla possibilità di voto disgiunto che c'è alle amministrative, l'elettore, una volta votato il candidato sindaco, può attribuire il voto di lista ad una qualsiasi di quelle che partecipano alla competizione, anche se la preferita non è fra quelle che sostengono il candidato scelto.
Ed è importante il voto disgiunto, perché permette alle liste nuove di presentarsi e così farsi conoscere e, se meritevoli, di crescere nel tempo sino a diventare protagoniste.
Ed è un voto parlante: spiega al candidato sindaco che i nostri valori sono differenti da quelli delle liste che lo sostengono e che non è necessariamente prigioniero dei partiti che l'hanno proposto.

Storno